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Il buzz online: il caso del Gambero Rosso

19 novembre 2009

Vi presento un caso davvero scottante di analisi della reputazione online.

Scottante non a caso, anzi, mai aggettivo è stato più azzeccato:

-    per la mole di documenti e argomentazioni trovati nel web e per la velocità con la quale il buzz si è diffuso online
-    per l’importanza delle fonti in cui viene ripreso l’argomento
-    perché di assoluta attualità (gli ultimi commenti risalgono ad oggi)
-    …c’è un incendio di mezzo.

La storia inizia nell’ottobre 2009, quando esce la Guida del Gambero Rosso 2010.
All’interno vi è la recensione al ristorante “Cascina Lenga” di Botticino: il punteggio del locale si è alzato, rispetto al giudizio dell’anno precedente, di un centesimo.

Il ristorante “Cascina Lenga” è, però, bruciato per un incendio doloso nel 2007 e da allora non è più stato riaperto.

L’analisi che ci siamo prefissi di fare, vuole seguire il buzz online e studiare i parametri che hanno influito nella diffusione virale delle informazioni.

È il 29 ottobre 2009 quando viene pubblicato il primo post che riporta il fatto (la fonte terrauomocielo.org ha PageRank 3).
Immediata la risposta dei lettori: sono 22 i commenti e i toni con i quali si esprimono sono decisamente duri.
L’autore del post è aperto al dialogo: chiede spiegazioni.
Il link viene prontamente segnalato anche nel suo profilo Facebook: oltre 350 gli amici dell’autore, immediati i primi commenti direttamente in bacheca.

Dal 31 ottobre, con l’apparizione della notizia su due importanti punti di riferimento del settore (dissapore.com ha  PageRank 6, chefdicucinamagazine.com  ha PR 5), il rumore e l’attenzione aumentano in modo esponenziale.

Con 3 – 4 giorni di differita scoppia il boom in rete: il caso viene riportato da quasi tutti i quotidiani online come ad esempio Il Giorno e Il Gazzettino e anche da importanti testate offline (es. La Repubblica).

Intanto anche Twitter inizia a creare fermento: costanti e numerosi i tweet sull’argomento. Importante il loro contributo alla diffusione del buzz.

La polemica trova spazio nel forum ufficiale del Gambero Rosso. Numerose le argomentazioni e le richieste di delucidazione.

Il primo novembre una delle curatrici della Guida del Gambero Rosso, Clara Barra, risponde personalmente alle richieste. Lo fa su Facebook commentando il link al post di TerraUomoCielo .
Le argomentazioni della curatrice, comunque, non soddisfano né l’autore del post né  gli altri lettori (conversazione riportata anche nel blog).
La posizione della responsabile della guida sarà ripresa, e spesso commentata, da molte delle fonti interessate.
A questo punto è la “risposta” a diventare il focus della polemica, non più il refuso in sé.

Il 6 novembre arriva la replica “ufficiale” anche da parte del direttore del Gambero Rosso, Daniele Cernilli, direttamente sul forum ufficiale: anche in questo caso si alimenta ulteriormente la diatriba, facendo schizzare il numero di commenti giornalieri e portando le argomentazioni ad essere sempre più esasperate (si aprirà un’ulteriore discussione riguardo l’ex responsabile della guida Marco Bolasco).

Le discussioni sono animate per giorni e giorni.
L’attenzione si spegne lentamente, ma a riaccenderla è la notizia che il caso approda in televisione.

Questo avvenimento offre nuova linfa ad un tam-tam mediatico ancora in evoluzione…

Analizzando il percorso che ha fatto questa notizia, emerge come tutti gli elementi propri del web 2.0 siano stati fondamentali nella percezione del caso da parte del web, sia in termini di mezzi (dai blog ai social network), che di contenuti (in che modo è stata riportata la notizia e come, successivamente, sono state gestite le risposte e gli interventi ufficiali).

N.B. Interessante segnalare come esattamente un anno fa, all’uscita della guida precedente, la svista fosse stata già segnalata proprio nel forum del Gambero Rosso.
In quel caso però non ci fu il medesimo rumore e la stessa attenzione mediatica.
Dove sta la differenza?
Presumibilmente nell’uso integrato dei mezzi messi a disposizione dal web 2.0.

Troppo semplice?
È aperto il dibattito!

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Categorie: Brand Equity

9 Commenti a “Il buzz online: il caso del Gambero Rosso”

Mik scrive:
19 novembre 2009 alle 13:51

Non mi pare che sia così grave il mancato aggiornamento della guida, e anche il punto in più potrebbe avere una spiegazione tecnica, oppure è una piccola furbata, piccola, c’è ben di pegggio in giro.

La vera notizia è per me appunto il diverso seguito che hanno avuto le due segnalazioni, cosa ormai consueta.

Il fatto da tutti verificabile è sempre la stesso, la dice il nickname del forum, nessuno lo considera, lo dice il blogger con tanti amici e scoppia il finimondo.

E’ sarebbe questo il web sociale che fa emergere il meglio dal basso? Questo è il web che da il megafono solo ad alcuni, ed esclude chi non è amico dell’amico.

Io rimango sostenitore del web dei primi tempi, quello democratico, quello dell’anonimato, quello dove contano le idee, e i fatti, quello dove tutti sono e tentano di essere uguali, nei diritti e nei doveri, senza discriminazioni di alcun genere.

19 novembre 2009 alle 17:11

L’anno prima la notizia non ha destato scalpore perchè una giustificazione di un errore tecnico (come accade spesso) poteva starci. Quest’anno non solo è stato aumentato il punteggio ma è pure variato il testo della scheda, tutto davvero poco giustificabile come errore tecnico. Ho dato per primo la notizia perchè il fatto si è verificato nel mio territorio e, pur non essendo ricco, potente e sprovvisto del ruolo “dell’amico dell’amico” la mia notizia ha fatto il giro d’Italia e non solo. Non ho voluto attaccare ne il Gambero ne Clara Barra (che per altro non può centrare nulla) ma bensì segnalare una “falla” nel sistema, che ogni anno crea polemiche che si spengono nel tempo di una sigaretta.

20 novembre 2009 alle 10:48

Complimenti Angela, post esemplare… insomma direi a prova di imprenditore scettico sul web (quante volte si sente ancora purtroppo l’assioma-credo-vanità “io non credo a internet”).

Interessante come la televisione, arrivata per ultima, non abbia dato un’impennata decisiva e sia forse giunta quando ormai la nicchia era satura. E interessanti i rapporti che si creano dal basso e dall’alto (dove c’è sempre questa corsa al giustificarsi… ma si sa… giustificarsi non è mai servito a nulla).

Sul discorso dei blogger amici di blogger etc sui commenti sopra è senz’altro vero, anche se credo che stia nella professionalità e passione di un blogger costruirsi una rete di fiducia nel tempo (e quindi faccio i complimenti a Giovanni). E quando parlo di rete di fiducia non lo intendo in senso italiano ma anglofono dove la raccomandazione è un concetto giusto e meritocratico (e poi quando un’idea o una notizia sono buone girano…c’è poco da fare per fortuna).

Una domanda per Angela… come mai hai dato tanta importanza in questa tua analisi al Pagerank evidenziandolo? Personalmente sono sempre più dubbioso su questo (tra i tanti) criteri di valutazione di una fonte… senz’altro i gradi di connessione e relazione che hai giustamente evidenziato sono stati decisivi.

grazie e alla prossima ;)
applausi a TSW!

eggi scrive:
20 novembre 2009 alle 23:24

Giovanni Arcari tu sei terribile… ‘la mia notizia ha fatto il giro dell’Italia e non solo’.
Angela Falotico bon soire. aggiungo qualcosa.
perché fa il giro della rete? perché la rete é composta da 6 elementi: sesso, gioco d’azzardo, informazione, cazzate, cibo.
la sesta é l’intelligenza.
circa 800/850 siti riportano la notizia, alcuni indicizzati altri no.
molto lo ha fatto l’ANSA.
la notizia viene battuta dall’ANSA dopo un paio di giorni che molti indagavano e si documentavano. Giovanni é l’autore ‘primo’, il resto é una conseguenza della rilevanza.
naturalmente la notizia assume una rilevanza perché non é considerata da nessuno, tranne da pochissimi, un semplice errore.
errore é ricopiare, riportare ma non modificare e poi pubblicare.
Al ‘controllore e giudice’ istituzionalmente preposto all’onestà intellettuale non é più concesso farloccare. La rete assume nella sua evoluzione più intelligente l’attività di contollo coordinato autogestito. Tutti possono esprimere e dire. solo dieci anni fa questo era impensabile. utenti evoluti che si trasformano da semplici fruitori in autori ed attivisti autarchici dell’informazione e della divulgazione.

Sara scrive:
21 novembre 2009 alle 20:24

Condivido pienamente il punto di vista di eggi “La rete assume nella sua evoluzione più intelligente l’attività di contollo coordinato autogestito. ” Te la ruberò :P

Rincaro la dose: ha aiutato la diffusione la totale incapacità di GR di gestire la cosa. Non diciamo che Clara Barra non centra nulla, quando si dà pubblicamente una risposta di quel genere… beh… almeno si è poco professionali e per buona educazione non aggiungo altro.
Credo che questo sia l’ennesimo caso italiano di sottostima del valore della rete e di totale incapacità di reazione fino a che la bomba ti scoppia in mano.

Complimenti a Giovanni, bravissimo!!!

@ Mik: non condivido e non ho nostalfgia per il web dell’anonimato. Chi ha un blog sa che acquistare rilevanza significa farsi un c… così, ma, almeno per la mia esperienza, è rilevanza vera, è un potersi fidare. Almeno qui.

23 novembre 2009 alle 09:22

Caro eggi,
spero di non esser parso arrogante e spocchioso con quella frase perentoria, che voleva solo sottolineare come -rispondendo a Mik- non sia sempre veritiera la formula “dell’amico dell’amico” per poter far rimbalzare una notizia da un capo all’altro del pianeta. Questa notizia mi ha dato la possibilità di conoscere persone splendide quale sei Tu e mi ha reso speranzoso per il futuro. Non ti nascondo che il termine “terribile” mi piaccia molto! :-)
@ Sara: hai ragione a dire che non è vero che la Barra non centri nulla, in quanto curatrice anche se in corsa della guida,ma non limitiamoci alle solite quattro cose. Il problema non è la Barra ne il Gambero ma un sistema di fare le cose poco chiaro e confuso. Cerchiamo di guardare più in profondità.
Grazie per i complimenti…

Angela Falotico scrive:
23 novembre 2009 alle 10:46

Buongiorno a tutti.
Innanzi tutto grazie per i contributi decisamente interessanti a questo dibattito. Davvero superiore alle mie aspettative :).
@ MIK : mi permetto di dissentire sulla tua opposizione al nuovo web 2.0.
Credo che proprio perché fotografia reale e realistica dei rapporti sociali e interpersonali sia non solo naturale, ma anche giusto che una notizia abbia un diverso impatto a seconda di chi la riporta, e soprattutto di come viene raccontata. In questo caso è chiaro che c’è stata un strategia di comunicazione (più o meno consapevole :) ) che ha permesso alla notizia di rimbalzare acquistando velocità e impatto ad ogni colpo. Trovo che riuscire a coinvolgere le persone sia un dono (grazie a dio non siamo tutti opinion leader!), e sono contenta che non ne siano provvisti tutti altrimenti ci troveremo in un caos democratico, mentre io sono una fervida sostenitrice dell’ordine meritocratico.
@ Davide: per prima cosa: grazie per i complimenti!:)
Per quanto riguarda il PR (a cui,date le costanti influenze SEO a cui sono sottoposta qui in TSW, non posso proprio rinunciare :)) non volevo sottolineare il dato in quanto fondamentale, ma semplicemente segnalarlo come una caratteristica della fonte che, in sinergia con tutti gli altri dati a nostra disposizione, ci aiuti a gerarchizzare le sorgenti (naturalmente una gerarchia funzionale ai singoli casi) e a comprendere meglio il loro apporto alla diffusione del buzz.
@ Eggi: sono decisamente d’accordo con te e anche con l’aggiunta pungente, ma onestissima, di @Sara. Trovo che in questo caso si siano amalgamati perfettamente tra loro tutti gli ingredienti messi a disposizione dalla rete, a cui si è aggiunta una risposta poco chiara da parte degli autori della guida, che avevano la possibilità di uscirne immediatamente e senza particolari strascichi, ma che, probabilmente sottovalutando i mezzi con i quali hanno deciso di comunicare, hanno letteralmente fatto esplodere la bomba nelle loro mani.
Anche se, come ha detto @Giovanni, il problema in questo caso non si deve cercare semplicemente nella Barra o nel Gambero Rosso, sarebbe fuorviante e limitante, ma nel non capire che il web ti offre la possibilità di gestire al meglio situazioni complicate, sgarbugliando “un sistema di fare le cose poco chiaro e confuso” e dando alle persone quello che realmente vogliono: sentirsi trattare con rispetto e trasparenza, perché quello che chiedono non è non commettere l’errore, ma semplicemente ammetterlo per non compromettere il rapporto di fiducia.

23 novembre 2009 alle 16:39

@ Angela: nessuna strategia di comunicazione che potrebbe sottintendere complotti nei confronti di qualcuno.
Attenzione a ciò che si scrive, le persone potrebbero travisare.
Qui non c’è stato nulla di tutto questo. Io ho dato la notizia, altri l’hanno trovata interessante (anche perchè sono anni che cose simili accadono) e ognuno con i propri mezzi ha espresso un parere o semplicemente ha raccontato e divulgato. Tutto qui.

Angela Falotico scrive:
23 novembre 2009 alle 16:51

@ Giovanni: Certo! Naturalmente non voleva essere un’insinuazione e mi scuso per la gaffe di concetto :)
Semplicemente tu hai l’abitudine (buona a mio parere) di far collaborare i diversi mezzi che hai a disposizione e non solo per quanto riguarda questo singolo caso: ho avuto modo di seguirti ed ho notato che ogni volta che posti qualcosa lo riprendi anche sul tuo profilo di facebook ( a questo aggiungi un buon seguito e il gioco è fatto).
Quindi ribadisco: nessun complotto :)

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