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Wikipedia può rappresentare una minaccia per il brand aziendale?

2 luglio 2007

Nel precedente post dedicato alla celebre enciclopedia online è stato analizzato l’impatto che Wikipedia ha avuto sugli utenti dei motori e il cambio di prospettiva nella ricerca di informazioni sul Web.

Sempre sull’argomento “Wikipedia – motori”, un altro aspetto molto interessante da approfondire è se l’enciclopedia libera possa essere considerata una potenziale minaccia per la reputazione on line dei brand aziendali.

Il fatto che si tratti di un progetto aperto a tutti ed il suo contenuto non sia sempre sottoposto a verifica editoriale prima della pubblicazione produce degli svantaggi: vi possono essere delle voci completamente errate o con un contenuto di dubbia qualità.

Per qualsiasi utente è molto semplice scrivere una voce riguardante un marchio o un prodotto, parlandone in maniera negativa, per mettere poi in bella mostra la voce appena creata sfruttando il trust e la visibilità che Wikipedia offre.

Se le informazioni fossero state inserite in un blog personale o in un forum il lettore sarebbe a conoscenza del fatto che le informazioni presenti sono dei contenuti frutto di opinioni personali.
Il fatto che essi siano presenti in una fonte autorevole, invece, crea fiducia nei contenuti, che vengono recepiti come un’informazione neutrale, amplificandone significato e rilevanza.

Oltre alla questione legata all’autorevolezza delle informazioni in senso stretto, va anche considerato il grandissimo volume di traffico web del sito e quindi un non trascurabile afflusso di utenti che potrebbero leggere la pagina incriminata.

C’è poi da considerare l’effetto indotto dall’enorme visibilità che l’enciclopedia ha nei motori.

Immaginate quale potrebbe essere il danno se il link all’homepage dell’azienda e quello della voce ‘incriminata’ di Wikipedia fossero appaiati nella pagina dei risultati… e se la descrizione sottostante al collegamento a Wikipedia contenesse delle informazioni lesive nei confronti dell’azienda?
Sarebbe una mezza catastrofe: chiunque ricercasse il nome di un prodotto o del brand vedrebbe apparire del testo che lo lascerebbe un po’ perplesso e magari la positiva percezione del marchio potrebbe venir meno.

Altro effetto collaterale potrebbe essere l’eco nella community del Web: qualora la questione diventasse di dominio pubblico, potrebbe causare il proliferare della citazione da parte di altre risorse (quali blog, forum, ecc.) con citazioni del testo che amplificherebbero l’effetto del messaggio originale.

Sebbene il quadro esposto possa sembrare remoto e alquanto pessimista, non lo è affatto. A tal proposito è doveroso citare un episodio reale accaduto nel gennaio di quest’anno ad una nota casa automobilistica.

Un utente ha infatti inserito il seguente testo nella voce che riguarda il brand:

XXX è comunque un’auto che è stata molto povera con modelli negli anni 60 veramente economici e non molto affidabili. Questo marchio […] non può essere paragonato alla casa YYY. Le auto in corso di vendita sono buone come la WWW, ma la KKK è stato un flop e la ZZZ è stata cambiata 3 volte in due anni[…]

Il testo, inoltre, era visibile nella pagina dei risultati per una chiave di ricerca sensibile, ovvero “modelli + nome modello”.

Google e Wikipedia

Credo che sia doveroso preventivare situazioni di questo genere soprattutto per le aziende che investono ingenti risorse nel “branding”, ovvero nel migliorare la percezione e la considerazione che la clientela ha del marchio.

E’ quindi molto importante per le aziende monitorare regolarmente le informazioni riguardanti il brand e i propri prodotti in tutte le versioni linguistiche di Wikipedia, per evitare spiacevoli inconvenienti che potrebbero vanificare il lavoro e i grossi investimenti fatti sull’immagine e il branding nel web.

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Categorie: Brand Equity

1 Commento a “Wikipedia può rappresentare una minaccia per il brand aziendale?”

18 agosto 2007 alle 20:55

- Wikipedia la peggiore enciclopedia del mondo -

Con internet la cultura è diventata di tutti. C’è stato un rimescolamento. Chiunque può dare e ricevere informazioni. Ma qualcuno vanamente sta cercando di rientrarne in possesso personale per scopi alquanto dubbi.

Google è sicuramente il caso più conosciuto e dibattuto, ma sicuramente anche Wikipedia ci sta mettendo del suo e non a caso si sta alleando sempre di più Google allineando i suoi contenuti all’ideologia del Millennium Act.

Wikipedia viene pubblicizzata come un enciclopedia fantastica, la casa del sapere e della cultura mondiale, quanto di più vicino esista alla verità universale perchè scritta con un punto di vista neutrale e fatta in modo che chiunque possa aggiungerci liberamente contenuti.

Ma è così? Wikipedia è un enciclopedia libera in cui sono raccolte esposizioni di ogni tema da tutti i punti di vista possibili dando voce neutralmente ad ogni aspetto proposto da chiunque?

No, Wikipedia in pieno rispetto dell’ideologia evolutiva americana della lotta competitiva per la sopravvivenza dà voce a chi ha il coraggio ogni volta di reinserire i propri contenuti cancellati da altri.

Wikipedia non è un enciclopedia, è un terreno di battaglia dove si combatte per mantenere on line alcuni punti di vista, alcuni links, alcune verità a discapito di altre.

Appena viene inserito un punto di vista che potrebbe in qualche modo dissentire con il punto di vista di qualcun altro subito interviene qualcuno a cancellare e modificare.

E non si possono mettere neanche link verso siti che trattano i temi in altre forme, perchè i link ammessi sono solo quelli ideologicamente affini. Gli altri vengono rapidamente cancellati.

Mi si di dirà che non è vero, che sono esposti neutralmente tutti i punti di vista. Ma i punti di vista non sono solo quei due o tre esposti regolarmente su Wikipedia a discapito degli altri.

Su Wikipedia si cerca di far passare come verità assoluta la loro verità ideologica che poi non è altro che ilo solito e banale conquistare il mondo attraverso la conquista ed il monopolio della cultura e l’imposizione di una certa visione del mondo con la violenza a discapito delle altre.

Ben diverso sarebbe se all’interno di ciascuna voce ognuno potesse lasciare un proprio contenuto e l’enciclopedia fosse quindi fatta da decine e decine di esposizioni e links diversi in cui poter navigare e cercare.

Ma così sareebbe evidentemente come in internet quando si inserisce una voce all’interno di un motore di ricerca ed appaiono milioni di siti che trattano l’argomento in maniere inverosimilmente diverse.

Ed è esattamente questa la verità universale: la libertà, la neutralità.

Wikipedia non è un’enciclopedia seria, non riporta nessuna particolare verità che non sia trovabile altrove, non usa nessun tipo di punto di vista neutrale, non è liberamente utilizzabile da tutti, ma è uno squaliddo monopolio di alcuni prepotenti che im pongono il propio punto di vista nella speranza vana di impossessarsi della cultura.

Un progetto inutile che non raggiungerà mai il suo vero scopo.

Wikipedia è una gran perdita di tempo e denaro: la peggiore enciclopedia del mondo.

Basta con le ideologie ed i conquistatori del mondo: la cultura è di tutti e deve essere fatta da tutti, non ci interessa la cultura preconfezionata, non ci interessano le verità di comodo esposte correttamente: culturally correct, bleah!

Domenico Schietti

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