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	<title>TSW Blog &#187; Connections</title>
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	<description>Ogni conversazione è un bene prezioso</description>
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		<title>Lisa Casali, Ecocucina</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 09:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Zanolla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora un’intervista, ancora una blogger: oggi tocca a Lisa Casali, che sarà nostra ospite a Milano il 20 settembre a Verba volant, script@ manent.
Una food... <a href="http://blog.tsw.it/eventi/blog-ecocucina_0009057.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora un’intervista, ancora una blogger: oggi tocca a Lisa Casali, che sarà nostra ospite a Milano il 20 settembre a <strong><a href="http://blog.tsw.it/eventi/filippa-lagerback-alla-social-media-week_0009053.html" target="_blank">Verba volant, script@ manent</a></strong>.</p>
<p>Una food blogger un po&#8217; diversa: nella sua cucina Lisa utilizza <strong>tutto quello che gli altri tendono a buttare via</strong>… così è nato il suo blog<strong> <a href="http://www.ecocucina.org/">Ecocucina</a>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9067" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/08/Nuova-immagine.jpg"><img class="size-medium wp-image-9067" title="Lisa Casali, Ecocucina" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/08/Nuova-immagine-300x200.jpg" alt="Lisa Casali, Ecocucina" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">La blogger Lisca, Ecocucina</p></div>
<p><strong>Come sei diventata blogger? Hai voglia di raccontarci qualcosa di te e della tua passione per la cucina e la scrittura?</strong></p>
<p>Più che dal mondo della cucina provengo da quello ambientale, prima per studio poi per lavoro. Infatti, da più di dieci anni mi occupo di ambiente e rischi inquinamento. La cucina l&#8217;ho sempre coltivata come una passione parallela attraverso corsi ed esperienze sul campo. Circa 8 anni fa ho cominciato a pormi sempre più interrogativi riguardo al mio rapporto con il cibo e ho deciso di scrivere un manuale per insegnare ad utilizzare tutto quello che gli altri libri dicono di buttare via. L&#8217;idea del blog è arrivata solo diversi anni dopo. Ero convinta che tenere un blog fosse molto complicato e che richiedesse particolari conoscenze ed abilità. È sicuramente più semplice di quanto non mi aspettassi anche se le abilità servono eccome se vuoi fare un buon blog. Il mio punto debole è sicuramente la fotografia ma sto studiando per migliorare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scrivere è un po&#8217; come cucinare: parole, ispirazione, fotografie… quali sono gli ingredienti per un post perfetto?</strong></p>
<p>Il post perfetto cosi come il blog perfetto richiede diverse competenze. Ho scoperto sulla mia pelle come inventare una bella ricetta fosso solo una parte di quello che bisogna fare: una bella foto è altrettanto importante e non è semplice se come me hai tempo da dedicare alla cucina solo di notte, ti scordi la luce naturale e devi arrangiarti con quella artificiale. Per quanto riguarda lo stile nello scrivere io ho sicuramente un modo di scrivere molto asciutto che tradisce la mia formazione scientifica e la tendenza alla sintesi. Infine altri due aspetti meritano a mio avviso grande attenzione: la grafica del blog e la comunicazione: per la prima mi sono fatta aiutare da esperti, mentre la diffusione delle proprie idee richiede un opportuno utilizzo dei social network e collaborazioni con altre testate che possono lanciare idee ricette anche su differenti canali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quando hai capito che un blog poteva diventare qualcosa di più di un semplice passatempo? Ovvero: un blog può diventare un lavoro?</strong></p>
<p>Grazie al mio blog sono riuscita a trovare un editore per i miei due libri &#8220;La cucina a impatto (quasi) zero&#8221; e &#8220;Cucinare in lavastoviglie&#8221; in uscita a fine settembre.  Sono inoltre riuscita a diffondere le mie idee e le mie ricette (anche se sicuramente si può fare ancora molto, soprattutto all&#8217;estero). Il blog ha avuto da subito un buon successo e le collaborazioni con il tempo sono moltiplicate. Un blog può sicuramente diventare un lavoro, anche se  io al momento continuo a portare avanti due vite parallele: la mia attività principale di esperta di rischi inquinamento (di giorno) e quella di blogger e scrittrice (di notte). Inoltre non ho guadagni diretti dal blog perché ho deciso di non inserire pubblicità. I pochi banner presenti sul mio blog sono di siti o progetti che ho deciso di sostenere perché sono in linea con il mio pensiero e nient&#8217;altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Hai avuto esperienze con aziende che ti hanno cercata e contattata proprio perché “sei un blogger”?</strong></p>
<p>Diverse aziende, anche nomi importanti mi hanno contattata da subito. Ho occupato una specie di nicchia ecologica vuota, quella che unisce cucina e impatto ambientale. È un tema che interessa a molti e grazie a questo mi capita spesso di essere invitata ad eventi a parlare o altre volte a cucinare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa significa cucinare ad impatto quasi zero? Come ti sei avvicinata a questo “stile di cucina”?</strong></p>
<p>Ho sempre avuto una forte sensibilità alle tematiche ambientali, ma è stato solo negli ultimi otto anni che ho sviluppato una vera consapevolezza. Quando mi sono resa conto di quanto normalmente si scartava degli alimenti senza una vera ragione, ho deciso di sperimentare qualunque tipo di scarto e inventarmi ricette per utilizzare gambi, bucce, foglie, ecc. Mano a mano che sperimentavo ho sviluppato una mia filosofia di cucina che va ben oltre l&#8217;utilizzo degli scarti e che parte dalle scelte alimentari, forse l&#8217;aspetto che si dà più per scontato ma che ha le conseguenze maggiori sia sulla nostra salute che sull&#8217;ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lasciamoci con un regalo: una ricetta per combattere questa afa che non vuole abbandonarci! :)</strong></p>
<div id="attachment_9062" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/08/ghiaccioli.png"><img class="size-medium wp-image-9062" title="I ghiaccioli eco del blog di Lisca" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/08/ghiaccioli-300x224.png" alt="I ghiaccioli eco di Lisca" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">I ghiaccioli eco di Lisa</p></div>
<p>Con il caldo di questi giorni vi consiglio di provare gli Eco-ghiaccioli. Prima vi preparate un centrifugato di frutta, ve lo gustate e tenete da parte la polpa di scarto che si raccoglie nella centrifuga.</p>
<p>Per circa 300g di polpa preparate poi un bicchiere di sciroppo con 3 cucchiai di zucchero e poi via in freezer. Nel mio blog vi svelo ogni aspetto per gustarsi un dolcetto sano!</p>
<p>Grazie Lisa, e ci vediamo a Milano!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Claudia Magistro, Scorza d&#8217;arancia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 14:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Zanolla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Claudia Magistro
Purtroppo anche la nostra pausa estiva è ormai finita, tra un po&#8217; ricominciano le scuole, pieni di buoni propositi ci iscriviamo in palestra, in... <a href="http://blog.tsw.it/connections/scorza-darancia_0009076.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9085" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/09/claudia.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-9085" title="Claudia Magistro" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/09/claudia-150x150.jpg" alt="Claudia Magistro, foodblogger di Scorza d'arancia" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Claudia Magistro</p></div>
<p>Purtroppo anche la nostra pausa estiva è ormai finita, tra un po&#8217; ricominciano le scuole, pieni di buoni propositi ci iscriviamo in palestra, in piscina&#8230; e riprendiamo a scrivere nel nostro blog!</p>
<p>Oggi vi presentiamo Claudia, la profumatissima <a title="Scorza d'arancia, il blog di Claudia Magistro" href="http://scorzadarancia.blogspot.com/" target="_blank">Scorza d’arancia</a>, che ci racconterà di sé.</p>
<p>Per Claudia qualche piccola domanda, per voi una piccola ricetta fresca, sperando che il caldo non ci abbandoni troppo presto!</p>
<p><strong>Come hai iniziato? Passare da cuoca a blogger… hai voglia di raccontarci qualcosa di te e della tua passione per la scrittura e la rete?</strong></p>
<p>Ho iniziato per caso e non perchè ne avessi voglia. Il mio blog è stato aperto a mia insaputa, con un altro nome, un nome di &#8220;prova&#8221; da rivedere successivamente dopo essermi ripresa dallo shock. La mia amica Roberta un giorno mi disse: &lt;&lt;ma scusa con tutte le cose buone, particolari e diverse che prepari, perchè non apri un blog?&gt;&gt; Ho cercato di dissuaderla ma lei non mi ha ascoltata&#8230; ed eccomi qua dopo quasi 4 anni di blog e quasi 600 ricette. Io non mi definisco una cuoca, la cuoca vera è titolata, io mi diverto in cucina circondata da amici e parenti che poi mangiano le cose che preparo. Adoro leggere, non ho mai pensato di scrivere; considero un blog quello che poi è, un diario personale non proprio segreto, ma un posto dove scrivo senza troppe architetture formali.</p>
<p><strong>Scrivere è un po’ come cucinare: parole, ispirazione, fotografie… quali sono gli ingredienti per un post perfetto?</strong></p>
<p>Gli ingredienti per un post perfetto si riducono quasi ad uno. La foto! Deve essere ammaliatrice, ti deve incantare, deve convincerti che quella ricetta è perfetta e che la si può rifare immediatamente. Le parole vengono da sole solo dopo, poche ma d&#8217;effetto: cerco di essere sempre me stessa, mi piace provare a strappare un sorriso magari utilizzando un po&#8217; di dialetto e una parlata tipica camillerese ;). Alla fine arriva lei, la ricetta, meglio se semplice da realizzare ma accattivante.</p>
<p><strong>Hai avuto esperienze con aziende che ti hanno cercata e contattata proprio perché “sei una blogger”? Credi che i blogger possano in qualche modo influenzare i comportamenti di acquisto con le loro recensioni e attività?</strong></p>
<p>Il blog non è mai stato un passatempo, anche perché di tempo in casa con marito e figlia ce n’è veramente poco! E&#8217; un lavoro non retribuito, e alla fine diventa un impegno verso chi ti legge e chi ti chiede consigli. Il blog, è vero,  offre anche delle  opportunità di contatti con delle aziende che, in cambio di pubblicità, mandano i loro prodotti.</p>
<p><strong>Lasciamoci con un regalo: una ricetta veloce e facile per chi sta sempre davanti al pc :)</strong></p>
<p>Ecco qui la ricetta per non dimenticarci l&#8217;estate: un&#8217; insalata di arance e finocchi.</p>
<div id="attachment_9079" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/09/Nuova-immagine.jpg"><img class="size-medium wp-image-9079" title="Clara Magistro, insalata di arance e finocchi" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/09/Nuova-immagine-225x300.jpg" alt="Insalata di arance e finocchi" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Claudia Magistro, insalata di arance e finocchi</p></div>
<p>Gli ingredienti per 4 persone:</p>
<ul>
<li>2 arance belle grosse</li>
<li>2 bei finocchi croccanti</li>
<li>un mazzetto di prezzemolo</li>
<li>olio extravergine d&#8217;oliva</li>
<li>sale e pepe</li>
</ul>
<p>Affettate a velo con una mandolina (obbligatorio!!!) i finocchi mondati e lavati; sbucciate le arance, togliete quanto più è possibile la parte bianca, dividetele a metà e su un tagliere, affettatele abbastanza sottilmente. Mettete gli ingredienti affettati in una ciotola; raccogliete il succo che si è disperso sul tagliere e unitelo all&#8217;insalata. Tritate a coltello il prezzemolo e cospargetelo sull&#8217;insalata, salate, pepate e irrorate con un filo d&#8217;olio. Se volete potete utilizzare un&#8217;acciughina sottolio spezzettata e della cipollina fresca affettata sottile, io la preferisco così semplice semplice. Buon appetito!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sara Querzola, Fiordifrolla</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 09:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Zanolla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora un&#8217;intervista,  ancora una blogger, ancora in cucina all&#8217;ora di pranzo&#8230;  stavolta tocca a Sara Querzola, meglio conosciuta come Fiordifrolla.  Trent&#8217;anni, originaria della provincia di... <a href="http://blog.tsw.it/connections/blog-fiordifrolla_0008905.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora un&#8217;intervista,  ancora una blogger, ancora in cucina all&#8217;ora di pranzo&#8230;  stavolta tocca a Sara Querzola, meglio conosciuta come <a title="Fiordifrolla, il blog di Sara Querzola" href="http://www.fiordifrolla.it/" target="_blank">Fiordifrolla</a>.  Trent&#8217;anni, originaria della provincia di Bologna, Sara si racconta nel suo blog in fotografie e ricette,  filo invisibile che lega i ricordi al presente.</p>
<p>Grazie Sara per la collaborazione, e buona lettura a tutti!</p>
<div id="attachment_8911" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/07/sara_001.png"><img class="size-thumbnail wp-image-8911" title="Sara Querzola, food blogger" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/07/sara_001-150x150.png" alt="Sara Querzola" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Sara Querzola</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come hai iniziato? Passare da cuoca a blogger… hai voglia di raccontarci qualcosa di te e della tua passione per la scrittura e la rete?</strong></p>
<p>Cucinare è una delle mie passioni più grandi da sempre ma, ad un certo punto, mi sono accorta che questo non mi bastava più; sentivo il bisogno di condividere le mie ricette e di confrontarmi in maniera immediata con altri appassionati come me. Ecco il bello di una piattaforma 2.0.!</p>
<p>Un giorno approdai, così per caso, in un blog di cucina e di lì in molti altri, restando affascinata dalla bellezza delle foto e dalle ricette, favolosamente raccontate e corredate da trucchi e consigli. Ho subito capito che mi sarebbe piaciuto far parte di questo mondo e poco dopo le pagine di Fiordifrolla sono sbarcate sulla rete, crescendo ed alimentandosi un passo alla volta fino ad oggi. Da quasi tre anni a questa parte mi dedico a questo blog con tutta me stessa e devo dire che mi sta regalando grosse soddisfazioni.</p>
<p><strong>Scrivere è un po’ come cucinare: parole, ispirazione, fotografie… quali sono gli ingredienti per un post perfetto?</strong></p>
<p>Può sembrare scontato, ma secondo me gli ingredienti fondamentali per un post perfetto sono la passione e la sincerità. Essere sé stessi sempre, raccontando le proprie emozioni ed i propri pensieri nei confronti di una determinata tematica con una buona dose di autoironia, perché è fondamentale non prendersi mai troppo sul serio. Indubbiamente bisogna anche saper scrivere e descrivere, toccando il cuore e stimolando l&#8217;attenzione di chi legge, coinvolgendo il più possibile il lettore quindi e stimolando l&#8217;interazione. Un altro fattore fondamentale, almeno nei post di blog che si occupano di food, è avere una buona predisposizione per la fotografia, perché a mio avviso la ricetta più buona del mondo, ma mal rappresentata, sarà sempre penalizzata di fronte ad una peggiore, ma ben fotografata.</p>
<p><strong>Hai avuto esperienze con aziende che ti hanno cercata e contattata proprio perché “sei una blogger”?</strong></p>
<p>Sì, mi è capitato. Ultimamente noto sempre un interesse crescente nei confronti dei blog (di cucina e non solo ovviamente), poiché sono considerati, non a torto, una nuova frontiera della comunicazione, più semplice, diretta ed immediata con l&#8217;utente finale. Come in molti settori però bisogna saper fare la giusta selezione e, parlo per me stessa, rispettare un proprio codice ed una propria etica.</p>
<p><strong>Credi che i blogger possano in qualche modo influenzare i comportamenti di acquisto con le loro recensioni e attività?</strong></p>
<p>Penso che sia senza dubbio possibile, visto che alcuni blog sono un importante veicolo di trasmissione di tendenze e nuove mode attraverso recensioni e racconti.</p>
<p><strong>Hai adottato delle strategie particolari per la promozione del tuo blog?</strong></p>
<p>Nessuna strategia. Quando ho iniziato non avevo nemmeno un profilo facebook o twitter, social network che, con il senno di poi, si sono rivelati molto importanti per veicolare i propri feed e contenuti. All&#8217;inizio avevo pochissime visite giornaliere, anzi ricordo con quanta gioia ho accolto il primo commento, poi piano piano ho iniziato ad avere un numero sempre crescente di lettori, alcuni dei quali nel tempo si sono fidelizzati e, per me, questa è una delle soddisfazioni maggiori.</p>
<p><strong>Lasciamoci con un regalo: una ricetta veloce veloce, facile facile per chi sta sempre davanti al pc :)</strong></p>
<p>Ho pensato a questi asparagi gratinati alla ricotta, prosciutto crudo ed erbe aromatiche, veloci, semplici e molto gustosi:</p>
<p>Ingredienti per 4-6 persone:</p>
<div id="attachment_8907" class="wp-caption alignright" style="width: 208px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/07/Sara.png"><img class="size-medium wp-image-8907" title="Gli asparagi gratinati di Sara Querzola" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/07/Sara-198x300.png" alt="Sara Querzola, asparagi gratinati alla ricotta " width="198" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Gli asparagi gratinati di Sara Querzola</p></div>
<ul>
<li>32 asparagi verdi grossi</li>
<li>250 g di ricotta vaccina</li>
<li>200 g circa di prosciutto crudo tagliato a fette</li>
<li>1 cucchiaino raso di erbe aromatiche secche  (timo, basilico, maggiorana, rosmarino, salvia, menta)</li>
<li>olio extravergine di oliva q.b.</li>
<li>sale, pepe</li>
</ul>
<p><strong>Procedimento:<br />
</strong>Mondate gli asparagi, eliminate la parte del gambo bianca e fibrosa, quindi lavateli accuratamente sotto l’acqua corrente. Fateli sbollentare in acqua bollente salata per qualche minuto fino a quando saranno diventati abbastanza teneri (provate la giusta consistenza con una forchetta), ma senza che siano scotti. Scolateli, sciacquateli sotto l’acqua fredda per bloccarne la cottura quindi scolateli nuovamente. Teneteli da parte. In una ciotola lavorate la ricotta con una spatola fino a ridurla in crema, aggiungetevi le erbe aromatiche (la quantità indicata è del tutto indicativa, assaggiate il composto e insaporitelo in base ai vostri gusti) e 2-3 cucchiai di olio extravergine di oliva. Mescolate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.</p>
<p>Prendete 1-2 fette di prosciutto crudo e disponetele su un tagliere (dovranno essere abbastanza lunghe da poter avvolgere in più giri gli asparagi, se così non fosse unite 2 fette tra loro), posizionatevi al centro un mazzetto formato da 5 asparagi e disponetevi sopra un cucchiaio di ricotta alle erbe aromatiche. Regolate di sale e di pepe (tenendo conto che il prosciutto è già sapido di suo) e avvolgete il tutto con il prosciutto, in modo da ottenere una sorta di fagottino. Procedete in questo modo fino ad esaurimento degli ingredienti.</p>
<p>Dovrete ottenere in tutto circa 8 mazzetti che disporrete si di una teglia rivestita di carta da forno. Irrorate con un filo di olio extravergine di oliva e fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 30 minuti. Trasferite nei piatti da portata e servite subito.</p>
<p>Buon appetito!</p>
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		<title>Sigrid Verbert, il Cavoletto di Bruxelles</title>
		<link>http://blog.tsw.it/connections/intervista-blogger-il-cavoletto_0008733.html</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 10:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Zanolla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È quasi ora di pranzo ormai e la fame inizia a farsi sentire&#8230; oggi come aperitivo vi offriamo un bel post a base di gamberi... <a href="http://blog.tsw.it/connections/intervista-blogger-il-cavoletto_0008733.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È quasi ora di pranzo ormai e la fame inizia a farsi sentire&#8230; oggi come aperitivo vi offriamo un bel post a base di gamberi  - grazie a Sigrid Verbert!</p>
<p>Mamma da poco (comgratulazioni!) questa giovane ragazza  belga trapiantata da sette anni a Roma, è diventata un &#8220;caso&#8221; tra i food blogger.  Sigrid ha saputo coniugare la passione per la scrittura, che la accompagna fin da bambina, con quelle più recenti per la cucina e la fotografia: ecco nascere prima un blog,  poi <strong><em><a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/i-miei-libri">libri di ricette</a></em>, <em><a href="http://www.sigridverbert.net/">raccolte di fotografia</a></em></strong>, collaborazioni eccellenti e chi più ne ha più ne metta :-)</p>
<p>Abbiamo chiesto a Sigrid di raccontarci qualcosa della sua esperienza.<br />
Alla fine, una piccola sorpresa.<br />
Buona lettura!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come hai iniziato? Passare da cuoca a blogger… hai voglia di raccontarci qualcosa di te e della tua passione per la scrittura e la rete?</strong></p>
<p>Sono diventata blogger il giorno in cui ho visto il mio primo blog. Parliamo di 6 anni e passa fa e di blog in Italia ce n&#8217;erano pochissimi (sembra la preistoria a parlarne ora :-). Sono quindi finita su un blog, poi su blogger, e in sostanza, per capire cosa fosse esattamente un blog, ho provato ad aprirne uno pensando che in fondo avrei potuto usare questo &#8216;mini sito&#8217; per organizzarci le mie ricette, farne una specie di ricettario un po&#8217; più organizzato del faldone con i ritagli e appunti che tenevo a casa. E visto che tutto ciò poi sarebbe stato disponibile in rete, forse avrebbe anche potuto essere interessante per qualcun’altro&#8230; Cosi è nato <em><a title="il cavoletto di bruxelles" href="http://www.cavolettodibruxelles.it/" target="_blank">Cavoletto</a></em>. Cosi ho iniziato a conoscere la rete, e da li poi mi sono appassionata di fotografia&#8230; La scrittura invece è una storia ben più lunga, anzi, quella mi accompagna proprio da sempre, più o meno da quando ho imparato a scrivere&#8230; :-)</p>
<div id="attachment_8738" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/06/Immagine.jpg"><img class="size-full wp-image-8738" title="Sigrid, foodblogger per passione" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/06/Immagine.jpg" alt="Sigrid, foto di M. Camagna" width="250" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">Sigrid, foto di M. Camagna</p></div>
<p><strong>Scrivere è un po’ come cucinare: parole, ispirazione, fotografie… quali sono gli ingredienti per un post perfetto?</strong></p>
<p>In un certo senso ci sono molte somiglianze fra cucinare e scrivere. In entrambi i casi si tratta senz&#8217;altro di tradurre delle emozioni e di trasmetterle a chi riceve il testo o il cibo. Ma parlare attraverso il cibo mi pare più facile, è più immediato, si parla alla pancia degli uomini, con più o meno sfumature, certo, però questo è. Penso che in fondo le parole siano più difficili da maneggiare dei sapori&#8230; Ciò detto, non so se esiste il post perfetto. Posso dire invece qual è il post che piace a me, ed è quello che propone, certo, una ricetta con una foto, ma una ricetta che ha una storia, un contesto, un background che la rende ancora più vera, realistica, saporita. Mi piace la cucina quando diventa &#8216;cultura&#8217;, senza snobismi, quando la ricetta diventa quasi un pretesto per raccontare un pezzettino del mondo che uno magari non conosceva, quando ci permette di avvicinarci ad altri mondi e culture, anzi, la cucina è veramente un fantastico vettore per farsi avvicinare persone di origini diverse. Ecco, questo mi piace nei post e nella cucina in generale, l&#8217;apertura al mondo, la curiosità, la felice scoperta dell&#8217;Altro.</p>
<p><strong>Quando hai capito che un blog poteva diventare qualcosa di più di un semplice passatempo? Ovvero: un blog può diventare un lavoro?</strong></p>
<p>In realtà il mio blog non è il mio lavoro: non ci pago l&#8217;affitto (anzi, non ci pago nemmeno le spese che riguardano il blog stesso) e faccio dell&#8217;altro per lavoro. E sinceramente preferisco che le cose stiano in questo modo: fino a quando non sarò obbligata di scrivere sul blog mi divertirò a scriverci. Se, invece, fossi costretta a tenere certi ritmi, ad alimentare il blog di continuo anche quando non ne ho particolarmente voglia, credo che il blog perderebbe in spontaneità e soprattutto: io non sono mai brava a fare cose che mi sento costretta a fare :-). Quindi, meglio così. Ciò detto non posso negare che il blog sia stato una specie di mio biglietto da visita, anche se non è un effetto voluto o calcolato, insomma, grazie al blog ho ottenuto una specie di visibilità che mi è servita a fare lavori fotografici che altrimenti probabilmente non avrei ottenuto. E questo mi pare un aspetto da sfruttare, nei blog in generale, insomma, il blog è immediato, parla di voi, fa vedere in un colpo d&#8217;occhio cosa fate, è di gran lungo più efficace di un cv&#8230; :-)</p>
<p><strong>Hai avuto esperienze con aziende che ti hanno cercata e contattata proprio perché “sei una blogger”?</strong></p>
<p>Si, certo, anche se devo ammettere che il più delle volte declino le proposte. Insomma, tengo all&#8217;autenticità del mio blog, tengo a scriverci ciò che mi sento di scrivere, tengo alla mia libertà, e cerco di scriverci e farci ciò che vorrei leggere io, ciò che piace a me. Dato questi principi, non mi va né mi andrebbe di scrivere cose in cui non credo. Non è ovviamente una legge universale, ma è un mio principio, che non voglio mettere in discussione. Quindi, mi è capitato di collaborare con quelle poche aziende in cui credo, e finisce un po&#8217; li.</p>
<p>Ciò detto, queste sono regole che ciascuno deve dare a se stesso, personalmente penso che i blogger devono sentirsi responsabili: più lettori hai e più influente diventi, e a me davvero non andrebbe di incitare le persone che mi leggono e che hanno fiducia nei miei giudizi a considerare prodotti o marchi che io stessa non considererei&#8230; :-)</p>
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<div id="attachment_8803" class="wp-caption alignleft" style="width: 169px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/06/Insalata-di-gamberoni-avocado-e-mango-il-cavoletto-di-bruxelles-Google-Chrome.jpg"><img class="size-medium wp-image-8803  " title="Insalata di gamberoni, avocado e mango -  il cavoletto di bruxelles - photo by Sigrid" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/06/Insalata-di-gamberoni-avocado-e-mango-il-cavoletto-di-bruxelles-Google-Chrome-199x300.jpg" alt="" width="159" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Insalata di gamberoni, avocado e mango</p></div>
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<p><strong>Lasciamoci con un regalo: una ricetta veloce veloce facile facile per chi sta sempre davanti al pc :-)</strong></p>
<p>hmmm&#8230; beh, questo per me è decisamente periodo di cose fresche, quindi suggerirei un&#8217;insalatina molto estiva per due: sgusciare 8 gamberoni, e farli saltare in padella con poco olio, aglio in camicia e un pizzico di peperoncino, per pochi minuti. Sbucciare e affettare sottilmente un mango, un avocado e un pezzettino di cipolla rossa dolce. Mescolare tutto ciò con un paio di manciate di songino, condire con olio d&#8217;oliva, il succo di un lime, sale e poco pepe, spegnere il computer e servire in terrazza, magari con un bel bicchierone di vino bianco fresco ;-)</p>
<p>Grazie Sigrid per il tuo contributo e grazie della ricetta che ci ha fatto venire l’acquolina in bocca…a presto!</p>
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		<title>Cool Hunting e Design: intervista a Polkadot</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 07:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Da Ros</dc:creator>
				<category><![CDATA[Connections]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi è mai capitato di fermarvi un attimo dopo aver letto i vostri feed e chiedervi: ma chi ha scritto tutto questo?
Questa è stata la... <a href="http://blog.tsw.it/connections/cool-hunting-e-design-intervista-a-polkadot_0008643.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi è mai capitato di fermarvi un attimo dopo aver letto i vostri feed e chiedervi: ma chi ha scritto tutto questo?<br />
Questa è stata la domanda scatenante che mi ha portato a contattare uno dei blog  che seguo più assiduamente, nella categoria  &#8220;cool hunting&#8221;.</p>
<p>Ecco quindi l&#8217;intervista a <strong><a title="Polkadot" href="http://www.polkadot.it/" target="_blank">Polkadot</a></strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8645" title="polkadot" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/06/polkadot.png" alt="" width="323" height="75" /></p>
<p><strong>Si riesce a vivere con un blog?</strong></p>
<p>Mah, credo che qualcuno ci riesca. Serve “soltanto” qualche migliaio di visitatori al giorno e aziende che vogliano investire sul web. O chiamarsi Beppe Grillo. Ma non è comunque quello a cui mira Polkadot. Non per ora, almeno&#8230; ;)</p>
<p><strong>Consigli ad un aspirante blogger: i primi passi, le cose importanti da tenere sempre a mente, quanto tempo dedicare al blog, ecc…?</strong></p>
<p>L’importante è essere appassionati, avere un interesse continuo e spontaneo verso il tema che si vuole affrontare. Il blog non è un lavoro che si è costretti a fare per vivere&#8230;.È un’agenda , un diario in cui raccogli le cose interessanti che hai visto, un appunto, un link, un biglietto. In modo da ricordarli e da condividerli appena incontri qualcuno che ha il tuo stesso interesse. È questo un blog, una sorta di Moleskine digitale, o di vecchia Smemo nell’era del 2.0</p>
<p><strong>I social media hanno ucciso i blog?</strong></p>
<p>Non credo, operano in due contesti diversi, e ad un certo livello i blog hanno sicuramente una referenzialità differente. Ma non per questo i primi vanno snobbati: con Polkadot cerchiamo quanto più di integrare il blog nei social media, con le varie opzioni di share/retweet, e sicuramente questi strumenti ci stanno dando una mano a veicolare i nostri contenuti.</p>
<p><strong>Un blog o un blogger a cui ispirarsi?</strong></p>
<p>Per i temi e il modo di scrivere direi <a href="http://www.designboom.com/eng/" target="_blank">Designboom</a>, <a href="http://www.dazeddigital.com/" target="_blank">Dazed Digital</a>, in Italia gli amici di <a href="http://www.frizzifrizzi.it/" target="_blank">FrizziFrizzi </a>e <a href="http://think.bigchief.it/" target="_blank">BigChief</a>, e poi <a href="http://www.dezeen.com/" target="_blank">Dezeen</a>, <a href="http://swissmissing.ch/" target="_blank">SwissMiss</a>, <a href="http://minimalissimo.com/" target="_blank">Minimalissimo</a>, <a href="http://www.fubiz.net/" target="_blank">Fubiz</a>.</p>
<p><strong>Quali sono le voci delle statistiche di accesso che monitorate?</strong></p>
<p>Non siamo troppo schiavi di Analytics e affini, però almeno una paio di volte al mese controllo come crescono i visitatori e sicuramente come vengono condivisi gli articoli di Polkadot.</p>
<p><strong>Fate anche attività di personal branding o vi muovete solo come brand/blog?</strong></p>
<p>Polkadot nasce come “redazione virtuale” e quindi cerchiamo di portare avanti e “vendere” il concetto di brand e di magazine online al di là dei singoli editors.</p>
<p><strong>Come promuovete e avete promosso il vostro blog?</strong></p>
<p>Si è promosso da solo&#8230;non abbiamo fatto un piano di marketing&#8230;abbiamo visto che col tempo si spargeva la voce… le persone ci contattavano con delle segnalazioni interessanti, molti si sono offerti per scrivere, per proporre articoli o il loro brand&#8230;ed ora sicuramente la soddisfazione maggiore è quando qualcuno ci scrive/dice che ci segue, ci conosce già da un po’, e apprezza lo stile di Polkadot&#8230;</p>
<p><strong>Polkadot è l’arrivo o la partenza?</strong></p>
<p>Se si pensa al potenziale, al numero di fruitori o editor che potrebbe avere, è la partenza, se guardiamo invece dall’altra parte,  al fare qualcosa che ci piace, al condividere la nostra passione con altre persone, allora è l’arrivo.</p>
<p><strong>Perché un brand dovrebbe contattarvi e perché invece non dovrebbe farlo?</strong></p>
<p>Dovrebbe contattarci se è affine a quello che diciamo, alla nostra immagine, e vuole raggiungere delle persone assolutamente in target. Certo a un caseificio consiglierei di investire su un altro blog, ma poi non si sa mai&#8230;</p>
<p><strong>Che background avete alle spalle?</strong></p>
<p>Il più vario possibile. Tutti i collaboratori sono esperti o studenti degli argomenti che trattiamo: fotografi, designers, advertising manager e studenti d&#8217;arte, di moda e di marketing&#8230; anche se alla fine quello che portano su Polkadot è la propria passione, i propri gusti e ispirazioni, al di là del profilo professionale.</p>
<p><strong>Grazie Polkadot!</strong></p>
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		<title>I consigli per un&#8217;e-mail marketing di successo: intervista a Elisa De Portu di MagNews</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 13:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Guerra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Connections]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[dem]]></category>
		<category><![CDATA[email marketing]]></category>
		<category><![CDATA[MagNews]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;e-mail marketing è uno dei principali strumenti di web marketing e per saperne di più abbiamo chiesto a Elisa De Portu, Marketing Manager di MagNews... <a href="http://blog.tsw.it/connections/i-consigli-per-une-mail-marketing-di-successo-intervista-a-elisa-de-portu-di-magnews_0008333.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;e-mail marketing è uno dei principali strumenti di web marketing e per saperne di più abbiamo chiesto a Elisa De Portu, Marketing Manager di <a title="MagNews - E-mail marketing" href="http://www.magnews.it/" target="_blank">MagNews</a> (partner di TSW Strategies per l&#8217;e-mail marketing), di rispondere ad alcune domande.</p>
<p><a title="MagNews - Email Marketing Solutions" href="http://www.magnews.it/it" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8338" title="MagNews" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/04/MagNews_Logo_Pos_RGB-300x90.jpg" alt="MagNews - E-mail Marketing Solutions" width="300" height="90" /></a></p>
<p><strong>Partiamo dalle basi. Elisa, ci dai una definizione di e-mail marketing?</strong></p>
<p>&#8220;L’e-mail marketing è uno strumento di marketing diretto: dà alle aziende la grande opportunità di comunicare con le persone in modo immediato, efficace e soprattutto personalizzato attraverso il canale e-mail. Oggi rientrano nell’e-mail marketing molti tipi di progetti, dalle newsletter che servono per tenere le persone informate su contenuti di interesse, alle DEM per promuovere prodotti/servizi, fino a veri e propri programmi di customer satisfaction: l’e-mail è un modo per curare la relazione in tutte le fasi.&#8221;</p>
<p><strong>Quali sono i benefici per le aziende che decidono di investire in e-mail marketing?</strong></p>
<p>&#8220;L’e-mail marketing professionale risponde a molti tipi di esigenze: le aziende oggi devono inviare messaggi e allo stesso tempo hanno bisogno di calcolarne l’efficacia. Per questo un <a title="MagNews - Software per e-mail marketing" href="http://www.magnews.it/it/software-email-marketing" target="_blank">software di e-mail marketing come il nostro</a> è in grado non solo di spedire alti volumi di e-mail in pochissimo tempo, ma misura le performance delle campagne con una ricca suite di report.</p>
<p>I principali KPI (indicatori di performance) dell’e-mail marketing sono i <strong>tassi di apertura delle e-mail</strong> e i <strong>tassi di click</strong>: questi dati ci parlano del reale interesse dell’utente nei confronti della comunicazione, ma è solo l’inizio. Esiste un’altra serie di analisi anche per le strategie di medio-lungo periodo: per esempio, il <strong>tasso di crescita o decrescita del database</strong>. Questa informazione è importante perché ci dà un’indicazione sulla bontà del progetto di comunicazione e sulla forza del brand. Oppure possiamo valutare l’<strong>engagement</strong>: segmentando i database in gruppi di utenti attivi e inattivi, è possibile prevedere specifici programmi di fidelizzazione o recupero dell’attenzione. Infine, non bisogna dimenticare l’<strong>analisi delle conversioni</strong>. Per calcolare il ritorno sull’investimento, è necessario integrare la piattaforma per l’e-mail marketing con sistemi web analytics o CRM, a seconda di quali sono i sistemi già presenti in azienda.&#8221;</p>
<p><strong>Quali sono i primi cinque consigli che daresti a chi vuole gestire con successo una attività di e-mail marketing?</strong></p>
<p>&#8220;Partendo dalle cose semplici, i buoni consigli sono:</p>
<ol>
<li><strong>Segmentare/Personalizzare</strong>. L’analisi del database è importante per costruire una comunicazione che sia rilevante per gli utenti. L’e-mail marketing oggi è una tecnologia molto potente e saper lavorare bene sui database può dare risultati davvero inaspettati.</li>
<li><strong>Analizzare i risultati</strong>. Il primo passo è leggere i dati fin dalle prime comunicazioni, quello che noi chiamiamo attività di tuning. Solo attraverso un monitoraggio costante degli andamenti è possibile intervenire per migliorare e/o correggere eventuali criticità.</li>
<li><strong>Dare importanza al contenuto</strong>. Gli utenti oggi premiano contenuti interessanti che siano di valore, nel web come nell’e-mail marketing. Dare alle persone qualcosa di utile, un servizio, significa mantenere alta la partecipazione e di conseguenza la fedeltà.</li>
<li><strong>Integrare</strong>. L’integrazione tecnologica è un fattore determinante affinché i risultati dell’e-mail marketing arricchiscano le informazioni che sono già raccolte in azienda, soprattutto sul piano del CRM e della web analytics.</li>
<li><strong>Non disturbare</strong>. Quando spedite alti volumi di e-mail, ragionate su un piano complessivo che tenga conto di tutti i punti di contatto con l’utente, soprattutto se la comunicazione parte da funzioni aziendali differenti. In caso di flussi molto intensi è possibile definire degli ordini di priorità in modo che la stessa persona non riceva troppe e-mail in un arco di tempo troppo breve.</li>
</ol>
<p>Per chi vuole continuare ad approfondire, l&#8217;invito è di seguirci anche sul nostro <a title="MagNews blog" href="http://www.magnews.it/blog" target="_blank">blog sull&#8217;e-mail marketing</a>, dove condividiamo best practice, consigli e aggiornamenti.&#8221;</p>
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		<title>Scrittura creativa e social media marketing: intervista a Davide Nonino</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/scrittura-creativa-e-social-media-marketing-intervista-a-davide-nonino_0007729.html</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 14:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Guerra</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho il piacere di intervistare l’autore del blog Parole Appiccicate (che se non conoscete vi consiglio caldamente di seguire) Davide Nonino: scrittore, esperto di social... <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/scrittura-creativa-e-social-media-marketing-intervista-a-davide-nonino_0007729.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho il piacere di intervistare l’autore del blog <a title="Parole Appiccicate" href="http://www.paroleappiccicate.it/" target="_blank">Parole Appiccicate</a> (che se non conoscete vi consiglio caldamente di seguire) <strong>Davide Nonino</strong>: scrittore, esperto di social media marketing e papà di “<em><a title="Profilo Facebook di Cenerontola" href="http://www.facebook.com/cenerontola" target="_blank">CenerOntola</a>, la principessa con qualche chilo in più ma con il sorriso sulla vita</em>&#8220;.</p>
<p>Ne abbiamo approfittato per farci raccontare qualcosa sulla scrittura creativa, un bel tema a cui forse viene data meno luce di quella che meriterebbe.</p>
<p><strong>Ciao Davide, cominciamo con una definizione di scrittura creativa? </strong></p>
<p><em>La scrittura creativa è quel tipo di scrittura proprio dei romanzi, dei racconti, delle poesie, delle canzoni, di tutto ciò che è scrivere e che va al di fuori degli schemi della scrittura professionale, giornalistica e accademica.</em></p>
<p>La definizione di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Creative_writing" target="_blank"> Wikipedia</a> fa un po’ sorridere nel suo essere bianca e nera senza sfumature, ma corre curiosamente su un orizzonte <strong>non convenzionale</strong> che guarda alle nuove dimensioni sociali del web. Se infatti da un lato i corsi e le scuole di scrittura creativa sono una vera e propria guida all’espressione e al saper raccontare in parole, dall’altro lato lo sviluppo e il consolidamento dei <strong>social media</strong> a livello globale ha portato le aziende a comunicare al di fuori dei classici schemi professionali per entrare in una conversazione diretta con le persone.</p>
<p><strong>Qual è il collegamento tra la scrittura creativa e il social media marketing?</strong></p>
<p>Fare<strong> social media marketing</strong> significa innanzi tutto mettersi in gioco, uscire dai confini curati e chiusi del proprio sito web ed entrare nel dialogo libero di una pagina pubblica su Facebook o di un profilo su Twitter. Spazi virtuali quotidiani in cui il registro è quello della vita, dove noi utenti condividiamo fotografie, pensieri e video e dove le aziende possono costruire una relazione solamente sulla base dei contenuti, del valore e della condivisione reciproca. Ecco allora che sapersi raccontare sul web sociale <strong>significa tradurre in parole i propri valori e prodotti</strong>, e farlo non attraverso slogan pubblicitari scritti una tantum e ripetuti all’infinito, ma con la creatività propria di chi si relaziona.</p>
<p>Insomma, per farla breve e meno cervellotica, se la scrittura creativa aiuta gli aspiranti scrittori a risolvere il problema del foglio bianco e della storia che non esce, può aiutare anche l’azienda che si chiede cosa scrivere sul proprio blog, su Facebook, Twitter etc.</p>
<p><strong>Ci fai qualche esempio per capire meglio? </strong></p>
<p>Per capire quanto può essere efficace sapersi raccontare partiamo proprio dall’inizio, ovvero dal presentarsi agli utenti.<br />
Vediamo come si pone una piccola/media impresa italiana come Henry glass che realizza porte in vetro e che sul suo <a title="canale di YouTube" href="http://www.youtube.com/user/porteinvetroHG" target="_blank">canale di YouTube</a> si racconta così, con convinzione e spontaneità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7731" title="henryglass" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2010/12/henryglass.png" alt="" width="333" height="219" /></p>
<p>Così su Facebook lanciare un’applicazione e invitare gli utenti a condividere esperienze può diventare un vero e proprio <a title="Manifesto Kleenex" href="http://www.facebook.com/#!/Kleenex.Italia?sk=app_7146470109" target="_blank">manifesto colorato</a> come quello di Kleenex che si lascia leggere con un sorriso e che senz’altro non dimenticheremo di fronte allo scaffale del supermercato.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-8067" title="Keenex Facebook" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/02/2011-02-28_1003.png" alt="" width="492" height="513" /><br />
<strong>Quali considerazioni dobbiamo trarre da questi esempi?</strong></p>
<p>Gli esempi sono accomunati dal saper scrivere non solo in modo professionale ma anche creativo, con uno stile che sa raccontare e trasmettere un messaggio. Certo non si può pensare di assumere uno scrittore in ogni azienda, ma senz’altro ci si può esercitare a trovare le parole giuste, quelle che spesso escono fuori dalle regole ma parlano al cuore delle persone, anche attraverso i prodotti e i servizi di cui noi tutti abbiamo bisogno. Da un po&#8217; sto raccogliendo degli <a title="Appunti sulla scrittura creativa" href="http://www.appuntiscritturacreativa.it/" target="_blank">appunti sulla scrittura creativa</a>, che possono essere utili qualora vogliate imparare e divertirvi un po&#8217; con le parole.</p>
<p><strong>Per chiudere, ci sveli i tre segreti della scrittura creativa nei social media?</strong></p>
<ul>
<li><strong>ascoltare</strong>, come gli scrittori sono prima di tutto dei grandi ascoltatori dei modi della vita, anche noi possiamo prendere spunto da quello che già gli altri fanno o scrivono sui social media. Ogni community, ogni nicchia, ogni area semantica ha le sue sensibilità, quelle parole chiave emozionali che supportano la conversazione;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>collaborare</strong>, perché sui social media si fa una vera e propria scrittura collaborativa, come quella proposta nei corsi di scrittura creativa. In questi ultimi assieme ad altri scrittori si costruisce un romanzo o comunque un testo narrativo, sui social la storia è continua, si evolve giorno dopo giorno ed è in mano tanto a noi quanto e soprattutto agli utenti che vengono coinvolti spontaneamente. Un esercizio insomma ancora più complesso perché interattivo e in tempo reale;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>fantasticare</strong>, dimentichiamoci le frasi fatte e i testi che ci passa l&#8217;ufficio stampa tradizionale. Il nostro prodotto non è l&#8217;unico nella sua nicchia, non è una culla di aggettivi che sono per forza nuovissimo, bellissimo ed innovativo. Scrivere sui social significa anche saper uscire dagli schemi tradizionali della scrittura da pubbliche relazioni. Cambiano i tempi dei verbi, il soggetto a cui ci rivolgiamo e soprattutto gli stili e i ritmi narrativi. Sperimentare nella giusta misura, grazie al feedback in tempo reale degli utenti, è senza dubbio la migliore scuola di scrittura creativa sociale che ci sia.</li>
</ul>
<p><strong>Grazie Davide!<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Libero Pin di Intesa Sanpaolo: nuove forme di marketing e reputazione online</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 09:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica Balbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Connections]]></category>
		<category><![CDATA[branding online]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[identità online]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio reputazione]]></category>
		<category><![CDATA[Reputazione on line]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi vi proponiamo l&#8217;intervista a Libero Pin, che si occupa del servizio di Comunicazione Interna di Intesa Sanpaolo. Abbiamo affrontato insieme i temi relativi alle... <a href="http://blog.tsw.it/connections/intervista-a-libero-pin-di-intesa-sanpaolo-nuove-forme-di-marketing-e-reputazione-online_0007332.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi proponiamo l&#8217;intervista a <strong>Libero Pin</strong>, che si occupa del servizio di Comunicazione Interna di <a title="Intesa Sanpaolo" href="http://www.intesasanpaolo.com/" target="_blank"><strong>Intesa Sanpaolo</strong></a>. Abbiamo affrontato insieme i temi relativi alle nuove forme di marketing online e all&#8217;importanza di avere un&#8217;identità e una reputazione aziendale online positiva e trasparente.</p>
<p><strong>Per la sua esperienza, come è cambiato il marketing con i nuovi strumenti introdotti da internet?</strong><br />
Con l’arrivo del nuovo marketing online, le aziende si sono trovate di fronte ad un mondo di opportunità per allargare il proprio business. Questa esposizione offre un ritorno misurabile se seguita in modo trasparente, consapevole e professionalmente competente.<br />
Le aziende presenti online sono oggi esposte, in modo più vulnerabile, alle soggettive opinioni delle persone che sono in rete per informarsi,  comunicare, relazionarsi e per esprimersi liberamente. Dunque i cambiamenti principali (concreti) portati dal marketing digitale sono per le aziende: la più ampia e organizzata “visibilità” e la “vulnerabilità scoperta” di fronte alle opinioni degli utenti.</p>
<p><strong>Cosa significa per un’azienda essere presente online sfruttando le piattaforme social?</strong><br />
Il social può portare molto al business aziendale, se e solo se le aziende ci si avvicinano con un approccio professionale. L’idea generale è che le piattaforme dedicate allo sviluppo di rapporti sociali siano una moda, un passaggio, un momento florido costretto a sparire. Secondo la mia esperienza e la mia opinione, se gestite in modo consapevole e qualificato, le interfacce dedicate al social marketing possono offrire alle aziende la possibilità di parlare alle persone in modo diretto, chiaro, trasparente e sincero. Il flusso di informazioni che può contenere un network sociale non è nemmeno paragonabile a quello che deriva dall’aggiornamento di un sito aziendale. Inoltre la platea d’ascolto è molto vasta, si possono toccare diverse tipologie di utenti e si possono (consapevolmente) esporre idee, opinioni, informazioni necessarie per soddisfare i bisogni di business aziendali.</p>
<p><strong>Quali sono le opportunità che derivano dall’ascolto della rete?</strong><br />
L’opportunità che può fornire l’ascolto della rete ad un’azienda è sicuramente la capacità di “anticipazione”, intesa come la consapevolezza di intraprendere determinate strade sulla base di dati concreti. L’attività d’ascolto deve essere strutturata e seguita in modo competente; una semplice lettura dei dati è insufficiente e diventa uno spreco di risorse. Quando le aziende realizzano un ascolto strutturato, anche del mondo online, riescono a sviluppare il proprio business su basi sociali e economiche, aggiornate e sicure.</p>
<p><strong>Il marketing sta cambiando e si sta evolvendo verso nuove forme di pubblicità/promozione online, forse più efficaci. Quali sono le forme di advertising più efficaci in questo momento? </strong><br />
Le forme di advertising più efficaci sono quelle più personalizzabili. Attualmente ne vedo poche con questa caratteristica, e ho l’impressione, come consumatore, di essere trattato proprio come gli altri. Le aziende non hanno ancora trovato il coraggio necessario ad affrontare queste forme promozionali. Per essere più personalizzate e acquisire una certa forma autentica, le aziende devono sapersi conquistare la fiducia dei consumatori e la fiducia si conquista se l’azienda è in grado di trasmettere i propri valori alle persone.</p>
<p><strong>La piattaforma Facebook ha avvicinato molti italiani a Internet, per poi popolare i piani di comunicazione aziendale. Cosa ne pensa? Secondo lei è una moda o un nuovo modo di “fare marketing in rete”?</strong><br />
La piattaforma Facebook è sicuramente un fenomeno internazionale oggi molto in voga. Ma, secondo la mia opinione, non è solo moda. Direi che, dal punto di vista aziendale, il social network può essere visto sia come un “fenomeno modaiolo” che come una forma di comunicazione molto efficace e continua nel tempo, se gestita in modo professionale. Facebook ha vinto uno stereotipo: l’idea di essere protetti dall’anonimato. Sia le persone che le aziende si sono trovati di fronte ad una grande svolta che ha reso tutti “più sinceri”!</p>
<p><strong>Cosa significa, dal suo punto di vista, costruire l’identità aziendale in rete? </strong><br />
Prima di rispondere a questa domanda dovrei capire cosa significa per un’azienda avere un’identità. Cosa significa avere un’identità? Credo che voglia dire fondare la propria realtà aziendale su valori solidi e leali. Tra i primi evidenzierei la trasparenza, per rendere più semplice la trasmissione dei valori stessi al proprio pubblico. Una volta definita la propria identità, l’azienda può gettarsi senza paura nel mondo web. In rete l’identità aziendale è lo specchio di quello che c’è fuori. Se vi sono trasparenza e trasmissione di valore, l’azienda può crearsi una reputazione online efficace, vera, che dia soddisfazione sia ai clienti che all&#8217;azienda, generando un ritorno.</p>
<p><strong>Parliamo di branding online, quali sono secondo lei le attività che un’azienda deve intraprendere per essere presente in rete in modo efficace? </strong><br />
Per un’azienda “essere efficace online” significa capire il comportamento delle persone presenti in rete e, dunque, mirare verso di loro la comunicazione. Bisogna, inoltre, essere consapevoli che l’online è un mondo diverso, ma parallelo, è uno specchio.<br />
Detto questo, secondo me, un’azienda deve:</p>
<ul>
<li> cercare di conoscere i clienti</li>
<li>conoscere cosa fanno i competitor</li>
<li>costruirsi un’identità precisa</li>
</ul>
<p><strong>Che benefici può portare il monitoraggio della reputazione online? </strong><br />
La consapevolezza della propria posizione online aiuta a non “ignorare” eventuali punti di debolezza. L’azienda di fronte a report, numeri, parole scritte, non può non ascoltare. Il vantaggio che porta la conoscenza, se vista come opportunità, sta proprio nell&#8217;avvicinare l&#8217;azienda agli utenti, riposizionandola efficacemente dove ce ne sia bisogno.<br />
<strong><br />
Un&#8217;ultima domanda, quali saranno le prossime evoluzioni e tendenze nel mondo del marketing digitale?</strong><br />
Il mondo del marketing online è in continua evoluzione, crescita, il cambiamento è la base su cui si fonda la grandezza della rete. La rivoluzione digitale, secondo me, sta nel rendere sempre più vicine alle persone le possibilità che offre la rete (Facebook è un buon esempio).<br />
Credo che una tendenza che si svilupperà molto nei prossimi anni sia rappresentata dall&#8217;unione tra le dinamiche nei social network e la geolocalizzazione.</p>
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		<title>Un patto di fiducia lega TSW allo studio legale “Melica Scandelin &amp; Partners”</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 10:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marika Lion</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Equity]]></category>
		<category><![CDATA[Connections]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione TSW]]></category>
		<category><![CDATA[partner]]></category>
		<category><![CDATA[personal branding]]></category>
		<category><![CDATA[Reputazione on line]]></category>
		<category><![CDATA[web monitoring]]></category>
		<category><![CDATA[web reputation]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché  oggi è cosi importante l’assistenza legale nell’approccio ad Internet? 
 
Internet  oggi è il palcoscenico in cui i concetti di visibilità, identità... <a href="http://blog.tsw.it/brand-equity/un-patto-di-fiducia-lega-tsw-allo-studio-legale-melica-scandelin-partners_0005433.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Perché  oggi è cosi importante l’assistenza legale nell’approccio ad Internet? </em></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p>Internet  oggi è il palcoscenico in cui i concetti di visibilità, identità  e reputazione sono i veri protagonisti. Con il termine reputazione si intende  “stima, considerazione in cui si è tenuti da altri”.  Diciamo che come  definizione è un po’ limitativa, perchè con la rapida espansione della rete e  l’inarrestabile diffusione in tempo reale delle notizie, questa parola riguarda  un range più ampio di giudizi e opinioni, che in qualche modo  influenzano il modo di percepire un brand o un personaggio pubblico; si deve  iniziare quindi a parlare di <strong><a title="AboutYou.it" href="http://www.aboutyou.it/" target="_blank">Web  Reputation</a>, Personal  Branding</strong> e più in generale di<strong> Web  Monitoring. </strong></p>
<p>Basta  molto poco per essere danneggiati. Un articolo “scomodo“ in un blog o un  commento aspro in un forum più o meno frequentato, possono determinare dei danni  alla reputazione: basta che in rete inizi a girare un post negativo e l&#8217;immagine  aziendale è compromessa, temporaneamente o per sempre. In quest’ottica è  necessario conoscere le regole di internet integrandole con competenze legali  specializzate, per garantire un servizio completo ed efficace. Per questo  abbiamo deciso di siglare una partnership con lo studio legale <strong>“<a title="Melica, Scandelin &amp; Partner" href="http://www.smsp.it/" target="_blank">Melica  Scandelin &amp; Partners</a>”</strong>,  specializzato in <strong>diritto delle nuove  tecnologie informatiche</strong> e avvalerci della loro collaborazione per  trattare e gestire i  delicati aspetti giuridici che sempre più frequentemente  coinvolgono il web.</p>
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		<title>Il fashion system nei social media: alcuni esempi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 08:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Guerra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Connections]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[fashion system]]></category>
		<category><![CDATA[flickr]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[strategia di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[wikipedia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il settore della moda ha dimostrato nell’ultimo anno un interesse crescente per il web, con il lancio di e-commerce e iniziative online.  Oggi i... <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/il-fashion-system-nei-social-media-alcuni-esempi_0004148.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il settore della moda ha dimostrato nell’ultimo anno un interesse crescente per il web, con il lancio di e-commerce e iniziative online.  Oggi i brand del fashion system sono una miriade, sono soprattutto in continua crescita e attivano strategie di comunicazione sempre più creative (per esempio di guerrilla marketing) che trovano nel web un canale privilegiato.  Dopo anni passati a considerare il web niente più che una vetrina virtuale, ora le aziende del settore fashion stanno ponendo sempre maggiore attenzione anche all’interazione con clienti e appassionati, attraverso i social media.  Abbiamo quindi deciso di approfondire alcune analisi che avevamo già condotto per nostri clienti, concentrando l’attenzione su trenta aziende con brand conosciuti a livello internazionale e rivolte ad un target giovane, caratteristiche che dovrebbero renderle propense all’integrazione dei social media nelle strategie di comunicazione.  Abbiamo quindi analizzato i social media più diffusi per osservare le iniziative adottate dalle aziende. In questo post ne presenteremo alcuni in modo specifico: <strong>Twitter</strong>, <strong>Facebook</strong>, <strong>YouTube</strong>, <strong>Flickr</strong>, <strong>MySpace</strong>, <strong>LinkedIn</strong> e <strong>Wikipedia</strong>.  Questo è un estratto – altri esempi sono disponibili nella presentazione qui sotto – dell’analisi completa, che ha riguardato anche social media meno frequentati e blog aziendali.</p>
<div id="__ss_1942533" style="width: 425px; text-align: left;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=analisisocialmediafashionsystemestratto-090902101210-phpapp02&amp;stripped_title=fashion-system-e-social-media" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=analisisocialmediafashionsystemestratto-090902101210-phpapp02&amp;stripped_title=fashion-system-e-social-media" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p><strong><br />
Che cosa è emerso</strong>? È emerso innanzitutto uno scenario non uniforme, segnale di una fase di forte sperimentazione. Inoltre bisogna considerare il fatto che i social media spesso non permettono la pubblicazione di contenuti pubblicitari da parte delle aziende.  Tuttavia c’è chi si sta muovendo davvero con disinvoltura. Vediamo qualche esempio.</p>
<p>•    <strong>Twitter</strong>: permette di trasmettere messaggi (“in stile sms”) ai propri appassionati per poterli informare di argomenti coerenti con il proprio business oppure trasversali ad esso. In alcuni casi è lo stesso stilista/imprenditore che si mette in gioco in prima persona per condividere i propri pensieri e punti di vista. Un bell’esempio da segnalare è sicuramente quello di <a title="American Apparel su Twitter" href="https://twitter.com/americanapparel" target="_blank">American Apparel</a> che ha una comunicazione coerente con lo stile trasgressivo dell’azienda. Il numero di follower è elevato e il profilo è ben gestito dal punto di vista dei contenuti.</p>
<p>•    <strong>Facebook</strong>: rispetto agli altri, questo mezzo permette una gestione più complessa a livello strategico. Infatti, offre molte possibilità, come creare gruppi, pagine fan, eventi, il cui utilizzo è molto legato alla creatività delle singole aziende. Ci sono dei casi in cui lo spazio è utilizzato come se fosse un mini blog, oppure, come nel caso di <a title="Pull &amp; Bear su Facebook" href="http://www.facebook.com/pages/Pull-Bear/15007850860" target="_blank">Pull &amp; Bear</a>, come un catalogo-prodotti sempre aggiornato. In linea di massima, anche in questo caso c’è molta sperimentazione, qualche piccolo successo (almeno in termini di iscritti e di numero di commenti) e ancora molti test.</p>
<p>•    <strong>YouTube</strong>: utile alle aziende per diffondere le proprie idee, i tutorial, gli spot pubblicitari o i contest. Inoltre la pubblicazione di questi contenuti può anche contribuire a migliorare la propria visibilità in Google grazie alla presenza di risultati multimediali. Tra le aziende analizzate poche sono quelle che si sono avvicinate a YouTube, ancora meno quelle che lo hanno utilizzato in modo creativo. Da segnalare anche in questo caso il profilo di <a title="Pull &amp; Bear su YouTube" href="http://www.youtube.com/user/pullandbeartv" target="_blank">Pull &amp; Bear</a>, perché oltre alla cura nella grafica e nei contenuti, è integrato con altri social media, grazie ad un concorso per coinvolgere gli utenti.</p>
<p>•    <strong>Flickr</strong>: è uno dei social meno utilizzati dalle aziende analizzate. Forse anche perché Flickr si apre poco ai contenuti commerciali, tuttavia esiste la possibilità di creare o incoraggiare la creazione di gruppi che possono rappresentare una buona leva per l’immagine e per il brand aziendale. Un caso di gruppo interessante è quello di <a title="Vans su Flickr" href="http://www.flickr.com/groups/79349825@N00/" target="_blank">Vans</a>, perché ha un numero elevato di contenuti e di iscritti , nonché un’alta frequenza di aggiornamento da parte degli utenti.</p>
<p>•    <strong>MySpace</strong>:  anche questo è poco utilizzato, in effetti l’uso a livello aziendale diventa di difficile gestione, se non legato al mondo della musica. Il social network permette da un lato un alto livello di personalizzazione (dallo sfondo al caricamento di ogni tipologia di contenuti), ma dall’altro lato la sua struttura richiede molta creatività per gestirlo. Un esempio interessante per la qualità dei contenuti, la grafica ben curata e il numero di iscritti, è quello di <a title="Bershka su MySpace" href="http://www.myspace.com/bershkaofficialmyspace" target="_blank">Bershka</a>.</p>
<p>•    <strong>LinkedIn</strong>: molti dei brand analizzati hanno uno spazio su LinkedIn. I benefici della presenza, oltre al principale aspetto del recruiting, sono di valorizzazione della professionalità dell’azienda e di branding, grazie anche alla possibilità di avere il profilo aziendale visibile in Google. Un caso interessante è quello di <a title="Inditex su LinkedIn" href="http://www.linkedin.com/companies/inditex" target="_blank">Inditex</a>, perché si presenta come un profilo molto ricco e curato nei dettagli.</p>
<p>•    <strong>Wikipedia</strong>: quasi tutte le aziende considerate nell’analisi hanno una voce nell’enciclopedia in una o più lingue. La presenza all’interno di questo mezzo può essere davvero molto rilevante in termini di visite e di posizionamento nei motori. Contribuisce inoltre a rendere chiare le policy aziendali. Un buon esempio è dato ancora da <a title="American Apparel su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/American_Apparel" target="_blank">American Apparel</a>, che mostra un profilo ben fatto e ricco di contenuti.  Durante l’analisi abbiamo anche rilevato l’esistenza di strategie web integrate davvero interessanti. Un caso per tutti è quello di Diesel che ha creato <a title="Diesel:U:Music" href="http://cult.diesel.com/dum.html" target="_blank">Diesel:U:Music</a>, uno spazio virtuale dedicato ad un evento musicale offline. L’evento è stato rilanciato su molte delle piattaforme social viste sopra in modo perfettamente integrato e assolutamente interessante.</p>
<p>Ecco che allora si intravede anche la conclusione dell’analisi: l’<strong>integrazione</strong>. Il contesto appare, infatti, caratterizzato da poche strategie e da molta sperimentazione. Chi saprà muoversi cavalcando l’onda dei social media,  comprendendo le vere esigenze dei propri clienti e pianificando attentamente una <strong>strategia integrata</strong>, probabilmente riuscirà anche ad imporsi sui propri competitor.</p>
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