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	<title>TSW Blog &#187; Keyword Advertising</title>
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	<description>Ogni conversazione è un bene prezioso</description>
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		<title>Google ci spia!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edoardo De Zorzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Keyword Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Google AdWords]]></category>
		<category><![CDATA[PPC]]></category>

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		<description><![CDATA[Da alcuni mesi Google ha reso pubblici degli studi effettuati su tutti gli utenti web, tracciati nel rispetto della privacy.  Tutti i nostri movimenti sul... <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/le-preferenze-negli-annunci-google-2_0009397.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da alcuni mesi Google ha reso pubblici degli studi effettuati su tutti gli utenti web, tracciati nel rispetto della privacy.  Tutti i nostri movimenti sul web vengono “osservati” principalmente con <strong>Google Analytics</strong> e, di seguito, tramite l’analisi dei percorsi di navigazione veniamo facilmente categorizzati e associati a dei dati demografici. Ecco ad esempio com&#8217;è classificata la mia utenza:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9400" title="Google ci spia - le preferenze negli annunci Google" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/11/google-ci-spia1.png" alt="Google ci spia - le preferenze negli annunci Google" width="660" height="448" /></p>
<p>Direi che il profilo è abbastanza azzeccato! :-)</p>
<p>Naturalmente lo scopo di queste analisi è renderle utili per le campagne AdWords, al fine di mostrare annunci più interessanti alle diverse categorie di targeting.</p>
<p>In questo modo dovrebbe incrementare il <strong>CTR</strong>, la <strong>qualità del traffico</strong> generato dalle campagne a pagamento e, di conseguenza il <strong>tasso di conversione</strong>.</p>
<p>A livello di pannello, <strong>AdWords</strong> permette di creare delle campagne per categorie di interessi (<strong>interest category targeting</strong>), al fine di raggiungere segmenti di pubblico specifico nella <strong>rete display</strong>. Noi utilizziamo spesso questa strategia,  sia per creare delle campagne ad  hoc che per escludere determinate categorie di utenti del display network Google.</p>
<p>La seconda soluzione ha portato dei risultati molto positivi e consigliamo quindi di  includerla sempre nella lista delle ottimizzazioni da apportare alle campagne. Dal nostro punto di vista di marketer quindi lo &#8220;spionaggio&#8221; di Google non può che risultare positivo, anche se da parte di un navigatore forse potrebbe sembrare invadente&#8230; resta sempre la curiosità di vedere come Google ci ha categorizzati: siete riusciti a resistere o avete già verificato?</p>
<p>Vi riconoscete nel profilo che via ha assegnato? Ecco l’indirizzo per poter visualizzare le vostre informazioni riservate: <a href="https://www.google.com/settings/ads/onweb/">https://www.google.com/settings/ads/onweb/</a></p>
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		<title>Related AdWords Ads: gli annunci  ‘cattivi’ di Google</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 13:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Pezzin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Keyword Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[annunci PPC]]></category>
		<category><![CDATA[Google AdWords]]></category>
		<category><![CDATA[keyword]]></category>
		<category><![CDATA[related adwords ads]]></category>

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		<description><![CDATA[Recentemente Google sta testando (in versione beta) i related ads, ulteriori annunci inseriti all’interno del listing dei risultati a pagamento. Per una ricerca su Google... <a href="http://blog.tsw.it/keyword-advertising/related-adwords-ads-gli-annunci-cattivi-di-google_0006824.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente Google sta testando (in versione beta) i <strong>related ads</strong>, ulteriori annunci inseriti all’interno del listing dei risultati a pagamento. Per una ricerca su Google UK della keyword <em>&#8220;london parking&#8221;</em> infatti è comparso, in basso a destra, appena sotto gli annunci sponsorizzati, un blocco di annunci extra che normalmente non compare e che viene identificato come correlato alla ricerca di <em>&#8220;cheap london city airport parking</em>&#8220;.</p>
<p><a title="Ricerca per &quot;london parking&quot;" href="http://www.periscopix.co.uk/blog/wp-content/uploads/google-related-ads-large.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-6831" title="londonparking" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2010/07/londonparking.bmp" alt="" /></a></p>
<p>Non è chiaro, per ora, in base a quali criteri venga visualizzata questa tipologia di annunci: potrebbe trattarsi delle search query più popolari oppure quelle che vengono effettuate subito dopo la principale, o ancora sulla base del <a title="Meccanismo della corrispondenza estesa" href="http://adwords.google.com/support/aw/bin/answer.py?hl=it&amp;answer=108217" target="_blank">meccanismo della corrispondenza estesa</a>. Sicuramente, l’obiettivo di Google è quello di massimizzare la revenue degli annunci, oltre che di distribuire risorse utili agli utenti. <a title="Google AdWords Testing Related Broad Matches AdWords Ads" href="http://www.seroundtable.com/archives/022402.html" target="_blank">Big G</a> afferma infatti che potrebbero apparire dei risultati che affinano la ricerca, ma anche che questa feature consentirà agli inserzionisti di raggiungere un target ancora più ampio.</p>
<p>Prima, ricercando uno specifico marchio, si ottenevano annunci con il brand cercato intervallati occasionalmente da competitors. Ora, invece, i related ads riportano anche marchi alternativi (di diretti concorrenti) che l’utente potrebbe considerare nella sua ricerca. Sono stati così ribattezzati da Rod Hull, in un thread del Search Engine Watch Forum, come <a title="Google Pushing Competitors Via Related AdWords Ads" href="http://www.seroundtable.com/archives/022402.html" target="_blank">annunci &#8220;cattivi&#8221;</a>.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/rustybrick/4742266266/sizes/l/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-6828" title="google" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2010/07/google.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
<p>Il broad match permette infatti di raggiungere una target audience più ampia, ma in questo caso gli annunci vengono mostrati  anche se gli inserzionisti non hanno targetizzato la campagna con i nomi dei competitor…ora ci pensa direttamente Google a farlo!</p>
<p>Non è ancora chiaro ancora in base a quale criterio vengano scelti alcuni brand e non altri.  Effettuando alcune ricerche per la keyword &#8220;<em>Barratts shoes</em>&#8220;, ad esempio, Google suggerisce i nomi di alcuni tra i principali competitor nella barra laterale dedicata ai related ads, come Dune, Clarks e Dolcis. A queste si devono poi aggiungere le ricerche correlate suggerite a fondo pagina, che comprendono anche altri competitor, come ad esempio Next e New Look.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6829" title="searchG" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2010/07/searchG.png" alt="" width="574" height="383" /></p>
<p>Quali scenari si possono aprire per Google, per gli inserzionisti e per gli utenti nel caso in cui questo ‘esperimento’ si trasformasse in qualcosa di definitivo?</p>
<p>Se Google sicuramente vedrà aumentare la propria revenue grazie ad un incremento del numero di click, quali potranno essere le conseguenze per gli inserzionisti in termini di click through rate e conversioni? Quali saranno gli effetti sulle performance delle campagne visto che Google incoraggia gli utenti a considerare prodotti similari offerti da brand concorrenti?<br />
Cambierà il comportamento di ricerca degli utenti, che potrebbero utilizzare il search di uno specifico brand con l’obiettivo di individuare tutti i potenziali competitors?</p>
<p>E’ difficile ad oggi valutare quali potranno essere i possibili sviluppi, anche in  termini legali.  Una volta che il processo sarà ufficiale potremmo effettivamente vedere quali saranno gli effetti e che possibilità di influenza ci saranno da parte degli inserzionisti su questi annunci. La curiosità è sicuramente tanta.</p>
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		<tsw:signature><![CDATA[TSW Project Manager]]></tsw:signature>	
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		<title>Facebook Ads Summit 2010</title>
		<link>http://blog.tsw.it/eventi/facebook-ads-summit-2010_0005600.html</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 12:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Nalini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Keyword Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[annunci PPC]]></category>
		<category><![CDATA[eventi Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall’ultima volta che sono stata a Londra sono passati ormai dieci anni: la città è cambiata, io non sono più una studentessa universitaria al primo... <a href="http://blog.tsw.it/eventi/facebook-ads-summit-2010_0005600.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall’ultima volta che sono stata a Londra sono passati ormai dieci anni: la città è cambiata, io non sono più una studentessa universitaria al primo anno e il mondo del marketing online si è decisamente evoluto.</p>
<p>Non avrei mai pensato di ritornarci (il 30 marzo) ospite del social network per eccellenza: <strong>Facebook</strong>. Non potevano scegliere una location più prestigiosa nel cuore di Londra: il cinema privato del Courthouse Double Tree Hilton Hotel a Soho. Erano presenti circa un’ottantina di referenti delle principali agenzie di marketing online della zona EMEA: purtroppo erano quasi tutte agenzie inglesi, c’era qualche rappresentante per la Francia, l’Irlanda, la Svizzera e solo noi per tutta l’Italia. Peccato, mi aspettavo di vedere molti più Paesi e non la supremazia di uno solo.</p>
<p>Dopo un appetitoso pranzo a buffet, <a title="Trevor Johnson" href="http://uk.linkedin.com/in/trevorjohnson" target="_blank">Trevor Johnson</a> ha raccontato brevemente la storia di Facebook dal 2004 a oggi e l’evoluzione degli annunci a pagamento negli anni. Al momento non utilizzano più gli annunci banner del circuito Microsoft, ma solo annunci proprietari, sia a CPC che a CPM. Facebook, con i suoi 110 Milioni di utenti attivi in Europa, e costi medi a click ancora contenuti, è un bacino di potenziali clienti molto attraente per tantissime attività. Soprattutto se si pensa che tutti questi utenti sono facilmente targetizzabili per sesso, età, interessi, istruzione e molto di più.</p>
<p>John Smith e Matt Hogle  si sono focalizzati su un punto importante, basilare, se si promuove la propria attività nel circuito Facebook: “<strong>Thinking Differently</strong>”. Il social network è difficilmente paragonabile agli altri circuiti con cui siamo abituati a lavorare, in particolare AdWords di Google nella rete di ricerca e Yahoo!SM. La search va ad intercettare gli utenti che sono più vicini al momento di conversione, che sia un acquisto o qualsiasi altra azione che indichi un interesse molto forte dell’utente verso il prodotto: diventa più difficile utilizzarla per la “<a title="Demand Generation" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Demand_generation" target="_blank">Demand Generation</a>”. <strong>Facebook invece lavora su entrambi i livelli: branding e conversione</strong>. La nostra esperienza lo conferma, anche se tutto dipende molto dal settore di riferimento e dalla tipologia di obiettivi della promozione.</p>
<p>John Smith ha chiesto a tutti i partecipanti come riescono a convincere i propri clienti ad <strong>investire su Facebook</strong>. Le agenzie dei diversi Paesi europei affermavano tutte la stessa cosa: <strong>costi medi a click competitivi</strong> che, insieme alla possibilità di elevata targetizzazione, rendono lo strumento altamente attraente.</p>
<p>Gall Power e Ivan Heneghen del team di Dublino, hanno evidenziato tutte le possibilità di ottimizzazione delle campagne. Ad esempio, come riuscire ad alzare il CTR medio (quindi abbassare il CPC Medio) con annunci altamente pertinenti, sia come comunicazione che come targetizzazione.<br />
Spesso non vengono utilizzate tutte le potenzialità a disposizione: ad esempio è possibile, tramite le parole chiave, definire gli interessi e le preferenze che gli utenti inseriscono nei propri profili Facebook.</p>
<p>Durante la presentazione ci sono state tantissime domande da parte del pubblico, soprattutto per quanto riguarda le prossime implementazioni del pannello. Hanno promesso diverse novità, aspettiamo impazienti :).</p>
<p>Molto interessante è stata anche la sessione dedicata agli <strong>annunci CPM in Home Page</strong>: le possibilità sono molte e consentono un&#8217;alta interazione con gli utenti del social network. Tra questi ricordiamo:</p>
<ul>
<li>Gli <strong>Event Ads</strong>, dedicati alla promozione degli eventi,</li>
<li>I <strong>Poll Ads</strong>, che consentono di fare domande dirette agli utenti riguardanti il proprio brand e prodotti/servizi,</li>
<li>I <strong>Sample Ads</strong> che offrono la possibilità di promuovere i propri prodotti in modo originale: l’utente dà i propri dati per poter ricevere un campione del prodotto promosso. <a title="Texas Pete" href="http://www.texaspete.com/" target="_blank">Texas Pete</a> ha utilizzato questa tipologia di Annunci per la promozione della sua nuova Hot Sauce. Il ritorno è stato eccezionale: 10.000 richieste di bottiglie in 6 giorni e 35.000 fans per la propria pagina di Facebook.</li>
</ul>
<p>La parte finale della giornata è stata dedicata alle Pagine di Facebook, ottimo strumento per costruire e rafforzare il brand e creare un’interazione molto forte con gli utenti del social network. L’obiettivo principale deve essere sempre:  “Sharing and Connecting”,  creare una vera  e propria conversazione con l’utente.</p>
<p>Ecco alcuni esempi particolarmente interessanti:</p>
<ul>
<li> <a title="Texas Pete Hot Sauce" href="http://www.facebook.com/texaspete" target="_blank">Texas Pete Hot Sauce</a>,</li>
</ul>
<ul>
<li> <a title="Pizza Hut" href="http://www.facebook.com/PizzaHut" target="_blank">Pizza Hut</a> con la sua applicazione che consente di ordinare direttamente dal social network.</li>
</ul>
<p>L’ultima sessione è stata dedicata invece all&#8217; “<strong>Advertising Panel</strong>”, con tre ospiti d’onore: Simon Mansell di TBG London e Ankur Shah di Techlightenment, agenzie inglesi specializzate nei social, e Mo Elnadi Country, Internet Manager per UK, Irlanda e Sud Africa per la Philips. Discussione molto interessante che ha spaziato dalle diverse strategie per la creazione di pagine, alle promozioni tramite gli annunci Facebook.</p>
<p>Molte altre informazioni e Case Studies li potete trovare sulla <a title="Pagina Facebook dedicata agli annunci" href="http://www.facebook.com/FacebookAds" target="_blank">pagina Facebook dedicata agli annunci</a>, basta Diventare Fan!</p>
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		<item>
		<title>Annunci pubblicitari su Twitter: nascono i &#8220;Promoted Tweets&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 12:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Guerra</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
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		<category><![CDATA[promoted tweets]]></category>
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		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla di annunci pubblicitari in Twitter da un bel pezzo, ma questa volta si fa sul serio!
È fresco di questi giorni il lancio dei... <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/annunci-pubblicitari-su-twitter-nascono-i-promoted-tweets_0005643.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla di annunci pubblicitari in Twitter da un bel pezzo, ma questa volta si fa sul serio!</p>
<p>È fresco di questi giorni il lancio dei <a title="Promoted Tweets" href="http://adage.com/digiconf10/article?article_id=143237" target="_blank">&#8220;Promoted Tweets&#8221;</a>, ovvero dei tweet sponsorizzati.</p>
<p>Anche Twitter ha ceduto al fascino della pubblicità online e vista l&#8217;importanza sempre maggiore attribuita a questo social network, credo che l&#8217;attenzione debba essere alta.</p>
<p>Per ora i clienti sono pochi. In rete (e dove se no? :-) si vocifera che i primi a sperimentare il servizio siano: <a title="Starbucks" href="http://www.starbucks.com/" target="_blank">Starbucks</a>, <a title="Bravo" href="http://www.bravotv.com/" target="_self">Bravo</a>, <a title="Red Bull" href="http://www.redbull.com" target="_blank">Red Bull</a>,<a title="Best Buy" href="http://www.bestbuy.com/" target="_blank"> Best Buy</a>, <a title="Sony Pictures" href="http://www.sonypictures.com/" target="_blank">Sony Pictures</a> e <a title="Virgin America" href="http://www.virginamerica.com" target="_blank">Virgin America</a>. A confermare le voci è in realtà Twitter stesso, nella pagina dedicata alle <a title="FAQ Promoted Tweets" href="http://help.twitter.com/entries/142101" target="_blank">FAQ</a>.</p>
<p>Nella stessa pagina troviamo un paio di definizioni che ci aiutano a capire di cosa stiamo parlando:</p>
<p><em>&#8220;Promoted Tweets are <strong>ordinary Tweets </strong>that businesses and organizations  want to highlight to a wider group of users.&#8221;</em></p>
<p>E ancora: <em> </em></p>
<p><em>&#8220;Promoted Tweets will also<strong> retain all the functionality of a regular  Tweet</strong> including replying, Retweeting, and favoriting.  Only one Promoted  Tweet will be <strong>displayed on the search results page</strong>.&#8221;</em></p>
<p>Giocando un po&#8217; con la barra di ricerca ho trovato (cercando prevalentemente keyword relative al brand) i primi quattro, ma non il resto (cominciamo bene! :-).</p>
<p>Ecco qualche screenshot:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5654" title="starbucks" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2010/04/starbucks.png" alt="" width="544" height="97" /></p>
<p>Dove il link rimanda ad una <a title="Starbucks su Yfrog" href="http://yfrog.com/2gbb6xj" target="_blank">pagina su Yfrog</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5652" title="Bravo_TV" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2010/04/Bravo_TV.png" alt="" width="537" height="93" /></p>
<p>Dove il link rimanda ad una <a title="Bravo TV" href="http://www.bravotv.com/talkbubble" target="_blank">pagina specifica del sito</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5653" title="Red_Bull" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2010/04/Red_Bull.png" alt="" width="532" height="96" /></p>
<p>Dove il link rimanda ad un<a title="Articolo sul New York Times" href="http://www.nytimes.com/2010/03/16/science/16tier.html" target="_blank"> articolo sul New York Times</a>.</p>
<p>Diversamente dagli altri casi,  Red Bull non ha voluto sponsorizzare una notizia fresca, ma una segnalazione di un mese fa.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5650" title="Best_Buy" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2010/04/Best_Buy.png" alt="" width="549" height="80" /></p>
<p>Dove il link rimanda anche in questo caso ad una <a title="Best Buy" href="http://www.bestbuy.com/site/Electronics+Promotions/regularCat%3Apcmcat204300050000/pcmcat204300050000.c?id=pcmcat204300050000" target="_blank">pagina specifica del sito</a>.</p>
<p>Interessante è notare anche come i Promoted Tweets non siano ripresi all&#8217;interno delle Home Page degli sponsorizzatori: qui compaiano come dei semplici tweet. L&#8217;unico modo per trovarsene uno di fronte è quindi solo quello di utilizzare la barra di ricerca, almeno per il momento. Vediamo ad esempio Best Buy:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5660 aligncenter" title="bestbuytwitter_p" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2010/04/bestbuytwitter_p.png" alt="" width="635" height="361" /></p>
<p>I tweet sponsorizzati portati ad esempio sono tutti molto diversi tra loro, indicano infatti strategie di comunicazione differenziate, in linea con gli obiettivi delle aziende sponsor. Gli unici vincoli sembrano essere soltanto quelli che siamo abituati a vedere in un classico tweet, ovvero un messaggio scritto con linguaggio appropriato (link accorciati, @, #, ecc) in non più di 140 caratteri.</p>
<p>In uno spazio dove l&#8217;annuncio si concentra su così pochi elementi, diventa fondamentale il tono della comunicazione: ogni singola parola acquisisce importanza, la concretezza e la rapidità diventano i pilastri su cui si deve basare ogni tentativo di attirare l&#8217;attenzione, il logo diventa più che mai una sintesi della propria strategia di marketing.</p>
<p>La creatività, al contrario di quanto può sembrare, non tende a scomparire, ma anzi si fa più complessa. Lo spazio di manovra è molto ridotto rispetto ai media tradizionali e a molti altri canali nel Web, i creativi quindi dovranno concentrarsi parecchio per far sì che gli annunci attirino l&#8217;attenzione degli utenti.</p>
<p>Sarà interessante tenere sotto osservazione il fenomeno, per vedere come   si evolverà ma anche come le aziende sapranno usare la propria   creatività in uno spazio così ridotto.</p>
<p>E se la vostra azienda volesse partecipare? Beh, per il momento non si può&#8230; dalla solita <a title="FAQ Promoted Tweets" href="http://help.twitter.com/entries/142161-promoter-faq#signup" target="_blank">pagina delle FAQ</a> infatti si legge:</p>
<p><em>&#8220;We&#8217;re currently limiting the initial test group until we can properly  open up the system to handle more advertisers. If you have any general  inquiries, please fill out this form <strong> </strong>and  we&#8217;ll get back to you as soon as we can.&#8221;</em></p>
<p>Vi lascio con un video di &#8220;istruzioni per l&#8217;uso&#8221; davvero ben fatto:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=10910517&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=10910517&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/10910517">Promoted Tweets on Twitter(2)</a> from <a href="http://vimeo.com/user3587193">Twitter Tweets</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Sitelinks negli annunci di Google AdWords</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 09:39:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Fontana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Keyword Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[annunci PPC]]></category>
		<category><![CDATA[Google AdWords]]></category>
		<category><![CDATA[sitelinks]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente è possibile inserire i sitelinks anche negli annunci AdWords; già qualche tempo fa, infatti, avevamo visto qualche annuncio di test sui motori. I sitelinks... <a href="http://blog.tsw.it/keyword-advertising/sitelinks-negli-annunci-di-google-adwords_0004629.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente è possibile inserire i sitelinks anche negli annunci AdWords; già qualche tempo fa, infatti, avevamo visto qualche annuncio di test sui motori. I sitelinks sono quei piccoli link che appaiono sotto il risultato di ricerca e portano a pagine interne del sito, come nell&#8217;esempio qui sotto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4636" title="sitelinks AdWords" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2009/11/sitelinks_mod.JPG" alt="sitelinks AdWords" width="620" height="72" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p>L’unico requisito per l’implementazione dei link su AdWords è quello di avere una campagna attiva nella rete di ricerca. Attenzione però: se da un lato è vero che si possono decidere titoli e pagine d’arrivo (a differenza dei sitelinks nei risultati naturali), dall’altro i link si inseriscono nel sistema a livello di campagna e non di singolo testo d’annuncio. Sarà poi AdWords stesso a decidere quali link mostrare, e ad associarli solamente ai testi con la migliore performance e una posizione premium.</p>
<p>Il numero di sitelinks che si possono specificare è 10 ma il sistema ne mostrerà sino a un massimo di 4.  Come nell’organico, quindi, non c’è la certezza della comparsa dei link e di quali saranno mostrati, ma riteniamo che i <strong>vantaggi </strong>possano comunque essere tanti:</p>
<p>- annunci più visibili<br />
- possibilità di promuovere molteplici prodotti con un solo annuncio (soprattutto se si utilizzano keyword brand o generiche)<br />
- esposizione a un pubblico più ampio e quindi potenzialmente interessato almeno a  uno dei prodotti offerti<br />
- selezione di più pagine d’arrivo.</p>
<p>L’ideale per i siti e-commerce, ma anche per chi in generale offre al proprio target una scelta ampia di servizi o prodotti.</p>
<p>Tra le <strong>principali differenze </strong>riscontrate con i sitelinks dei risultati organici:</p>
<p>-    aggiornamento/modifica dei link in qualsiasi momento<br />
-    selezione di una pagina specifica del sito o landing page<br />
-    inserimento di una lista di 10 link<br />
-    possibilità di utilizzare i sitelinks nelle campagne PPC per capire quali performano meglio e, quindi, quali non utilizzare nella attività di ottimizzazione naturale.</p>
<p>Il consiglio più prezioso per chi decide di testare questa tipologia di annuncio, quindi, è quello di focalizzarsi sulla qualità degli annunci in modo che il sistema lo premi mostrando i link.</p>
<p>Noi cominceremo già da questa settimana ad attivarli per alcune campagne, siamo molto fiduciosi sui risultati! :-)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Above and Beyond 2009 &#8211; Google incontra le agenzie</title>
		<link>http://blog.tsw.it/keyword-advertising/above-and-beyond-2009-google-incontra-le-agenzie_0004274.html</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 13:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Fontana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Keyword Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Google AdWords]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

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		<description><![CDATA[Dublino, 17 settembre. La giornata comincia alle 9 presso gli headquarters Europei di Google.
L&#8217;atmosfera è calda e rumorosa e favorisce la conoscenza tra i presenti,... <a href="http://blog.tsw.it/keyword-advertising/above-and-beyond-2009-google-incontra-le-agenzie_0004274.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dublino, 17 settembre. La giornata comincia alle 9 presso gli headquarters Europei di Google.</p>
<p>L&#8217;atmosfera è calda e rumorosa e favorisce la conoscenza tra i presenti, visto che nessuno è venuto accompagnato: un solo partecipante per agenzia. Siamo circa un centinaio e veniamo un po&#8217; da tutta Europa.</p>
<p>Alle 10 si comincia, apre l&#8217;evento<strong> Stephen McIntyre</strong>, Online Sales Operations Director per South &amp; East Europe, Middle East and Africa. La parola chiave è &#8220;<strong>opportunità</strong>&#8220;, prendere il massimo da questo periodo di crisi che ha messo tutti un po&#8217; in guardia, ma che non ha certo messo fine al marketing online. Prova concreta, la presenza di numerose agenzie all&#8217;evento e il continuo investimento da parte dei clienti su questo canale.<br />
Come guardare al 2010? Con una maggiore attenzione ai risultati, agli obiettivi, e quindi alle conversioni; in fondo, un po&#8217; come è successo negli ultimi mesi.  Gli investimenti saranno sempre più mirati a un ritorno veloce, concreto e che va incontro al comportamento degli utenti online, in continua evoluzione. Sono in crescita gli acquisti online e in aumento anche il numero di parole utilizzate per cercare sui motori.</p>
<p>Dopo qualche case history, la parola passa a <strong>Yonka Brunini</strong>, direttore marketing sempre per South &amp; East Europe, Middle East and Africa; si parla di marketing digitale. I temi sono tre:</p>
<p>- <strong>Interaction and control</strong>: il ruolo sempre più importante dei social media tra gli utenti online<br />
- <strong>content explosion</strong>: il bisogno crescente di condividere online video, foto e contenuti personali<br />
- <strong>media fragmentation</strong>: l&#8217;informazione e la comunicazione sono sempre più distribuite tra canali diversi: mobile, tv, pc &#8230;</p>
<p>E finalmente un po&#8217; di numeri:</p>
<p>43% gli adulti in Europa che accedono ad internet ogni giorno<br />
23% gli utenti internet UK che guardano la TV online tramite PC o telefonino<br />
1.8 bilioni le Apps scaricate sul cellulare dall&#8217;iTunes store.</p>
<p>A chiudere qualche esempio su YouTube sia come mezzo di intrattenimento (il caso di Fred &#8211; l&#8217;adolescente che con i suoi video ha conquistato i teenager di mezzo mondo ottenendo 1.3 milioni di subscribers) ma anche di informazione, visto che questo canale è stato utilizzato, ad esempio, dagli iraniani per pubblicare i  filmati delle scorse sommosse politiche.</p>
<p>Due product specialist di AdWords chiudono l&#8217;introduzione spiegando l&#8217;importanza dell&#8217;innovazione e delle buone idee, portando come esempio l&#8217;evoluzione di Google negli ultimi 10 anni e le nuove caratteristiche del pannello AdWords.</p>
<p>Ora la giornata cambia tono, sono 4 i workshop a cui si può partecipare. Ho seguito:</p>
<p><strong>- Global to Local</strong>: la localizzazione delle campagne, sia sui motori che su Google Maps. Per chi combatte con il targeting geografico di AdWords, è in elaborazione la selezione per regioni che eviterà di selezionare le singole province una ad una :)</p>
<p><strong>- Network and Display Ads</strong>: molto interessante, sempre più preciso il target verso utenti specifici. Ancora niente da fare per vedere nel pannello AdWords le conversioni che la rete dei contenuti porta, tramite le campagne sul search (peccato, sarebbe stato davvero utile).</p>
<p><strong>- Broadcasting your campaign:</strong> tutto sul potenziale di YouTube, sulla possibilità di creare canali, ma anche diversi tipi di annunci. Davvero bello questo workshop, molto interessante e ricco di informazioni utili e consigli sulle diverse strategie.</p>
<p><strong>- Internet on the move: </strong>numeri e dati utili per l&#8217;advertising sui cellulari, principalmente su iPhone e cellulari con Android. Sarà stata la stanchezza ma qui l&#8217;entusiasmo della platea non era il massimo, probabilmente perché in tanti paesi ancora non sono i cellulari a guidare gli investimenti online.</p>
<p>La giornata è quasi terminata, manca solo la partita a biliardino delle 18.30 (ho tenuto alto l&#8217;onore di TSW e stracciato gli avversari :P) e poi in albergo, l&#8217;appuntamento è alla Guinness Store House per aperitivo e cena.</p>
<p>Un modo rilassato, divertente e molto Irish di concludere una giornata così internazionale: non poteva mancare una buona birra! Il panorama dal 7&#8242; piano della Guinness Tower e&#8217; impeccabile, e dopo qualche drink si chiude con un&#8217;ottima cenetta stile matrimonio, con tanto di tavoli rotondi dotati di nomi e decorazioni, sempre alla Guinness Store House: Google si sposa con le agenzie :)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caratteristiche e vantaggi degli annunci su Facebook</title>
		<link>http://blog.tsw.it/keyword-advertising/caratteristiche-e-vantaggi-degli-annunci-su-facebook_0004053.html</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 15:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Nalini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Keyword Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google AdWords]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sapevi che Stefano è appena tornato da New York? Ah sì, lo hai sentito? No, ho visto le foto su Facebook. Francesca si è... <a href="http://blog.tsw.it/keyword-advertising/caratteristiche-e-vantaggi-degli-annunci-su-facebook_0004053.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sapevi che Stefano è appena tornato da New York? Ah sì, lo hai sentito? No, ho visto le foto su Facebook. Francesca si è sposata, lo sapevi? No! L’ho visto su Facebook.<br />
Stasera c’è anche Davide alla festa! Come fai a saperlo? L’ho visto su Facebook.</p>
<p style="text-align: left;">Ormai queste frasi stanno diventando parte della nostra vita di tutti i giorni, almeno di quella online, più o meno da agosto dell’anno scorso. Basta guardare questo grafico fornito da Google Trends per rendercene conto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-4058 aligncenter" title="Facebook Trend" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2009/07/facebook.gif" alt="" width="624" height="240" /></p>
<p>A giugno sono stati superati i <strong>10.000.000 di iscritti in Italia</strong>: significa che un italiano su sei è su Facebook, considerando anche neonati ed anziani, e che più di un terzo delle persone attive su internet si è registrata al social network.</p>
<p>Ok, abbiamo capito, bisogna iscriversi su Facebook altrimenti si è &#8220;out&#8221; :-) . E le aziende come possono sfruttare questo immenso bacino di utenti, variegato per sesso, età, nazionalità ed interessi e facilmente targetizzabile?</p>
<p>Oggi parleremo della possibilità di attivare degli annunci a CPC o CPM molto simili ai conosciutissimi annunci del circuito Google AdWords.</p>
<p>Ormai ve ne sarete accorti, nella fascia a destra delle pagine di Facebook compaiono dei piccoli annunci testuali, spesso associati a immagini che promuovono siti, ma anche pagine, eventi e applicazioni del social network.</p>
<p>Il vantaggio più importante di questo circuito è la possibilità di targetizzare gli annunci in base ad elementi demografici e psicografici (opinioni, interessi, stili di vita). Infatti è possibile filtrarli per:</p>
<p>•    paese, adesso anche per città e zona, e lingua<br />
•    età, sesso<br />
•    istruzione, occupazione<br />
•    situazione sentimentale e orientamento sessuale<br />
•    gusti e interessi.</p>
<p>Il pannello di gestione degli annunci Facebook è molto semplice da utilizzare, e contiene tutte le funzionalità di base, anche se non dettagliate come su AdWords. Lo svantaggio principale è l&#8217;impossibilità di monitorare le conversioni direttamente dal pannello ma, fortunatamente, strutturando al meglio le campagne e monitorandole con un software statistico adeguato, si possono avere i dettagli delle conversioni, e quindi dei loro costi, addirittura a livello di tipologia di target e/o annuncio.</p>
<p>Abbiamo attivato e gestiamo varie campagne per clienti di diversi settori, non solo in ottica di brand awareness ma anche di generazione di contatti qualificati. Nella nostra esperienza possiamo dire che le caratteristiche principali del circuito Facebook, raffrontato con la rete di contenuti di AdWords, sono:</p>
<p>•   <strong> la visibilità è molto alta</strong>, gli annunci vengono visualizzati milioni di volte al giorno e generano un buon traffico, anche se il CTR medio spesso non supera il valore del 0,1%</p>
<p>•    <strong>il costo medio a click e il CPM medio sono molto vantaggiosi</strong>: per alcuni settori ad alta concorrenza il CPC medio del social network è inferiore anche del 90 % rispetto ad AdWords</p>
<p>•    <strong>il costo a conversione è molto conveniente</strong>, grazie ai bassi costi di click e impression, anche quando il tasso di conversione di Facebook non è ottimale come su  AdWords.</p>
<p>In generale, il fatto che non siano presenti ancora molti inserzionisti consente di avere costi vantaggiosi ed ottenere un buon ritorno sull’investimento.</p>
<p>Gli annunci sono altamente targetizzabili per elementi demografici, caratteristica non comune agli altri circuiti. Nelle campagne che gestiamo notiamo come target diversi per sesso e età si comportino in modi spesso opposti rispetto ai prodotti/servizi offerti e ai siti in generale. Lo stesso vale per la comunicazione degli annunci e le immagini utilizzate: ottimizzare questi aspetti in relazione al target può portare ad un aumento delle performance molto forte.</p>
<p>Per verificare che il circuito si adatti al vostro settore e al vostro business, basta fare un test anche per un periodo non troppo lungo: potreste scoprire che tanti potenziali clienti fanno parte del 17%  (1/6) degli italiani che si sono registrati al social network!</p>
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		<title>Campagne online e attribuzione di valore</title>
		<link>http://blog.tsw.it/web-analytics/campagne-online-e-attribuzione-di-valore_0003838.html</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 07:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Lauritano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Keyword Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Google AdWords]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[ROI]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte aziende di successo investono nella Web Analytics perché sanno che essa rappresenta un&#8217;attività cruciale per sviluppare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia di una strategia di internet... <a href="http://blog.tsw.it/web-analytics/campagne-online-e-attribuzione-di-valore_0003838.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molte aziende di successo investono nella Web Analytics perché sanno che essa rappresenta un&#8217;attività cruciale per sviluppare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia di una strategia di internet marketing.<br />
La Web Analytics permette, ad esempio, di ottimizzare l&#8217;acquisizione di traffico qualificato individuando le campagne online che garantiscano il maggior ritorno sugli investimenti.</p>
<p><strong>Come si calcola il ritorno sugli investimenti di una campagna online?</strong><br />
La formula è semplice:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-3905 aligncenter" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2009/06/wa-formula.jpg" alt="" width="259" height="70" /></p>
<p>La parte complessa riguarda il calcolo del valore generato da ciascuna campagna.</p>
<p>Questo calcolo, infatti, dipende dal modello di attribuzione del valore che si sceglie di applicare.</p>
<p>I principali <a title="Modeli di attribuzione del valore" href="http://www.clickequations.com/blog/2009/05/revenue-allocation-attribution-models-in-clickequations/" target="_blank">modelli di attribuzione del valore</a> sono:</p>
<p>- <strong>Last-click attribution</strong>: il valore generato dalla conversione viene attribuito all&#8217;ultima campagna che ha portato l&#8217;utente sul sito<br />
- <strong>First-click attribution</strong>: il valore viene dato alla prima campagna che ha portato l&#8217;utente sul sito<br />
- <strong>Linear attribution</strong>: il valore viene attribuito equamente a tutte le campagne che hanno portato l&#8217;utente sul sito<br />
- <strong>Weighted attribution:</strong> il valore viene assegnato in maniera ponderata a tutte le campagne che hanno portato l&#8217;utente sul sito (es: il 40% del valore viene attribuito alla prima campagna, il 40% all&#8217;ultima campagna e il 20% alle altre campagne).</p>
<p style="center;">Facciamo un semplice esempio. Immaginiamo un utente con un comportamento di visita di questo tipo:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-3906 aligncenter" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2009/06/wa-tabella01.jpg" alt="" width="453" height="98" /></p>
<p style="text-align: left;">Qual è il valore generato da ciascuna fonte di traffico? Come abbiamo visto il valore generato dipende dal <strong>modello di attribuzione</strong> che scegliamo di applicare:<br />
<img class="size-medium wp-image-3907 aligncenter" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2009/06/wa-tabella02.jpg" alt="" width="561" height="118" /></p>
<p>Il modello di attribuzione Last-click rappresenta lo standard applicato dalle principali soluzioni di Web Analytics e di keyword advertising come Google AdWords.</p>
<p>In alcuni casi, però, decisioni di investimento e di gestione delle campagne online basate sul modello di attribuzione Last-click <a href="http://www.grokdotcom.com/2009/06/16/are-your-analytics-causing-you-to-lose-30-of-your-sales/" target="_blank">possono compromettere il rendimento delle attività di online advertising</a> e di acquisizione di traffico qualificato.</p>
<p>Applicando tale modello di attribuzione, infatti, il valore della conversione (100€)  viene completamente attribuito a Google (organico) (<em>brand-name</em>) senza riconoscere il contributo delle altre fonti di traffico.</p>
<p><strong>Google Analytics e Last-click attribution</strong></p>
<p>Con <a title="Configurare Google Analytics" href="http://blog.tsw.it/web-analytics/guida-passo-a-passo-alla-configurazione-di-google-analytics_0002881.html" target="_blank">la configurazione standard di Google Analytics</a> la conversione è attribuita sempre all’<strong>ultima campagna</strong> e pertanto verrà assegnata a: Google (organico) (<em>brand-name</em>)<br />
L’utente ha convertito con una frase di ricerca brand, ma la sua conversione è stata resa possibile da 2 precedenti visite not brand (la prima da organico e la seconda da ppc).</p>
<p>Con l’implementazione standard stiamo perdendo un’<strong>informazione molto importante</strong> che ci può servire per ottimizzare le attività di acquisizione di traffico qualificato: Google Analytics ci dice solo che l’utente ha convertito con “Google (organico) (<em>brand-name</em>)” ma non ci dice che ha conosciuto il sito con “Google (organico) (assicurazione auto economica)” e che è ritornato una seconda volta con “Google (ppc) (assicurazioni online)”.</p>
<p><strong>Google Analytics e sequenza completa delle fonti di traffico</strong></p>
<p>Attraverso <a title="COnfigurazione particolare Google Analytics" href="http://www.conversionworks.co.uk/blog/2009/06/11/super-cookie-how-to-guide-and-source-code-a-guide-for-techies/" target="_blank">una configurazione particolare di Google Analytics</a>, però, è possibile conoscere le informazioni (mezzo, sorgente, parola chiave, ecc.) relative a tutte le occasioni di contatto che hanno portato un utente alla conversione.</p>
<p>Con questa funzionalità la conversione che abbiamo visto nell’esempio verrà assegnata non all’ultima visita ma, più correttamente, ad un utente con il seguente comportamento di visita:<br />
Google (organico) (assicurazione auto economica) | Google (ppc) (assicurazioni online) | Google (organico) (<em>brand-name</em>)</p>
<p>dove il simbolo | rappresenta un separatore tra le provenienze delle diverse visite.</p>
<p>In questo modo sappiamo che anche la keyword organica “assicurazione auto economica” e la keyword ppc “assicurazioni online” hanno avuto un ruolo nella conversione e possiamo ottimizzare le attività di SEO e Keyword Advertising di conseguenza.</p>
<p>Credo che il passaggio dal modello Last-click a modelli di attribuzione del valore che riconoscono il contributo di tutte le fonti di traffico che hanno portato l’utente alla conversione (come il modello linear o weighted) permetta di sviluppare ulteriormente il <strong>potenziale di ottimizzazione delle campagne</strong> e rappresenti uno step decisivo per una strategia di marketing online di successo.</p>
<p>E voi cosa ne pensate?</p>
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		<title>La rassegna della settimana (13): Google Suggest, AD Planner &amp; Analytics, risorse per wireframe</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 13:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Pezzin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Keyword Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[TSW News]]></category>
		<category><![CDATA[Google AD Planner]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Google Suggest]]></category>
		<category><![CDATA[progettazione sito web]]></category>
		<category><![CDATA[wireframe]]></category>

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		<description><![CDATA[La rassegna stampa di questa settimana presenta un caso di intervento sui suggerimenti forniti da Google nella barra di ricerca, la possibilità di condividere i... <a href="http://blog.tsw.it/tsw-news/la-rassegna-della-settimana-13-google-suggest-ad-planner-analytics-risorse-per-wireframe_0003581.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La rassegna stampa di questa settimana presenta un caso di intervento sui suggerimenti forniti da Google nella barra di ricerca, la possibilità di condividere i dati di Google Analytics in Google Ad Planner, le nuove funzionalità di Google Analytics e una lista di risorse utili per i wireframe:</p>
<p>un caso interessante di <a title="Manipolare Google Suggest" href="http://nicola-briani.blogspot.com/2009/05/manipolare-google-suggest-si-puo.html" target="_blank">manipolazione di Google Suggest<br />
</a><br />
la nuova possibilità per gli editori di contenuti web (publishers) di <a title="Google Analytics integrazione Google AD Planner" href=" http://analytics.blogspot.com/2009/05/surface-your-google-analytics-data-in.html " target="_blank">condividere i dati raccolti dal proprio account Google Analytics in Google Ad Planner</a></p>
<p><a title="Nuove funzionalità Google Analytics" href="http://analytics.blogspot.com/2009/05/share-customizations-and-dive-much.html " target="_blank">le quattro nuove funzionalità di Google Analytics</a> (segmentazioni, tabelle pivot, gestione e condivisione di rapporti personalizzati e segmenti avanzati)</p>
<p><a title="Lista wireframe" href="http://www.gracesmith.co.uk/get-wireframing-the-all-in-one-guide/" target="_blank">una lista di risorse utili per i wireframe</a> per la fase di progettazione web.</p>
<p>Buona lettura!</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Landing pages, alcuni buoni consigli</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 07:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Fontana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Keyword Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[A/B testing]]></category>
		<category><![CDATA[analisi multivariata]]></category>
		<category><![CDATA[annunci PPC]]></category>
		<category><![CDATA[landing page]]></category>

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		<description><![CDATA[“All you hard work comes down to the few precious moments that the internet visitors spend on your website”…così scrive Tim Ash, autore del libro... <a href="http://blog.tsw.it/keyword-advertising/landing-pages-alcuni-buoni-consigli_0003461.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“All you hard work comes down to the few precious moments that the internet visitors spend on your website”…così scrive Tim Ash, autore del libro <a title="Libro Landing page optimization" href="http://www.amazon.com/Landing-Page-Optimization-Definitive-Conversions/dp/0470174625/" target="_blank">Landing page optimization</a>.<br />
È proprio vero: a che serve una campagna iperottimizzata, se puoi l’utente non viene catturato da una landing page che, in pochi secondi, lo accompagna alla conversione?</p>
<p>Ci capita spesso, infatti, di vedere campagne di Keyword Advertising performare molto bene: altissimi volumi di traffico qualificato, ottimo CTR, alto punteggio di qualità, ma senza una buona landing page è difficile ottenere un buon numero di conversioni.</p>
<p>Tenere a mente alcune regole di base per la realizzazione di una landing page non può che portare a dei benefici. Vi elenco quelle che secondo me sono le più importanti, e che sono applicabili a tutti i settori di mercato: finance, retail, istruzione, viaggi e tutti gli altri.</p>
<p>- <strong>Semplicità e chiarezza</strong><br />
È importante togliere tutti gli elementi che sovraccaricano la pagina e distraggono l’occhio e l’attenzione dell’utente dai contenuti più significativi.</p>
<p>- <strong>Focus su pochi elementi, ma importanti</strong><br />
Spesso è sufficiente includere in una pagina un solo prodotto (o tipologia di prodotto). Per esempio, se promuoviamo immobili, si può fare una pagina dedicata a una località specifica o, se promuoviamo corsi di formazione, a un solo corso.</p>
<p><strong>- Stretta correlazione con le keyword di ricerca</strong><br />
Come nel punto precedente, è essenziale creare più pagine a seconda del servizio/prodotto offerto, in modo da portare i navigatori direttamente su una pagina di loro interesse. Se la query dell’utente, ad esempio, è <em>vacanze in Italia</em> sarà vantaggioso avere una pagina con tutte e solo le destinazioni italiane.</p>
<p><strong>- Massima coerenza con i testi d’annuncio</strong><br />
Supponiamo di promuovere un e-commerce, e di avere per ogni gruppo di annunci tre testi, ognuno dei quali evidenzia un vantaggio diverso del prodotto: il prezzo, la qualità, la velocità della spedizione. Osservando le performance di conversione degli annunci, possiamo sapere quale beneficio influenza maggiormente il nostro target nel processo d’acquisto e, quindi capire cosa segnalare in primo piano nella landing page.<br />
<strong><br />
- Nessun elemento di distrazione</strong><br />
In particolare mi riferisco a link, per esempio al sito istituzionale, a immagini o contenuti testuali poco correlati al focus della campagna, a banner pubblicitari e a qualsiasi altro fattore che possa essere una via di fuga dalla pagina per il navigatore.</p>
<p><strong>- Alta visibilità del bottone di conversione</strong><br />
L’elemento che l’utente deve cliccare deve essere ben visibile, ma sempre in armonia con il resto dei contenuti (sia grafici che testuali); possibilmente vicino ai dettagli sul prodotto o sul servizio offerto e identificabile sin da subito, senza lo scroll.</p>
<p><strong>- Estrema considerazione del target</strong><br />
Le immagini inserite nella pagina, ma soprattutto il tipo di linguaggio utilizzato, devono essere adatti alla nostra target audience, per essere percepiti in maniera semplice e veloce. Significa quindi evitare di usare, ad esempio, termini tecnici o un linguaggio troppo articolato.<br />
<strong><br />
- Attenzione al processo di conversione</strong><br />
Tutto quello che avviene dopo il fatidico click sul bottone di conversione ha un importanza fondamentale nel processo decisionale degli utenti. La compilazione di un form, una prenotazione online, o qualsiasi altra azione richiesta ai navigatori devono essere sempre chiari, snelli e trasparenti.</p>
<p>Lavorando sulla creazione o la modifica delle landing pages, spesso i pareri sono molteplici, anche perché molto dipende dai gusti e dalle esperienze personali. In questo caso è opportuno lasciare decidere agli utenti qual è la soluzione migliore. I metodi per farlo sono tanti: dall’analisi di usabilità ai test di Web Analytics, come analisi multivariate e A/B test. Le operazioni di analisi e revisione dovrebbero essere un&#8217;attività continuativa, per captare sempre meglio le esigenze degli utenti online e continuare a migliorare i risultati di conversione.</p>
<p>Recentemente, ad esempio, abbiamo effettuato un A/B test su due pagine differenti per un cliente del settore education. La pagina B, quella “restyled”, a distanza di poche settimane ha riscontrato un tasso di conversione dell’1,64% superiore rispetto alla versione A e l’abbiamo quindi impostata come pagina d’arrivo singola.</p>
<p>Spero di avervi trasmesso, almeno un po’, il desiderio di rivedere le landing pages delle vostre campagne :-)</p>
<p>Buon lavoro!</p>
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