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	<title>TSW Blog &#187; Libri e Recensioni</title>
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	<description>Ogni conversazione è un bene prezioso</description>
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		<title>Estate 2011: Buone ferie a tutti!</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 08:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Bettio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[TSW Life]]></category>
		<category><![CDATA[TSW News]]></category>

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		<description><![CDATA[Save the date: dal 13 al 20 agosto ci concederemo una breve ma intensa pausa estiva. Niente paura … TSW non si ferma mai!
A tutti... <a href="http://blog.tsw.it/tsw-news/consigli-di-letture-estive_0008947.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Save the date: dal 13 al 20 agosto ci concederemo una breve ma intensa pausa estiva. Niente paura … TSW non si ferma mai!</p>
<p>A tutti i nostri cari lettori auguriamo un buon riposo in attesa di risentirci a settembre con tante novità e aggiornamenti dalla rete.</p>
<p>Ecco alcuni spunti di piacevoli letture (non lavorative) da portare con sé in vacanza o da vivere sul divano di casa propria:</p>
<div id="attachment_8948" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/07/Tree_of_Codes__il_libro_ritagliato_di_Jonathan_Safran_Foer.png"><img class="size-medium wp-image-8948" title="Tree_of_Codes__il_libro_ritagliato_di_Jonathan_Safran_Foer" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/07/Tree_of_Codes__il_libro_ritagliato_di_Jonathan_Safran_Foer-300x200.png" alt="Tree of Codes, Jonathan Safran Foer" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Tree of codes, Jonathan Safran Foer</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>ALVISE – per chi viaggia con lo spirito…<br />
<strong>Autobiografia di uno Yagi di Paramahamsa Yogananda</strong><br />
È l’autobiografia di un grande maestro del Kriya Yoga. Nel libro sono narrate le sue realizzazioni spirituali e i suoi incontri, uno più straordinario dell’altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ANDREA Fe. – per ampliare la propria cultura…<br />
<strong>La lobby di Dio di Ferruccio Pinotti</strong></p>
<p>“Non amo le letture<em> leggere</em>, mi interessa la politica; l’ho scelto perché  si tratta di un libro discusso”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ANDREA M. – per i raffinati complicati….</p>
<p><strong>I terribili segreti di Maxwell Sim di Jonathan Coe</strong></p>
<p>Una storia sulla crisi economica o sulla crisi di un uomo che non si è realizzato. O una storia di un viaggio solitario nelle zone sperdute dell&#8217;Inghilterra o di una ricerca del proprio passato.</p>
<p>Tante storie che si intrecciano, come solo Coe sa intrecciarle, per portarle ad un finale inaspettato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CHIARA &#8211;  per chi affronta la vita con metodo&#8230;</p>
<p><strong>L&#8217;ultima lezione di Randy Paush</strong></p>
<p>Le vacanze come momento ideale per guardare la vita da una prospettiva diversa. Un invito a riconsiderare le proprie priorità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ELENA – per una ricerca interiore…</p>
<p><strong>Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo</strong></p>
<p>“Vorrei porre attenzione a quelle piccole e semplici cose del quotidiano che possono costruire la felicità e l&#8217;appagamento dell’essere umano”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ELIA – per chi legge con il cuore…</p>
<p><strong>Cecità di Josè Saramago</strong></p>
<p>“Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo ciechi, ciechi che, pur vedendo, non vedono&#8221;.<br />
Poche semplici parole ed una verità: Saramago ci propone la chiave di una riflessione profondissima sul nostro modo di vivere e di guardare alle cose e alle persone.<br />
Un libro radicale, spietato, ma (o forse proprio perché) incredibilmente umano da leggere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ELISA &#8211; per tutti quelli che ricevono in regalo un libro&#8230;</p>
<p><strong>Il Maestro e Margherita di Bulgakov</strong></p>
<p>&#8220;Un classico da scoprire pagina per pagina, anche per capire come mai me l&#8217;hanno regalato!&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ERIKA – per chi si fa coinvolgere dai thriller svedesi&#8230;</p>
<p><strong>Il predicatore di Läckberg Camilla<br />
</strong><br />
Non c’è pace per Fjällbacka e per Erica e Patrick… la trama è intricata, coinvolgente e non incomprensibile. I protagonisti sono persone semplici che indagano il passato di una comunità piccola ma con tanto da nascondere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>GIOVANNA – per una letteratura di viaggio: un viaggio interiore&#8230;</p>
<p><strong> Wyoming di </strong><strong>Barry Gifford</strong></p>
<p>&#8220;A me le macchine piacciono, mamma, ma i cavalli sono più belli. Se adesso fossi un cavallo, mi sentirei di più un vero nomade. Tu no, mamma?&#8221;&#8230;.un piccolo libro del cuore!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>GIUSEPPE – per chi non vuole dimenticare&#8230;</p>
<p><strong>L&#8217;agenda rossa di Paolo Borsellino di Sandra Rizza, Giuseppe Lo Bianco</strong></p>
<p>L’amore per la propria terra d’origine, la forza di volontà, un libro che ci permette di non dimenticare</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LUCA – per gli instancabili del movimento…</p>
<p><strong>Anima e corpo. La fabbrica dei pugili nel ghetto nero Americano di Loïc Wacquant</strong></p>
<p>La passione per lo sport anche nella lettura: all’insegna un’aria profondamente diversa da quella degli uffici e avvicinarsi alla vita di ring e palestra, anche solo per pochi minuti al giorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LUCIA – per chi è fedele agli amici scrittori&#8230;</p>
<p><strong>Il bracciale di sterline di Matteo Incerti, Valentina Ruozi</strong></p>
<p>Una storia vera di guerra e di passioni, dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri, con i personaggi che si incontrano di nuovo 66 anni dopo grazie a internet.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>MANUEL – per chi si distingue anche in vacanza…</p>
<p><strong>Mi fido di te di Francesco Abate, Massimo Carlotto</strong></p>
<p>Il protagonista è titolare di un ristorante di Cagliari oltre a trafficare in cibo avariato. Ritmo, personaggi ben descritti, trama originale e humor sottile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>MARCO – per chi vuole conoscere la nostra storia in modo divertente&#8230;</p>
<p><strong>Canale Mussolini di Antonio Pennacchi</strong></p>
<p>Epopea familiare, ricostruzione storica, romanzo spassoso, racconta la storia dell&#8217;emigrazione contadina dal Veneto all&#8217;agro pontino ai tempi del fascismo. E sempre &#8220;Maledeti i Zorzi Vila!&#8221; :-)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>MAURO &#8211; per chi ama i romanzi noir&#8230;</p>
<p><strong>Malcom di Massimo Cuomo</strong></p>
<p>Alla larga da Venezia. L’incredibile viaggio di Pietro Querini oltre il circolo polare artico nel ‘400 à Veneziani al Polo Nord!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PAOLA  – per i cuori sensibili…</p>
<p><strong>Formula chimica di Giacomo Cardaci</strong></p>
<p>“Sono sicura che voi, come me, non potrete non appassionarvi al suo scrivere, incredibilmente vivido e fresco. Giacomo esorcizza qui il suo dolore raccontando la sua lotta, drammatica ma a lieto fine, al male del secolo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>GILBERTO – per i <em>dark inside</em>… :-)</p>
<p><strong>Il signore delle mosche di William Golding</strong></p>
<p>Un libro veramente nero, da spiaggia proprio, ;-)!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>SILVIA T. &#8211;  per i concettuali&#8230;</p>
<p><strong>Don Chisciotte de la Mancha di Miguel de Cervantes</strong></p>
<p>Don Chisciotte de la Mancha” di Miguel de Cervantes. Un ottimo spunto di riflessione sulla realtà delle cose, qual è il limite sottile che separa quello che crediamo da quello che è effetivamente la realtà?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>STEFANO &#8211; per chi ama la fantasia e l&#8217;ironia&#8230;</p>
<p><strong>Terra! di Stefano Benni</strong></p>
<p>Come l&#8217;anno scorso, vi consiglio un romanzo nato dalla mente geniale di Stefano Benni &#8230; assolutamente attuale. Fantascienza ed ironia si mescolano in modo perfetto fino ad arrivare ad un finale davvero sorprendente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e&#8230;per chi porta anche il lavoro in vacanza, ANDREA B. suggerisce:</p>
<p><strong>Marketing in the Age of Google di Vanessa Fox</strong></p>
<p>Il guru della SEO ci racconta come sfruttare al meglio i vari strumenti messi a disposizione da Google.</p>
<p>Personalmente &#8211; per i pionieri del mktg &#8211; consiglierei &#8220;la mucca viola di Seth Godin&#8221; per farsi notare in un mondo tutto marrone!</p>
<p>Stay tuned…</p>
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		<title>Il processo di ricerca delle informazioni e le emozioni: l’ISP di Kuhlthau</title>
		<link>http://blog.tsw.it/libri-recensioni/il-processo-di-ricerca-delle-informazioni-e-le-emozioni-l%e2%80%99isp-di-kuhlthau_0002838.html</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 13:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Vit</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Search Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[design sito web]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni utente]]></category>
		<category><![CDATA[information retrival]]></category>
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		<description><![CDATA[Il processo di ricerca delle informazioni è una fase cruciale per gli utenti di internet e una fetta del loro tempo sul web viene spesa... <a href="http://blog.tsw.it/libri-recensioni/il-processo-di-ricerca-delle-informazioni-e-le-emozioni-l%e2%80%99isp-di-kuhlthau_0002838.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il processo di ricerca delle informazioni è una fase cruciale per gli utenti di internet e una fetta del loro tempo sul web viene spesa nel reperimento di informazioni di interesse.<br />
Per questa fase vengono utilizzati motori di ricerca, sistemi di navigazione, comparatori di prodotti e molto altri strumenti di navigazione avanzati.<br />
Un aspetto molto affascinante che riguarda questo processo è relativo agli stati d’animo degli utenti durante la ricerca delle informazioni.<br />
<a title="Profilo di Carol Kuhlthau" href="http://www.scils.rutgers.edu/~kuhlthau/" target="_blank">Carol Kuhlthau</a>, professoressa dell’<a title="Università di Rutgers" href="http://www.rutgers.edu/" target="_blank">Università di Rutgers</a>, ha introdotto un <a title="Modello di Information Search Process" href="http://library.humboldt.edu/ic/general_competency/kuhlthau.html" target="_blank">modello di Information Search Process</a> (<a title="Definizione di ISP" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Information_Search_Process" target="_blank">ISP</a>) che offre spunti di riflessione per chi tutti giorni lavora nel web per tentare di mettere a proprio agio l’utente e migliorare il più possibile la User Experience.</p>
<p>Questo modello descrive l’ISP in 6 stadi principali:</p>
<p><strong>1- Fase iniziale</strong>:<br />
L’utente è conscio di non avere un grado di conoscenza adeguato: è il momento di incertezza e apprensione maggiore. Principalmente questa fase ha lo scopo di riconoscere un bisogno di informazioni e delle fonti attendibili.</p>
<p><strong>2- Selezione dell’argomento:</strong><br />
La fase di selezione è contraddistinta dai primi segnali di ottimismo: l’utente inizia ad identificare un argomento di interesse e si muove iniziando a prevedere quali saranno le prossime informazioni che riceverà.</p>
<p><strong>3- Esplorazione:</strong><br />
Durante l’esplorazione l’utente entra in una valutazione più precisa dei contenuti e delle sorgenti di informazioni. La fase è contraddistinta da incertezza, ripensamenti, valutazioni comparate, confusione e ritorni sui propri passi con interazioni spesso imprevedibili.<br />
<strong><br />
4- Formulazione:</strong><br />
Conclusa la fase di esplorazione, il bisogno dell’utente si fa più chiaro e avviene la formulazione di un bisogno preciso. La confidenza sulla materia aumenta e così anche la sua disinvoltura durante le azioni.<br />
<strong><br />
5- Raccolta delle informazioni:</strong><br />
La confidenza aumenta e le interazioni con il sistema informativo si fanno più efficaci ed efficienti. Ora che il bisogno di informazioni è chiaro, viene identifica una chiara direzione nella selezione delle informazioni esaminate.<br />
<strong><br />
6- Conclusione della ricerca:</strong><br />
L’obiettivo di questa fase è quello di soddisfare il proprio bisogno di informazioni e concludere il task dopo che l’apprendimento e la presa di confidenza con la materia ed i mezzi si sono conclusi.</p>
<p>Ecco un breve esempio che chiarisce maggiormente l’ISP di Kuhlthau:</p>
<p><strong>Fase iniziale: </strong>si identifica la necessità di trovare un lavoro su internet;<br />
<strong>Fase di selezione:</strong> si riconoscono le prime fonti e si prende confidenza con i criteri di ricerca dei vari portali dedicati all&#8217;offerta di lavoro;<br />
<strong>Fase di esplorazione</strong>: identificate le fonti e compresi i mezzi di interazione, si inizia l’esecuzione di ricerche nei portali navigando i listati delle offerte e facendo delle prime valutazioni comparative.<br />
<strong>Fase di formulazione:</strong> vengono identificate le mansioni e le posizioni aperte di maggiore interesse chiarendo di fatto il bisogno iniziale.<br />
<strong>Fase di collezione: </strong>vengono identificati i dettagli delle varie ricerche di lavoro ed il bisogno iniziale prende una direzione precisa.<br />
<strong>Fase di presentazione:</strong> avviene l’invio del curriculum, il bisogno iniziale è soddisfatto.</p>
<p style="text-align: left;">Il modello descritto, quindi, tiene al centro del processo di ricerca di informazioni <strong>la confidenza dell’utente ed i suoi stati d’animo</strong>. È interessante il fatto che l’utente dopo i primi segnali positivi della fase di selezione, trovando interesse nella materia e individuando un bisogno generico di informazioni, ha una fase di incertezza quando poi ricerca e compara diversi contenuti analizzandoli nel dettaglio.<br />
Inoltre la teoria di Kuhlthau sfata in qualche modo la diffusa convinzione che vede l’incremento della confidenza dell’utente all’aumentare delle informazioni che reperisce.</p>
<p>
<img class="aligncenter size-full wp-image-2846" style="border: 1px solid #ddd;" title="Confidenza dell'utente nel processo di ricerca di informazione" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2009/01/grafico1.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p style="font-size:9px;text-align:center;">Confidenza dell&#8217;utente nel processo di ricerca di informazioni, immagine tratta dal libro <a title="Designing Web Navigation" href="http://oreilly.com/catalog/9780596528102/" target="_blank">Designing Web Navigation.</a></p>
<p>È chiaro che questo modello di ISP è una semplificazione di un processo complesso e non è applicabile a tutti i casi di bisogno di informazioni, credo però che possa essere di sicuro interesse nel caso di decisioni importanti e ponderate come la ricerca di un lavoro, la decisione di un acquisto on line, ecc.<br />
Inoltre è necessario definire il target di utenza  preciso per creare un ISP adeguato al caso specifico: in generale è un modello che ben si adatta ad un utenza di medio-bassa confidenza con il mezzo web (così com’è la maggior parte degli utenti italiani).</p>
<p>Questo modello, quindi, mette al centro alcune questioni fondamentali importantissime per chi progetta e sviluppa siti web:<br />
•    la centralità della <strong>visibilità nei motori di ricerca</strong>, mezzo attraverso il quale gli utenti ricercano sempre più spesso informazioni che soddisfino i loro bisogni;<br />
•    il design di <strong>sistemi di navigazione</strong> che permettano di minimizzare al massimo l’incertezza e lo smarrimento che contraddistingue la fase di esplorazione;<br />
•    la <strong>presentazione dei contenuti</strong> in modo chiaro e diretto, senza costringere all’utente a compiere troppi passi inutili e che non infondono sicurezza.</p>
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		<title>Dedicato a chi non ama scrivere</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 14:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Vellandi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Search Engine Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[blog TSW]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere per i motori]]></category>
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		<description><![CDATA[Il giorno della prova di italiano alla maturità ho pensato: “Finalmente, questo è l‘ultimo tema della mia vita!”. Non scrivevo male e prendevo sempre bei... <a href="http://blog.tsw.it/search-engine-copywriting/dedicato-a-chi-non-ama-scrivere_000524.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno della prova di italiano alla maturità ho pensato: “Finalmente, questo è l‘ultimo tema della mia vita!”. Non scrivevo male e prendevo sempre bei voti, ma scrivere mi costava fatica, ed ero felice di non doverlo fare più!</p>
<p align="left"><img src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2008/06/art_25653_1_mestiere-di-scrivere.jpg" alt="Mestiere di scrivere di Luisa Carrada" align="left" />In realtà ho scritto molto anche dopo, per motivi di studio, di lavoro e personali, e ho capito che imparare a comunicare per iscritto in modo efficace è importante in ogni professione e anche nella vita. Studio e pratica possono aiutarci a vivere la scrittura in modo meno faticoso e magari anche a farci appassionare!</p>
<p>“<strong>Il mestiere di scrivere</strong>. Le parole al lavoro, tra carta e web” di <a title="Il sito di Luisa Carrada: Il mestiere di scrivere" href="http://www.mestierediscrivere.com/" target="_blank">Luisa Carrada</a> è un libro che piacerà a chi ama scrivere, ma io vorrei segnalarlo in particolare a chi ha un rapporto difficile con la scrittura. Lo consiglio perché da ogni pagina emerge la passione dell’autrice per il proprio lavoro, e la passione a volte può essere contagiosa! :)<br />
Il libro è ricco di indicazioni utili per la scrittura di contenuti di vario tipo: siti web, blog, e-mail, presentazioni, case studies, e molto altro. Esempi e aneddoti rendono la lettura piacevole, e le risorse segnalate alla fine di ogni capitolo consentono di approfondire ognuno dei temi presentati. Queste risorse sono visualizzabili anche on line, partendo dall&#8217;<a title="Indice del libro " href="http://www.mestierediscrivere.com/testi/libro_indice.htm" target="_blank">indice</a> dei contenuti.</p>
<p>Fa piacere trovare anche alcune dritte sulla scrittura in ottica Search Engine Friendly, cioè gradita anche ai motori di ricerca. Chi legge i contenuti di un sito web è una persona, ma i motori sono importanti perché, come dice la nostra Miriam nella citazione riportata nel libro “…<em>i motori non sono che dei post-filtri, perché essere visibili lì serve a stabilire le vere relazioni, quelle con i lettori umani</em>”.</p>
<p>Infine… nella sezione dedicata ai blog ci siamo anche noi! :)<br />
Scriviamo meno di quanto vorremmo, ma leggere che “<em>Ogni post regala qualcosa di utile</em>” è un onore e una bella soddisfazione!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Everything is miscellaneous&#8221;, la conoscenza nell&#8217;era del digitale</title>
		<link>http://blog.tsw.it/libri-recensioni/everything-is-miscellaneous-la-conoscenza-nellera-del-digitale_000485.html</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 15:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara De Nardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[“I geni vivono nel caos, i fessi nell’ordine”. Così c’era scritto sulla copertina del mio diario di IV superiore.
E leggendo il saggio di David Weinberger... <a href="http://blog.tsw.it/libri-recensioni/everything-is-miscellaneous-la-conoscenza-nellera-del-digitale_000485.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>I geni vivono nel caos, i fessi nell’ordine</em>”. Così c’era scritto sulla copertina del mio diario di IV superiore.<br />
E leggendo il saggio di <strong>David Weinberger</strong> “<em>Everything is miscellaneous</em>” (<a href="http://www.everythingismiscellaneous.com">www.everythingismiscellaneous.com</a>) sono tornati a galla i ricordi e le emozioni di quegli anni, in cui rigettavo ogni forma di ordine, profondamente persuasa che ogni cosa al mondo non rientrasse in uno schema o in un progetto precostituito, ma che appartenesse semplicemente a sé stessa, ad un disegno cosmico e non comprensibile per alcuno. “<em>Everything is miscellaneous</em>“ è un trattato sulla conoscenza, un viaggio esplorativo all’interno della nuova era del disordine digitale.</p>
<p>Il saggio di Weinberger parte dalle origini del mondo, dal <strong>caos cosmico</strong>, all’interno del quale nessuna cosa aveva un posto, una collocazione fissa; è stato l’uomo che successivamente ha portato l’ordine, lottando strenuamente per vincere la mescolanza e l’imponderabilità del “tutto” in cui viveva. Facendo un bilancio evolutivo, dal momento in cui l’uomo è arrivato sulla Terra, il maggiore investimento del suo tempo e di tutte le sue azioni è stato volto a sistemare e dare coerenza a tutto ciò che lo circondava, mosso dalla convinzione che la “confusione” naturale fosse una forma di non-efficienza e di inadeguatezza.<br />
Siamo stati cresciuti fin da bambini con il convincimento che <strong>l’ordine</strong>, nella sua essenza e in ogni forma in cui successivamente si declina, <strong>sia un valore importante e imprescindibile per l’umanità</strong>. Mantenere un certo ordine equivale nella nostra percezione umana a <strong>mantenere il controllo</strong>. Ciò che sfugge alla nostra gerarchizzazione e alle regole che ci siamo auto-imposti è fuori del nostro potere, quindi acquisisce un valore immediatamente negativo. <span id="more-485"></span></p>
<p>Fino ad oggi <strong>classificare </strong>è stato il nostro modo di affermare la conoscenza, e di conseguenza il controllo, di ciò che ci circonda. Un capitolo molto interessante del libro è dedicato alla “geografia della conoscenza”, ovvero alle classificazioni e alle sistematizzazioni che l’uomo è riuscito a portare del tutto arbitrariamente all’interno di tutte le sfere della conoscenza, dalla classificazione decimale di Dewey per arrivare a quella scientifica di Linneo, apogeo del tentativo umano di ricondurre tutte le entità viventi presenti sulla Terra a delle categorie superiori.</p>
<p>Recentemente ci siamo trovati a dover affrontare una serie di cambiamenti radicali, che hanno scosso profondamente il nostro equilibrio, tanto duramente conquistato; <strong>l’era digitale ha sovvertito il nostro ordine</strong>, le nostre regole e in generale l’assetto perfettamente disciplinato (secondo noi) che eravamo riusciti a dare al mondo.</p>
<p>Il cambiamento ha scardinato ufficiosamente qualsiasi tipo di classificazione, proclamando la scienza come qualcosa che non può essere sottoposto ad un ordine superiore imposto; <strong>la conoscenza non è statica</strong>, è un continuo divenire e come sua caratteristica intrinseca ha quella di arricchirsi quotidianamente dei valori culturali che assorbe dal contesto in cui “cresce”. Il mondo è talmente differente in riferimento ad ogni singolo tentativo di classificazione, che lo sforzo legato alla volontà di etichettare e portare ordine nelle varie sfere della conoscenza non può che funzionare limitatamente al singolo momento storico e culturale di cui si sta facendo esperienza.</p>
<p>L’unico modo di uscire dallo “stallo cognitivo” in cui può sembrare di essere caduti, è quello di accettare che l’ordine, le categorie, le gerarchie e, più in generale, la conoscenza non sono valori assoluti, ma che rientrano indiscutibilmente a far parte dell’evoluzione che stiamo vivendo in tutti gli ambiti della nostra esperienza umana, nel momento storico che è stato denominato “era digitale”.</p>
<p><a href="http://www.amazon.com">Amazon</a> è il primo esempio che Weinberger porta, per spiegare cosa intende per “nuova tipologia di classificazione”: nella sua visione di categorizzazione delle cose, Amazon non si interessa della precisione o dell’ordine nel suo sistema, bensì lo scopo che si prefigge di raggiungere è quello di dare quante più informazioni possibili circa quello che un utente può ricercare. Nel nuovo modo di intendere l’ordine, <strong>la conoscenza non ha una forma predefinita, perché ci sono molti modi di vedere ogni cosa, legati all’esperienza del singolo individuo</strong>.</p>
<p>Nell’era digitale i computer ci consentono di aver accesso a quantità infinite di informazioni; se nel nostro modo abituale di intendere la conoscenza, ogni informazione aveva la sua collocazione con la propria etichetta, <a href="http://del.icio.us/">Delicious</a> ci fornisce ora un lampante esempio di come un’etichetta possa condurre verso diversi tipi di informazione, tra loro collegati.</p>
<p>Il disordine digitale trova il suo significato più profondo e il suo perché nel momento in cui ciascuno di noi, con la propria esperienza e il proprio bagaglio culturale, va a popolare ciò che viene definito nel saggio “<em>Social Knowing</em>”, ovvero <strong>conoscenza condivisa</strong>. <strong>Wikipedia </strong>è l’emblema del nuovo modo di “creare conoscenza”; se in passato la conoscenza passava attraverso la cosiddetta “opinione autorevole” di giornalisti, autori, esperti di alcuni settori del sapere umano, per essere poi trasmessa a tutti, oggi nessuno ha bisogno di alcun permesso per condividere il “piccolo campo del suo sapere” con il resto dell’umanità.<br />
<strong>Autorevolezza e credibilità</strong> non sono più qualità legate all’individuo, che gli sono state precedentemente riconosciute da altri, ma sono ora caratteristiche intrinseche del contenuto che un singolo mette a disposizione di tutti.</p>
<p><strong>La conoscenza non è più passiva, è collaborativa</strong>; la conoscenza è qualcosa che proviene dal contributo degli individui, da quel guizzo che scatta nella mente di qualcuno, frutto dell’esperienza di un particolare momento.<br />
Il nuovo disordine digitale nasce dall’abbandono delle vecchie gerarchie da parte della nostra generazione, che abbraccia con convinzione il fatto che <strong>la conoscenza cresce in mezzo a noi</strong> e non al di sopra di noi, che viene alimentata dal fermento interiore che ognuno porta in sé.</p>
<p>Non è il controllo, ma il disordine a generare la vera crescita. Allora il mio diario aveva ragione! <strong>:-)</strong></p>
<p><strong>P.S: </strong>per chi volesse conoscere meglio David Weinberger, segnalo che sarà presente con un intervento nella mattinata del 7 novembre allo <a href="http://www.iabforum.it/Agenda/7_Novembre/default.aspx">IAB forum</a>. Io sarò in prima fila, copia del libro alla mano, a reclamare l’autografo… <strong>:-)</strong></p>
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		<title>“Wikinomics”, ovvero come la collaborazione globale può cambiare il mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 08:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara De Nardi</dc:creator>
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Con questo esilarante trattato di ben 300 pagine (il numero potrebbe... <a href="http://blog.tsw.it/libri-recensioni/wikinomics-ovvero-come-la-collaborazione-globale-puo-cambiare-il-mondo_000477.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<a title="Wikinomics" href="http://www.wikinomics.com">Wikinomics</a>” è il termine che sta per “Wiki-Economics”, cioè “ Economia nel nuovo mondo Wiki”.<br />
Con questo esilarante trattato di ben 300 pagine (il numero potrebbe spaventare, ma, vi assicuro, si arriva alla fine senza nemmeno accorgersene) pubblicato nel 2006, gli autori <strong>Don Tapscott</strong> e <strong>Anthony D.Williams</strong> accompagnano il lettore attraverso un lungo viaggio che si snoda per 10 capitoli, ai quali fa da sfondo il panorama della nuova economia e, più in generale, del “fare business” nel ventunesimo secolo.</p>
<p>Wikinomics è in poche parole uno sguardo verso il futuro, una previsione sulla prossima tappa della storia dell’economia e del lavoro nella nostra società, una vera guida che conduce il lettore sulla via maestra dei profondi cambiamenti che sta vivendo la nostra era. Wikinomics demarca il <strong>confine fra l’economia tradizionale</strong> e i convincimenti a cui è sempre stata tenacemente attaccata, quali la sfrenata competitività, la protezione da parte del singolo delle individuali proprietà intellettuali, il controllo dall’alto sui processi produttivi e innovativi, e il <strong>nuovo mondo del business</strong>, che smonta uno ad uno i pilastri dell’economia classica, indicando i <strong>4 nuovi principi dell’economia Wiki</strong>:</p>
<ol>
<li>Apertura</li>
<li>“Peering”, cioè scambio</li>
<li>Condivisione</li>
<li>Azione globale</li>
</ol>
<p><span id="more-477"></span></p>
<p>Vale secondo me la pena di riprendere brevemente il significato insito in ciascuno di questi principi, per carpire alla fine il sentimento di fondo che traspare da tutta la trattazione.</p>
<ol>
<li>“<strong>Essere aperti</strong>” è un concetto strettamente associato all’idea di trasparenza, libertà, flessibilità e coinvolgimento. “Apertura” è il motto di molte realtà emergenti, fino a poco tempo fa chiuse nei propri meccanismi competitivi. Recentemente brillanti aziende hanno ripensato e rivalutato l’importanza dell’essere aperti verso idee provenienti dall’esterno della propria compagnia. L’apporto di risorse estranee all’azienda comincia finalmente ad essere percepito come una fonte di innovazione e miglioramento.</li>
<li>Il concetto di “<strong>peering</strong>” (che in italiano si traduce con “scambio”) si oppone drasticamente a tutti i modelli gerarchici da sempre presenti presso le grandi istituzioni della nostra società. Anche se lo sradicamento dei modelli piramidali largamente diffusi non potrà essere immediato, sta emergendo sempre più prepotentemente una forma di organizzazione orizzontale fondata sullo scambio di idee e strumenti fra i singoli.</li>
<li>La <strong>condivisione </strong>predicata nell’era Wiki si scontra con il credo generale, per cui ogni azienda, come ogni singolo, dovrebbe tentare quanto più possibile di proteggere e mantenere un certo controllo sulle proprie idee, sulle risorse interne e difendere i diritti d’autore. Il fatto di condividere il proprio know-how e la propria competenza in determinati ambiti, ad oggi è il meccanismo alla base dell’innovazione e del miglioramento.</li>
<li>L’<strong>azione globale</strong>, ovvero non circoscritta alle azioni dei singoli, risponde finalmente alla sempre più contingente esigenza del modello societario in vigore presso la maggior parte delle grandi compagnie. Non si possono infatti immaginare colossi multinazionali che rispondano separatamente alle esigenze del mercato, affidando strategiche operazioni di marketing alle proprie filiali locali. Le compagnie di successo, che si contendono il mercato con competitor internazionali, devono cominciare non solo a pensare in ottica globale, ma ad agire in modo globale, considerando il mondo come un unico paese.</li>
</ol>
<p>I quattro principi appena descritti delineano il nuovo panorama competitivo delle aziende nel ventunesimo secolo, in un’era in cui la collaborazione di tutti può ridare forma ad un modello economico gerarchico ormai tramontato: ne sono esempi di successo <a href="http://www.wikipedia.org" target="blank">Wikipedia</a> e il <a href="http://www.ornl.gov/techresources/Human_Genome/home.shtml" target="blank">Progetto Genoma Umano</a>, modelli di collaborazione e partecipazione, che vanno ben oltre il social networking.</p>
<p>Il nuovo sentimento di condivisione che gli autori mirano a trasmettere attraverso questo libro si è rapidamente diffuso in molti contesti economici e lavorativi, a conferma ulteriore che la vera rete si spinge oramai molto al di là del web; è una rete fatta di scambio e di crescita, di condivisione e innovazione, una rete di relazioni costruita fondamentalmente da persone animate dal convincimento che il “<em>do ut des</em>” (dare per ottenere qualcosa in cambio) non può essere il principio dal quale si genera un progresso reale.</p>
<p>Il vero “<strong>Wiki-individuo</strong>” è colui che trova la propria “ricompensa” nel poter contribuire al miglioramento della società in cui vive.</p>
<p>………….Siamo ufficialmente e consapevolmente entrati nell’<strong>era della generosità globale</strong>!!!!</p>
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