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	<title>TSW Blog &#187; Search Engine Copywriting</title>
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	<description>Ogni conversazione è un bene prezioso</description>
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		<title>Come fare self editing: 5 suggerimenti</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 14:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Liziero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Engine Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[editing]]></category>
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		<description><![CDATA[E-mail, report, post, documenti. Al lavoro tutti noi scriviamo con la tastiera di PC, palmari e cellulari testi più o meno lunghi e importanti, e... <a href="http://blog.tsw.it/search-engine-copywriting/come-fare-self-editing-5-suggerimenti_0003571.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E-mail, report, post, documenti. Al lavoro tutti noi scriviamo con la tastiera di PC, palmari e cellulari testi più o meno lunghi e importanti, e il refuso è sempre in agguato, portando con sé un senso di trascuratezza. Se le sviste di un testo sono molte, l’effetto negativo per chi legge può essere deleterio, rovinando l’immagine non solo di chi scrive, ma anche dell’azienda che rappresenta.</p>
<p>L’ideale sarebbe far rileggere il testo appena scritto ad un’altra persona, soprattutto se è particolarmente precisa, conosce bene la grammatica e ha un bel modo di scrivere. Ma spesso non si ha il tempo o la disponibilità di una revisione da parte di altri, per questo occorre <strong>sviluppare la capacità di fare self editing</strong>.</p>
<p>Qui di seguito espongo alcuni suggerimenti che possono aiutare a rileggere con la massima attenzione ciò che si scrive, andando a caccia del refuso.</p>
<p><strong>1) Prendersi una pausa.</strong> Dopo troppe riletture, il testo che abbiamo scritto diventa così familiare che non vediamo più sviste ed eventuali errori. Può sovente accadere che non rileggiamo ciascuna parola lettera per lettera, ma “sorvoliamo” il testo, conoscendo già il senso di quel che vogliamo comunicare. Potremmo non accorgerci, ad esempio, che abbiamo sbagliato a digitare anche una sola lettera creando un’altra parola scritta ugualmente in modo corretto ma dal significato diverso, per cui anche un correttore automatico non ci segnala l’errore.<br />
Per questo è bene fare un break, approfittarne per bere un caffè o per fare altro, per poi tornare a rileggere con occhi “nuovi”. L’ideale sarebbe far passare almeno qualche ora.</p>
<p><strong>2) Tagliare le frasi troppo lunghe.</strong> Incisi, parentetiche, subordinate e sub-subordinate possono essere facilmente comprensibili in un discorso orale, dove a supporto ci sono il tono della voce, le pause e la gestualità. Nel linguaggio scritto una frase troppo lunga rischia di far perdere il filo del discorso, e la pazienza, anche al più volenteroso dei vostri lettori. Quindi è bene spezzare le frasi troppo lunghe o con strutture troppo complesse.</p>
<p><strong>3)</strong> <strong>“Trasformarsi” in professori. </strong>Questa tecnica consiste nel fare particolarmente attenzione ai “tranelli” della lingua, dove si nascondono più comunemente gli errori: controllare bene termini tecnici, maiuscole, accenti, apostrofi, verbi irregolari, ecc. Quando si ha un dubbio grammaticale è vivamente sconsigliato fare uso di Google per capire attraverso il numero dei risultati qual è il termine corretto: potreste perfino scoprire che ci sono più pagine contenti l’errore che non la parola giusta. Meglio fare affidamento a fonti autorevoli come i siti dell’<a title="Accademia della Crusca" href="http://www.accademiadellacrusca.it/clic.shtml" target="_blank">Accademia della Crusca</a> e di <a title="Garzanti Linguistica" href="http://www.garzantilinguistica.it/" target="_blank">Garzanti Linguistica</a> o il dizionario online di <a title="Dizionario De Mauro Paravia vecchia versione" href="http://old.demauroparavia.it/" target="_blank">De Mauro Paravia</a>. Oppure, alla vecchia maniera, ricorrere all’aiuto di un manuale di grammatica italiana.</p>
<p><strong>4) Rileggere ad alta voce.</strong> Se lavorate in un open space, va bene anche leggere “sussurrando”, onde evitare di disturbare i colleghi.<br />
Aiuta a farvi capire se le frasi sono ben costruite, soprattutto a livello di interpunzione: se ad un certo punto della lettura vi manca il fiato, significa che avete dimenticato di inserire qualche virgola o che il soggetto è troppo distanziato dal verbo.</p>
<p><strong>5) Fare attenzione ai correttori automatici. </strong>Sono stati inventati per aiutare, e sono un valido alleato quando si scrive velocemente con la tastiera e magari si invertono due lettere o si dimentica una doppia. Purtroppo però questi strumenti sono un’arma a doppio taglio, diventano dannosi quando “correggono” certi cognomi trasformandoli in parole di senso compiuto, ahimè storpiandoli. Altro problema sorge quando un correttore automatico (come quello di Microsoft Word) sottolinea sistematicamente tutte le parole straniere e quelle non contenute nel proprio vocabolario. Facendo l’abitudine a questo, si tende a saltare la rilettura dei termini sottolineati dal correttore, dando per scontato di averli scritti giusti. Invece proprio lì potrebbe annidarsi la svista.</p>
<p>Voi utilizzate altre tecniche? Scrivetemi i vostri suggerimenti, sono sempre utili ;-)</p>
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		<title>10 passi per scrivere e farsi trovare nei motori di ricerca</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 15:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Liziero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Engine Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[analisi parole chiave]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere per i motori]]></category>
		<category><![CDATA[web copywriting]]></category>

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		<description><![CDATA[Il SEO copywriter è come un acrobata. Esplora sempre nuove soluzioni in un continuo gioco di equilibrismo tra le diverse esigenze dei due pubblici a... <a href="http://blog.tsw.it/search-engine-copywriting/10-passi-per-scrivere-e-farsi-trovare-nei-motori-di-ricerca_0002499.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Il SEO copywriter è come un acrobata. Esplora sempre nuove soluzioni in un continuo gioco di equilibrismo tra le diverse esigenze dei due pubblici a cui si rivolge: <strong>i motori di ricerca</strong>, che valutano i contenuti attraverso complessi algoritmi, e <strong>le persone</strong>, che giudicano i testi con particolari esigenze di stile, gusti e criteri personali, “umani”.<img class="aligncenter size-medium wp-image-2509" title="Acrobata da http://www.flickr.com/photos/amf/2070429497/" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2008/11/acrobata1-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></p>
<p>Ultimamente le evoluzioni degli algoritmi che valutano la qualità di una pagina sono sempre più vicine alle esigenze degli utenti. Quindi i gusti dei due pubblici del SEO “acrobata” sembrano avvicinarsi: scrivere un testo in maniera curata, che sia unico, utile, in cui siano chiari gli obiettivi e che incontrino le esigenze delle persone a cui si rivolge, è già un buon inizio.</p>
<p>Ma non è così semplice. Sorge spontaneo il quesito: come si fa a <strong>scrivere una pagina web</strong> che poi risulti <strong>visibile nei motori</strong> di ricerca con le parole chiave selezionate, <strong>senza fare passi falsi</strong>?</p>
<p>Qui di seguito vi presento “10 passi”, che non hanno la pretesa di essere esaustivi, proprio perché la materia è vastissima e piena di peculiarità e di specifiche tecniche. Si tratta di una miniguida schematica alle operazioni base da fare per scrivere una pagina che piaccia a utenti e motori.</p>
<p><strong>1.</strong> <strong>Ricerca della keyword più adatta</strong></p>
<p>- Controllare nelle statistiche delle visite al sito con quali termini viene cercato l’argomento principale della pagina.<br />
- Controllare quali sono i termini che nelle campagne Google AdWords generano risultati migliori.<br />
- Attraverso <a title="Suggeritore di parole chiave di Google" href="https://adwords.google.com/select/KeywordToolExternal" target="_blank">il tool di AdWords</a> vanno digitate almeno 3 o 4 diverse parole chiave plausibili, inserendo quelle specifiche trovate nelle statistiche, ma anche aggiungendo sinonimi e altri modi in cui è possibile definire il <strong>contenuto più importante</strong> della pagina (per es. il prodotto di punta).<br />
- Va scelto un termine adatto e con un buon volume di traffico potenziale.<br />
- Attraverso il tool è possibile scoprire anche un termine a cui non si aveva pensato ma che risulta il più utilizzato: in questo caso, digitarlo su Google e verificare che i risultati siano coerenti con ciò che si vuole definire.<br />
- Va bene una parola generica se si trova in una pagina di categoria, mentre deve essere sempre più specifica nelle pagine interne, ad esempio che trattano di una particolare tipologia di prodotti.<br />
- Una volta scelta la keyword che ben definisce il contenuto di quella pagina, scegliere anche tra il singolare o plurale, monitorando quale delle versioni riscontra un volume di ricerca maggiore.</p>
<p><strong>2. </strong> <strong>Analisi livello di competizione della keyword</strong></p>
<p>- Una volta selezionata la parola chiave, digitarla sui motori di ricerca per vedere qual è il suo livello di competitività (numero di risultati presenti nei motori, presenza di competitor nei risultati naturali, presenza di annunci di AdWords.)<br />
- Leggere i tag title e i tag description dei <strong>competitor </strong>per capire qual è il linguaggio usato, per prendere spunti ma ovviamente senza copiare. :-)</p>
<p><strong>3. </strong> <strong>Scrivere il tag title</strong></p>
<p>- La parola chiave selezionata andrà inserita nel tag title in posizione di <strong>preminenza</strong>, e cioè la prima a sinistra.<br />
- Da sinistra a destra, man mano l’importanza delle keyword diminuisce agli occhi dei motori.<br />
- Il tag title non deve superare i 70 &#8211; 80 caratteri.<br />
- Deve essere utile ed accattivante per l’utente.</p>
<p><strong>4.</strong> <strong>Scrivere il meta tag description</strong></p>
<p>- Dopo aver scritto il tag title, scrivere il meta tag description in cui si devono ripetere le keyword del title, rendendo la frase di senso compiuto.<br />
- Aggiungere, nella pagine in cui è opportuna, una call to action, tipo: &#8220;scopri ora le offerte&#8221;, &#8220;acquista ora online&#8221; e così via<br />
- Il meta tag description deve essere massimo di 155 &#8211; 170 caratteri.<br />
- Questo tag deve essere scritto pensando agli utenti a cui si rivolge, <strong>con lo scopo di attirare il click</strong>.</p>
<p><strong>5. </strong> <strong>Scrivere il titolo della pagina</strong></p>
<p>- La keyword della pagina deve comparire nel titolo principale, che deve avere il tag h1.<br />
- Il tag h1 deve essere solo uno per pagina, ed in evidenza rispetto agli altri.<br />
- Se il testo è suddiviso in sottoparagrafi, i relativi titoli dovranno essere taggati con h2 e, a scendere di importanza, con h3.<br />
- Per creare una buona struttura e gerarchia di titoli, immaginate di dover creare un indice per quella pagina.</p>
<p><strong>6. </strong> <strong>Scrittura o ottimizzazione del testo della pagina</strong></p>
<p>- Nel testo della pagina scrivere un concetto per paragrafo.<br />
- Scrivere frasi brevi, molto chiare, cercando di avvicinarsi al classico costrutto: soggetto-verbo-oggetto.<br />
- La parola chiave va ripetuta all’interno del testo, <strong>evitando però un’eccessiva ricorrenza</strong>.<br />
- Usare sinonimi, singolare e plurale della parola chiave per dare varietà e naturalezza anche ai testi.</p>
<p><strong>7. </strong> <strong>Curare il testo dei link</strong><br />
- Creare link dove vi sono concetti o prodotti che sono approfonditi in un’altra sezione del sito; questo serve per dare più informazioni agli utenti, migliorando l’usabilità del sito.<br />
- Scegliere con cura il testo dei link, linkando le parole chiave che effettivamente indicano la pagina verso cui porta il link.</p>
<p><strong>8. </strong> <strong>Ottimizzare le immagini presenti</strong></p>
<p>- Ogni immagine va salvata con un nome esplicativo.<br />
- Inserire un tag alt descrittivo dell’immagine e possibilmente con la parola chiave desiderata.<br />
- Se possibile, inserire sotto o sopra l’immagine una piccola didascalia con un testo dove non solo ricorre la parola chiave, ma anche una breve spiegazione (aggiungendo qualche informazione sulle caratteristiche dell’oggetto).</p>
<p><strong>9. </strong><strong>Rilettura e verifica<br />
</strong></p>
<p>- Rileggere il testo controllando che non ci siano errori e che la ricorrenza delle parole chiave rispetto a tutto il contenuto non sia eccessiva, cioè troppo evidente, non naturale.<br />
- Se leggendo ci si accorge che le parole chiave sono state ripetute artificiosamente, è bene alleggerire il testo scrivendo un sinonimo o, se il testo regge comunque, togliendo la ripetizione.</p>
<p><strong>10.</strong> <strong>Controllo e miglioramenti successivi</strong></p>
<p>- Nei mesi successivi controllare sulle statistiche del sito e anche sul tool di AdWords se la parola chiave scelta continua ad essere cercata.<br />
- I trend possono cambiare, se emerge un termine simile ma più cercato, o che performa meglio nelle statistiche del Keyword Advertising, la parola chiave va cambiata, a cascata i metatag e i testi, riprendendo tutti gli step precedenti.</p>
<p>Questi primi 10 passi sono correlati tra loro, e portano ad un lavoro continuo di verifica e di modifiche migliorative. Voi che ne pensate? I vostri “passi” sono simili?</p>
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		<title>Dedicato a chi non ama scrivere</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 14:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Vellandi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Search Engine Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[blog TSW]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere per i motori]]></category>
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		<description><![CDATA[Il giorno della prova di italiano alla maturità ho pensato: “Finalmente, questo è l‘ultimo tema della mia vita!”. Non scrivevo male e prendevo sempre bei... <a href="http://blog.tsw.it/search-engine-copywriting/dedicato-a-chi-non-ama-scrivere_000524.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno della prova di italiano alla maturità ho pensato: “Finalmente, questo è l‘ultimo tema della mia vita!”. Non scrivevo male e prendevo sempre bei voti, ma scrivere mi costava fatica, ed ero felice di non doverlo fare più!</p>
<p align="left"><img src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2008/06/art_25653_1_mestiere-di-scrivere.jpg" alt="Mestiere di scrivere di Luisa Carrada" align="left" />In realtà ho scritto molto anche dopo, per motivi di studio, di lavoro e personali, e ho capito che imparare a comunicare per iscritto in modo efficace è importante in ogni professione e anche nella vita. Studio e pratica possono aiutarci a vivere la scrittura in modo meno faticoso e magari anche a farci appassionare!</p>
<p>“<strong>Il mestiere di scrivere</strong>. Le parole al lavoro, tra carta e web” di <a title="Il sito di Luisa Carrada: Il mestiere di scrivere" href="http://www.mestierediscrivere.com/" target="_blank">Luisa Carrada</a> è un libro che piacerà a chi ama scrivere, ma io vorrei segnalarlo in particolare a chi ha un rapporto difficile con la scrittura. Lo consiglio perché da ogni pagina emerge la passione dell’autrice per il proprio lavoro, e la passione a volte può essere contagiosa! :)<br />
Il libro è ricco di indicazioni utili per la scrittura di contenuti di vario tipo: siti web, blog, e-mail, presentazioni, case studies, e molto altro. Esempi e aneddoti rendono la lettura piacevole, e le risorse segnalate alla fine di ogni capitolo consentono di approfondire ognuno dei temi presentati. Queste risorse sono visualizzabili anche on line, partendo dall&#8217;<a title="Indice del libro " href="http://www.mestierediscrivere.com/testi/libro_indice.htm" target="_blank">indice</a> dei contenuti.</p>
<p>Fa piacere trovare anche alcune dritte sulla scrittura in ottica Search Engine Friendly, cioè gradita anche ai motori di ricerca. Chi legge i contenuti di un sito web è una persona, ma i motori sono importanti perché, come dice la nostra Miriam nella citazione riportata nel libro “…<em>i motori non sono che dei post-filtri, perché essere visibili lì serve a stabilire le vere relazioni, quelle con i lettori umani</em>”.</p>
<p>Infine… nella sezione dedicata ai blog ci siamo anche noi! :)<br />
Scriviamo meno di quanto vorremmo, ma leggere che “<em>Ogni post regala qualcosa di utile</em>” è un onore e una bella soddisfazione!</p>
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		<title>Un’introduzione all’Article Marketing</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jul 2007 08:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Galea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Link popularity]]></category>
		<category><![CDATA[Search Engine Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[article marketing]]></category>
		<category><![CDATA[backlinks]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere per i motori]]></category>

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		<description><![CDATA[Come si intuisce forse dal nome, l’Article Marketing consiste nella realizzazione di articoli e contenuti approfonditi sulle tematiche più svariate che vengono poi pubblicati in... <a href="http://blog.tsw.it/search-engine-copywriting/un-introduzione-all-article-marketing_000470.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come si intuisce forse dal nome, l’Article Marketing consiste nella realizzazione di articoli e contenuti approfonditi sulle tematiche più svariate che vengono poi pubblicati in siti e portali dedicati, con un conseguente (ed auspicabile) effetto domino di diffusione In Internet. Uniche caratteristiche davvero richieste: qualità ed utilità dell’articolo. Si tratta di un argomento già molto dibattuto nella rete e anche se l’America rimane ancora un passo avanti, il settore è in movimento e quindi anche il panorama italiano è attivo per spingere e far crescere questo importante strumento di comunicazione.</p>
<p>A differenza di un comunicato stampa tradizionale, un buon articolo dovrebbe contenere non solo la comunicazione di nuove iniziative aziendali, ma anche <strong>informazioni utili</strong>, pratiche e spesso trattate in modo simpatico: ad esempio, “<em>101 modi per ottenere link spontanei</em>”, “<em>Come scegliere un software di video editing</em>” oppure “<em>10 cose da sapere per andare in vacanza col proprio gatto</em>” <strong>:-)</strong></p>
<p>Gli obiettivi di un’attività del genere sono molteplici, più o meno legati al SEO. In primis, la possibilità di aumentare la <strong>link popularity</strong> del proprio sito attraverso l’inserimento di uno o più link nudi (graditi ai motori e quindi senza rel=nofollow) in pagine con PageRank anche discretamente elevato. Se poi questi articoli vengono ripresi e ripubblicati anche in altri siti, è chiaro che il numero di backlinks può aumentare notevolmente nel giro di pochi giorni, in maniera del tutto spontanea. <span id="more-470"></span></p>
<p>Un secondo vantaggio dell’Article Marketing, almeno a livello teorico, consiste nella <strong>velocità di posizionamento</strong> dell’articolo nei motori, spesso per query molto competitive. Realizzare un articolo ad hoc su parole chiave calde ed ottimizzare correttamente il titolo (da cui quasi sempre deriva l’URL) permette di creare un’arma estremamente potente per ottenere buoni posizionamenti nel giro di poco tempo. Attenzione, però: a scanso di equivoci, è bene ricordare che a posizionarsi non sarà il nostro sito, bensì i siti di diffusione di articoli nei quali abbiamo pubblicato il nostro contenuto. Se però l’articolo è ben fatto, e oltre al link al sito contiene un evidente riferimento al nostro brand, ecco che almeno l’effetto awareness è garantito.</p>
<p>Il terzo aspetto positivo rintracciabile nell’Article Marketing è il <strong>buzz</strong>. Se si riesce ad individuare la leva corretta su cui spingere per conquistare il proprio pubblico, ecco che il mezzo utilizzato (sito di syndication, directory, portale…) diventa secondario rispetto al messaggio (il nostro brand), che potrà diffondersi rapidamente nella rete seguendo linee imprevedibili ma sicuramente efficaci.</p>
<p>E da questo terzo aspetto si ritorna, circolarmente, al primo: un buon contenuto, di cui si parla e che è ritenuto valido, viene linkato e diffuso ulteriormente in blog e siti di settore, creando tam tam mediatico (più o meno forte, a seconda dell’importanza e della diffusione dell’argomento) e backlinks, ormai sempre più indispensabili per un buon posizionamento.</p>
<p>Se questa è la teoria, basata sui trend d’oltreoceano, la realtà italiana è però ancora in parte distante da quella americana. I siti in lingua inglese che offrono servizi di Article Marketing sono ormai molto diffusi ed utilizzati: ad esempio, <a href="http://www.isnare.com" target="blank">www.isnare.com</a> oppure <a href="http://www.ezinearticles.com" target="blank">www.ezinearticles.com</a>. Possono vantare una discreta qualità nei contenuti offerti, che sono vagliati e selezionati con cura, per evitare imbarazzanti agglomerati di testi decisamente non utili all’utente.</p>
<p>In Italia, invece, il servizio ha iniziato a diffondersi in modo consistente da meno di un anno (vedi in proposito questo <a href="http://www.marketingroutes.com/2006/11/22/article-marketing-online-su-articolistacom/" target="blank">post</a> su <strong>Marketing Routes</strong>), e si scontra ancora con un diverso approccio, meno orientato all’utente e forse troppo auto-referenziale. Per il momento, la maggior parte degli articoli che vengono diffusi ha ancora il sapore di comunicati stampa riadattati, con il focus sull’attività dell’azienda, e non tanto sulla comunicazione di un qualcosa di utile o di nuovo per l’utente. Se <a href="http://www.articolista.com" target="blank">www.articolista.com</a>, infatti, cerca già di offrire un servizio orientato all’utente, altri portali sono ancora in via di definizione ed in fase di beta, come ad esempio il promettente <a href="http://www.contenutigratis.net" target="blank">www.contenutigratis.net</a>.</p>
<p>Si tratta comunque solo della fase iniziale: il potenziale dell’attività, in chiave SEO ma anche in ottica allargata di Web Marketing, è enorme, per cui sicuramente anche l’utenza italiana ben presto amplierà sia i tool per la diffusione degli articoli, sia l’utilizzo stesso del servizio.</p>
<p>Buoni articoli a tutti, quindi!! <strong>:-)</strong></p>
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		<title>Testo e fruizione dei rich-media nei siti Web 2.0</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2007 16:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Caruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Engine Copywriting]]></category>
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		<description><![CDATA[Più di 5 mesi fa, durante i saluti per le vacanze di Natale, Miriam ci chiese quale sarebbe stata la “parola chiave del 2007”. Io... <a href="http://blog.tsw.it/search-engine-copywriting/testo-e-fruizione-dei-rich-media-nei-siti-web-20_000457.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più di 5 mesi fa, durante i saluti per le vacanze di Natale, Miriam ci chiese quale sarebbe stata la “<a href="http://blog.tsw.it/generale/buon-2007-ecco-le-nostre-parole-chiave/">parola chiave del 2007</a>”. Io risposi: <strong>video</strong>. Una risposta un po’ banale e scontata, considerando che <strong>YouTube</strong> era da poco passato sotto l’egida di Google, o che i creatori di Skype erano già da mesi al lavoro sul <a href="http://www.joost.com/" target="blank">Joost</a>, uno dei più importanti progetti di Web TV.</p>
<p>Ma paradossalmente, nel pieno della rivoluzione del WEB 2.0, dove <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1981112" target="blank">i rich media sembrano dominare il web</a>, il futuro del caro vecchio testo online è <a href="http://www.poynter.org/content/content_view.asp?id=119978" target="blank">più roseo che mai</a>.<br />
I motivi sono semplici e sono caratteristiche intrinseche del testo, che può essere:</p>
<ul>
<li>setacciato</li>
<li>tagliato</li>
<li>riassunto</li>
<li>riproposto</li>
<li>tradotto</li>
<li>formattato</li>
<li>trasformato</li>
<li>linkato</li>
<li>modificato</li>
<li>copiato</li>
</ul>
<p>..oltre che: taggato, categorizzato e ritrovato più facilmente e velocemente di immagini o contenuti audio video.</p>
<p>Anche al recente <a href="http://blog.tsw.it/eventi/primo-giorno-al-search-engine-strategies-di-new-york/">Search Engine Strategies</a> di New York,  nel panel dedicato all’<strong>ottimizzazione dei video online</strong> la parola d’ordine era: <strong>testo</strong>. <span id="more-457"></span>Testo di qualità per il titolo, per la descrizione, per i tag e i commenti degli utenti, che si auspica inseriscano del buon testo.</p>
<p>Vero è che siamo nel 2007, e che la maggior parte degli utenti dispone di connessioni a banda larga e di computer sufficientemente performanti per riprodurre audio/video in maniera soddisfacente. Una situazione che ha spinto molti editori online a veicolare i loro messaggi tramite i rich media, convogliando in un unico formato esperienza visiva e narrativa.</p>
<p>Esperti di usabilità e di scrittura online hanno però riscontrato nei loro test un certo grado di <strong>frustrazione negli utenti</strong>, che <strong>durante la fruizione di un video</strong> faticano a trovare la parte del messaggio che interessa loro di più. Lo stesso si può dire dei podcast che, mancando di un supporto visivo, rischiano di far perdere il filo del discorso, costringendo a noiosi avanti-indietro.</p>
<p>Ma la fruizione “passiva” è una delle caratteristiche principali di questi media che, se paragonati al web, offrono un livello decisamente inferiore di accesso, scelta e interazione con i contenuti. Una situazione che viene riscontrata sia in servizi ancora fase di beta testing come il già citato <strong>Joost</strong>, sia in servizi più collaudati e già aperti al grande pubblico.</p>
<p>A parlare sono i dati di interazione di alcuni principali siti cosiddetti Web 2.0. Infatti secondo <a href="http://www.time.com/time/business/article/0,8599,1614751,00.html" target="blank">una ricerca condotta da Bill Tancer</a> di <strong>Hitwise</strong> (società di marketing intelligence) <strong>la partecipazione attiva</strong>, intesa come upload di contenuti multimediali, <strong>è ancora molto bassa</strong>. Si calcola infatti che:</p>
<ul>
<li>lo 0,16% degli utenti di YouTube inserisce video</li>
<li>lo 0,2% degli utenti di Flickr inserisce foto</li>
<li>il 4,6% degli utenti di Wikipedia contribuisce aggiungendo o modificando contenuti</li>
</ul>
<div><img src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2007/05/hitwise-bill-tancer-web20.gif" alt="Measuring the partecipatory web - 2.0 percentage of partecipation" /></div>
<p>Una critica mossa nei confronti di questi dati è che, soprattutto nel caso dei primi due, non si tenga conto dei commenti, dei voti, dei tag e di tutti gli altri elementi interattivi che esulano dall’upload diretto di contenuti.<br />
Viene da pensare però che voti, commenti e tag non siano altro che elementi testuali atti a valutare, criticare e catalogare con le parole i contenuti audio/video e le immagini, che, se fossero presi singolarmente, avrebbero un valore decisamente diverso.</p>
<p>Credo quindi che <strong>difficilmente vedremo il testo sostituito nel breve periodo</strong>, mentre è invece molto più probabile che si rafforzi questo rapporto con i rich media, a cui serve ancora del tempo per raggiungere il livello di integrazione raggiunto in questi anni dal testo online.</p>
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