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	<title>TSW Blog &#187; Social Media Optimization</title>
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	<description>Ogni conversazione è un bene prezioso</description>
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		<title>L’ascesa di Pinterest, il nuovo social network</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 11:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Gambarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[TSW Strategies]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social content curation]]></category>
		<category><![CDATA[social networks]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 si è appena chiuso sdoganando Twitter come social network in ascesa, grazie anche all&#8217;adozione da parte di alcuni VIP.
Ma non facciamo a tempo a curiosare... <a href="http://blog.tsw.it/generale/l%e2%80%99ascesa-di-pinterest-il-nuovo-social-network_0009689.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 si è appena chiuso sdoganando <strong>Twitter</strong> come social network in ascesa, grazie anche all&#8217;adozione da parte di alcuni VIP.</p>
<p>Ma non facciamo a tempo a curiosare tra i tweet di questi illustri utilizzatori, che nuovi social networks spuntano come funghi! Si tratta di luoghi virtuali che stanno riscontrando trend di crescita straordinari oltreoceano e che iniziano a fare capolino anche da noi.<br />
Forse i navigatori più attenti, avranno già notato in qualche blog molto frequentato un pulsante con una “P” o una scritta “Pin it!” su fondo rosso. Ebbene, avete appena fatto la conoscenza di <a href="http://pinterest.com/"><strong>Pinterest</strong></a>, quello che sembra essere il nuovo fenomeno del 2012.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-9691 alignnone" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/ppp.jpg" alt="Il logo di Pinterest" width="61" height="61" />  <img class="alignnone" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/img.png" alt="" width="87" height="44" /></p>
<p style="text-align: left;">Di cosa si tratta? Pinterest è una <strong>bacheca</strong> virtuale in cui si possono condividere le cose che ci piacciono di più, raccontandole per mezzo di immagini e video. Le foto si possono raggruppare per argomento: cibo, abbigliamento, arredamento, arte, design, .. .</p>
<p>Attualmente per creare un <strong>account</strong> Pinterest è necessario disporre di un <strong>invito </strong>(o richiederlo). Una volta attivato, si scopre che il suo utilizzo è molto semplice: ogni qual volta ci imbattiamo in un sito in cui troviamo una foto o un prodotto che ci piace basta cliccare sul pulsante “Pin it”, assegnare o creare una categoria, inserire una descrizione e il gioco è fatto, l’immagine verrà pubblicata sulla nostra bacheca. Per agevolare la creazione dei <strong>pin</strong> (le foto e i video pubblicati in bacheca) con un semplice click, è disponibile il “Pin it button” da aggiungere alla barra dei preferiti del browser.</p>
<p>Con altrettanta semplicità, è possibile classificare ciò che ci piace direttamente da <strong>mobile</strong>, grazie all&#8217;applicazione disponibile per iPhone.</p>
<p>Uno dei <strong>vantaggi </strong>offerti da Pinterest è che ad ogni foto rimane associato il <strong>link diretto</strong> alla pagina di origine, quindi in qualsiasi momento possiamo “ritornare” al sito. Questo è molto utile anche per altri utenti che sfogliando le nostre immagini, con un semplice click possono raccogliere maggiori informazioni direttamente sul sito.</p>
<p>Ovviamente, trattandosi di un <strong>social network</strong>, oltre a poter seguire altri utenti possiamo commentare le foto, condividerle (“repin”) o semplicemente esprimere il nostro apprezzamento (poteva forse mancare il “like”?). Inoltre, i <strong>pin</strong> possono essere condivisi anche su Facebook e Twitter.</p>
<p><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/screen.png"><img class="alignnone size-full wp-image-9707" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/screen.png" alt="Dashboard personalizzata in Pinterest" width="660" height="572" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vera forza di Pinterest sta forse nel fatto che propone un nuovo modo di cercare sul web: non più per parole chiave, ma attraverso la visualizzazione di immagini raggruppate in categorie e suddivise per argomento da altri utenti.</p>
<p><strong>Pinterest può interessare anche alle aziende?</strong></p>
<p>In maniera sintetica possiamo affermare che l’utilizzo di Pinterest può portare alcuni vantaggi, in particolar modo a quelle aziende che dispongono di un sito <strong>e-commerce</strong>. Pinterest infatti, può rivelarsi un ottimo strumento per <strong>incrementare il traffico</strong> verso il sito web. E&#8217; possibile aspettarsi vantaggi anche in ottica <strong>SEO</strong>, grazie al fatto che nella bacheca viene mantenuto un link diretto con la pagina del sito. A meno che il vostro sito sia in Flash… tecnologia che sembra <em>non piacere</em> a Pinterest!</p>
<p><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/SnipImage.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9706" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/SnipImage.jpg" alt="Dettagio scheda di prodotto in Pinterest" width="660" height="326" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli elementi per avere successo ci sono tutti, ora vediamo cosa accadrà nel corso dell’anno. Pin it!</p>
<p>PS: Altri social da tenere d’occhio nel 2012? <a href="https://path.com/">Path</a>, <a href="https://www.tumblr.com/">Tumblr</a>, <a href="http://snip.it/">Snip.it</a>, <a href="http://www.pearltrees.com/">Pearltrees</a>, <a href="https://gimmebar.com/">Gimme Bar</a>! Buon divertimento.</p>
]]></content:encoded>
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		<tsw:signature><![CDATA[Social media Strategist]]></tsw:signature>	
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		<title>Google ci spia!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edoardo De Zorzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Keyword Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Google AdWords]]></category>
		<category><![CDATA[PPC]]></category>

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		<description><![CDATA[Da alcuni mesi Google ha reso pubblici degli studi effettuati su tutti gli utenti web, tracciati nel rispetto della privacy.  Tutti i nostri movimenti sul... <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/le-preferenze-negli-annunci-google-2_0009397.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da alcuni mesi Google ha reso pubblici degli studi effettuati su tutti gli utenti web, tracciati nel rispetto della privacy.  Tutti i nostri movimenti sul web vengono “osservati” principalmente con <strong>Google Analytics</strong> e, di seguito, tramite l’analisi dei percorsi di navigazione veniamo facilmente categorizzati e associati a dei dati demografici. Ecco ad esempio com&#8217;è classificata la mia utenza:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9400" title="Google ci spia - le preferenze negli annunci Google" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/11/google-ci-spia1.png" alt="Google ci spia - le preferenze negli annunci Google" width="660" height="448" /></p>
<p>Direi che il profilo è abbastanza azzeccato! :-)</p>
<p>Naturalmente lo scopo di queste analisi è renderle utili per le campagne AdWords, al fine di mostrare annunci più interessanti alle diverse categorie di targeting.</p>
<p>In questo modo dovrebbe incrementare il <strong>CTR</strong>, la <strong>qualità del traffico</strong> generato dalle campagne a pagamento e, di conseguenza il <strong>tasso di conversione</strong>.</p>
<p>A livello di pannello, <strong>AdWords</strong> permette di creare delle campagne per categorie di interessi (<strong>interest category targeting</strong>), al fine di raggiungere segmenti di pubblico specifico nella <strong>rete display</strong>. Noi utilizziamo spesso questa strategia,  sia per creare delle campagne ad  hoc che per escludere determinate categorie di utenti del display network Google.</p>
<p>La seconda soluzione ha portato dei risultati molto positivi e consigliamo quindi di  includerla sempre nella lista delle ottimizzazioni da apportare alle campagne. Dal nostro punto di vista di marketer quindi lo &#8220;spionaggio&#8221; di Google non può che risultare positivo, anche se da parte di un navigatore forse potrebbe sembrare invadente&#8230; resta sempre la curiosità di vedere come Google ci ha categorizzati: siete riusciti a resistere o avete già verificato?</p>
<p>Vi riconoscete nel profilo che via ha assegnato? Ecco l’indirizzo per poter visualizzare le vostre informazioni riservate: <a href="https://www.google.com/settings/ads/onweb/">https://www.google.com/settings/ads/onweb/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<tsw:signature><![CDATA[Keyword Advertising Specialist]]></tsw:signature>	
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		<item>
		<title>Google HTTPS e privacy: eliminate le keywords organiche</title>
		<link>http://blog.tsw.it/web-analytics/google-https-privacy_0009316.html</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 11:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Pavan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[keyword transparency]]></category>
		<category><![CDATA[protocollo https]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[English version below:
Com&#8217;è ormai noto a tutti gli addetti del settore &#8211; da una decina di giorni &#8211; Google ha deciso di criptare le ricerche organiche... <a href="http://blog.tsw.it/web-analytics/google-https-privacy_0009316.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a style="color: black;" href="#english_version">English version below</a>:</p>
<p>Com&#8217;è ormai noto a tutti gli addetti del settore &#8211; da una decina di giorni &#8211; Google ha deciso di <strong><a href="http://analytics.blogspot.com/2011/10/making-search-more-secure-accessing.html">criptare le ricerche</a></strong> organiche per gli utenti che si loggano ad uno dei servizi messi a disposizione del colosso di Mountain View.</p>
<p>Ad esempio, se Mario Rossi si logga in Gmail e poi effettua una ricerca per “web analytics” in Google.com (ho visto qualche esperimento anche in Google.it!) la sua richiesta viene passata alla versione del motore con <strong>protocollo https</strong> che, per “<em>motivi di privacy</em>”, elimina la parola chiave dal referrer.</p>
<p>Tutti i software di web analysis sul mercato, <strong>Google Analytics</strong> compreso, non tracceranno più la parola chiave utilizzata per raggiungere il sito. In questo modo un dato molto importante per l’analisi e il miglioramento della user experience andrà perso.</p>
<p>Per Big G si tratta di una modifica per tutelare gli utenti che riguarda una minima parte del traffico. Inoltre, per le keywords, potremmo far affidamento su Webmaster Tool … ma sinceramente non è la stessa cosa!</p>
<p>Alcune domande che mi pongo:</p>
<p><em>L’introduzione e l’eventuale esplosione di Google+ comporterà un sensibile incremento degli utenti che navigano loggati?</em></p>
<p>Non ho un dato esatto ma penso che l’utilizzo di servizi personalizzati, e quindi logged, messi a disposizione da Google farà segnare un trend di crescita nei prossimi anni.</p>
<p><em>La privacy è veramente tutelata visto che comunque i dati di ricerca sono stoccati in Google?</em></p>
<p>Molto probabilmente la risposta è <em>ni</em>, nel senso che comunque Google conoscerà gli interessi degli utenti e potrà comunque effettuare azioni di marketing online per promuovere i propri prodotti (speriamo non inizi la compravendita dei dati!).</p>
<p>Lato<strong> Web Analytics</strong> la <strong>privacy</strong> era comunque tutelata visto che tramite nessuno dei principali software statistici come<strong> Google Analytics, WebTrends ed Omnitu</strong><strong>re</strong> era possibile ricondurre la ricerca “web analytics” al signor Mario Rossi.</p>
<p><em>Perché quindi eliminare un dato così importante in termini di migliorie nella navigazione degli utenti?</em></p>
<p>Ci rimangono le keyword provenienti dal Pay per Click, che non sono affette da questo cambio, ammettendo che rispecchino le reali intenzioni di ricerca degli utenti&#8230;</p>
<p>Grazie al mio collega <a title="Articoli Sebastiano Montino" href="http://blog.tsw.it/author/sebastiano-montino_tsw" target="_blank">Sebastiano</a>, ed in linea con <a title="keywordtransparency.com" href="http://keywordtransparency.com/" target="_blank">Martin McDonald</a>, abbiamo implementato un’<strong><a title="estensione a Chrome di Sebastiano Montino" href="https://chrome.google.com/webstore/detail/blhlfleimlinflompnkgobfdcldpfepj" target="_blank">estensione per Chrome</a></strong> che permette di inserire la parola chiave usata nel referrer anche se si è loggati.</p>
<p>L&#8217;estensione ha due modalità di funzionamento:</p>
<ul>
<li><strong>Input Mode</strong>:  passa la keyword esatta digitata nel campo di ricerca.</li>
<li><strong>QueryString Mode</strong>: che passa la keyword suggerita da Google; ad esempio se si digita &#8220;hell&#8221; Google instant auto completa suggerendo “Hello” che diventa la parola chiave tracciata da Google. Il QueryString mode segue l&#8217;attuale funzionamento di Google.</li>
</ul>
<p>L’estensione nasce come spunto di discussione e per la nostra delusione circa la scelta di Google: ora non ci resta che aspettare e attendere ulteriori sviluppi.</p>
<p>Scarto a priori l’eventualità che le keyword diventino disponibili solo in <strong>Google Premium</strong>: sarebbe un andar contro il motto “don’t be evil”!</p>
<p>Per ora possiamo solo dire: <em><a title="Estensione Chrome di Sebastiano Montino" href="https://chrome.google.com/webstore/detail/blhlfleimlinflompnkgobfdcldpfepj" target="_blank">Unleash the Power of Search Keywords</a></em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a name="english_version"></a>ENGLISH VERSION:</p>
<p>As SEO specialists and web analysts came to know 10 days ago, Google has decided to encrypt the organic searches for users who log in the services of Big G.</p>
<p>Will the introduction and the possible rocketing of Google+ contribute to increase the amount of logged users?</p>
<p>I don’t have precise data at my disposal, but I think that the use of customized logged services provided by Google will mark a growing trend in the next few years.</p>
<p>However, will our privacy really be protected if the research data are stored on Google?</p>
<p>My answer could be “it depends”. Actually, Google knows the interests of its users and could make online marketing campaigns to promote its products (hopefully it doesn’t begin trading data!)</p>
<p>Thanks to my colleague <a title="Articoli Sebastiano Montino" href="http://blog.tsw.it/author/sebastiano-montino_tsw" target="_blank">Sebastiano</a> and in accordance with <a title="keywordtransparency.com" href="http://keywordtransparency.com" target="_blank">Martin McDonald</a>, we implemented an <strong><a title="Estensione a Chrome" href="https://chrome.google.com/webstore/detail/blhlfleimlinflompnkgobfdcldpfepj" target="_blank">extension for Chrome</a></strong> that allows you to insert the keyword used in the referrer even if you are logged.</p>
<p>The extension features two operating modes:</p>
<ul>
<li><strong>Input Mode</strong>: Switch to the exact keywords typed into the search field.</li>
<li><strong>QueryString Mode</strong>: passing the keywords suggested by Google, for example if you type &#8220;hel&#8221; in the Google search field, Google suggests &#8220;hello&#8221;, which will be the keyword that eventually appears in the search field. The QueryString mode follows the current modus operandi of Google.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<tsw:signature><![CDATA[Web Analyst]]></tsw:signature>	
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		<item>
		<title>La Moda va di social o il Social va di moda?</title>
		<link>http://blog.tsw.it/eventi/la-moda-va-di-social-o-il-social-va-di-moda_0008455.html</link>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 13:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Falotico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[fashion blogger]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 4 maggio ho avuto il piacere di partecipare come speaker alla Ca’ Foscari Digital Week: 3 giorni di full immersion nell’era dell’innovazione digitale.
Nello specifico... <a href="http://blog.tsw.it/eventi/la-moda-va-di-social-o-il-social-va-di-moda_0008455.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 4 maggio ho avuto il piacere di partecipare come speaker alla <a href="http://www.digitalweek.it/" target="_blank">Ca’ Foscari Digital Week</a>: 3 giorni di full immersion nell’era dell’innovazione digitale.</p>
<p>Nello specifico ho dato il mio contributo al workshop “<a href="http://www.digitalweek.it/2011/04/11-30-13-00-social-media-le-nuove-regole-del-gioco/" target="_blank">Social Media: le nuove regole del gioco</a>”.</p>
<p><strong>Miriam Bertoli</strong>, referente per le <a href="http://www.girlgeekdinnersnordest.com/" target="_blank">Girl Geek Dinner Nordest</a>,  ha aperto la sessione spiegando le connessioni tra le reti sociali e le origini delle Girls Geek e ha sapientemente coordinato il gruppo composto da:</p>
<ul>
<li><strong>Marco Massarotto</strong>, <a href="http://www.linkedin.com/in/marcomassarotto" target="_blank">founder e president di  Hagakure</a>, con un’illuminante <a href="http://www.slideshare.net/marcomassarotto/community-building-7860148" target="_blank">previsione sul nostro futuro social</a>.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Alberto Chiapponi</strong>, <a href="http://it.linkedin.com/pub/alberto-chiapponi/0/94a/b25?goback=.cps_1247149767187_1" target="_blank">senior manager e Head di H-art</a> che ha condiviso un’interessante analisi su come far dialogare social e e-commerce.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Massimo Bustreo</strong>,  <a href="http://www.linkedin.com/in/massimobustreo" target="_blank">assegnista di ricerca dell’Università IULM</a> e orgoglioso ex-cafoscarino: ha articolato una serie di teorie riguardo i “perché” e i “per come” viviamo la nostra realtà social. La domanda a cui ha cercato di dare una risposta: quanto siamo influenzati dalla rete e quanto, al contrario, siamo noi a influenzarne le dinamiche di comunicazione?</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Domitilla Ferrari</strong>, <a href="http://www.linkedin.com/in/domitillaferrari" target="_blank">social media strategist di Mondadori</a>, che ha chiuso vivacemente il workshop ribadendo il concetto fondamentale per cui è necessario sapere intimamente le dinamiche di comunicazione dei canali che si vogliono sfruttare: non ci si può professare socialmedia strategist  se non si è prima socialmedia player.</li>
</ul>
<p>In questo ambiente di invidiabile cultura digitale si inserisce il mio approfondimento sulla moda e i social, il cui obiettivo è di rispondere ad una domanda amletica: <strong>La Moda va di social o il Social va di moda?</strong></p>
<p>Ho preso in considerazione alcuni social che si sono rilevati o sono tutt’ora di significativo impatto nelle dinamiche di comunicazione social per il <strong>settore moda</strong>. Ho cercato di analizzare i percorsi e le occasioni d’uso dei 2 fra i principali protagonisti del fashion system: le persone che comprano e i brand che vendono.</p>
<p>La mia risposta è semplice: <strong> la Moda è Social</strong>.</p>
<p>Secondo voi?</p>
<p>Di seguito le slide della mia presentazione rivisitate per una migliore fruizione online:</p>
<div id="__ss_7908971" style="width: 595px;"><object id="__sse7908971" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="595" height="497" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=lamodaeilsocialmodalitcompatibilit-110510070836-phpapp01&amp;stripped_title=la-moda-va-di-social-o-il-social-va-di-moda&amp;userName=TSW_SearchMarketing" /><param name="name" value="__sse7908971" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse7908971" type="application/x-shockwave-flash" width="595" height="497" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=lamodaeilsocialmodalitcompatibilit-110510070836-phpapp01&amp;stripped_title=la-moda-va-di-social-o-il-social-va-di-moda&amp;userName=TSW_SearchMarketing" name="__sse7908971" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
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		<tsw:signature><![CDATA[TSW Online Reputation Specialist]]></tsw:signature>	
	</tsw:profile>	</item>
		<item>
		<title>Facebook Questions e Facebook Studio a supporto delle strategie di Social Media Marketing</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/facebook-questions-e-facebook-studio-a-supporto-delle-strategie-di-social-media-marketing-2_0008424.html</link>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 08:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Guerra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[facebook questions]]></category>
		<category><![CDATA[facebook studio]]></category>
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		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente Facebook sta introducendo diverse novità molto utili a chi lavora nel Social Media Marketing, come Facebook Studio e Facebook Questions.
La prima in particolare è... <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/facebook-questions-e-facebook-studio-a-supporto-delle-strategie-di-social-media-marketing-2_0008424.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente <strong>Facebook </strong>sta introducendo diverse novità molto utili a chi lavora nel Social Media Marketing, come <a href="http://www.facebook-studio.com/" target="_blank">Facebook Studio</a> e <a href="http://www.facebook.com/questions/" target="_blank">Facebook Questions</a>.</p>
<p>La prima in particolare è una piattaforma che interessa soprattutto il mondo delle agenzie e del business, mentre la seconda novità riguarda anche tutti gli utenti e i gestori delle pagine.</p>
<p>Vediamo in breve il primo. Nel sito di <strong>Facebook Studio</strong> si legge:</p>
<blockquote><p><em>“Facebook Studio is a place to learn, share your work, and find inspiration. We created Facebook Studio as a way to showcase how agencies and marketers can make an impact by marketing with Facebook. Here you&#8217;ll find great creative ideas from around the world, as well as the resources you need to find answers and create your own campaigns.”</em></p></blockquote>
<p>In pratica, si tratta di una community online per chi lavora (ed è appassionato) di<strong> Social Media Marketing</strong>. Un luogo virtuale in cui raccogliere e condividere casi di studio, dove i propri case history e la creatività, vengono messi a disposizione di tutti per creare un bagaglio di conoscenza comune. L’iniziativa è davvero molto interessante e vi rimando al post “<a href="http://redomino.com/it/press/notizie/facebook-studio-casi-di-studio" target="_blank">Nasce Facebook Studio: condividi i tuoi casi di studio</a>” per un ulteriore approfondimento.</p>
<p>Mi vorrei soffermare più a lungo sull’altra novità: <strong>Facebook Questions</strong>.</p>
<p>Questo nuovo strumento, che sta prendendo la sua forma definitiva anche in <strong>Italia</strong>, può davvero facilitare la vita a <strong>chi crea contenuti</strong> per le pagine.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/help/?page=1145" target="_blank">Facebook lo definisce così</a>:</p>
<blockquote><p><em>“La funzione Domande di Facebook ti consente di fare qualsiasi domanda e di ottenere una rapida risposta dai tuoi amici e da altre persone su Facebook. La funzione Domande è stata concepita in modo che chiunque su Facebook possa aiutarti a trovare una risposta. Quando fai una domanda, questa viene immediatamente condivisa nelle Notizie. Se i tuoi amici rispondono o seguono la domanda, questa viene condivisa anche con i loro amici e così via.”</em></p></blockquote>
<p>Insomma una chiara sfida a <a href="http://www.facebook.com/help/?page=1145" target="_blank">Yahoo Answers</a>, <a href="http://www.quora.com/" target="_blank">Quora</a> e simili.</p>
<p>In buona sostanza possiamo, da utenti o amministratori di pagine, creare sondaggi (o semplici domande a risposta aperta) ai nostri amici o fan (passatemi il termine obsoleto :).</p>
<p>Ma concretamente, cosa comporta l’introduzione di Facebook Questions nelle nostre pagine? Come fare per postare una domanda, rispondere, vedere cosa chiedono amici e non amici?</p>
<p>Alcuni di voi sicuramente già vedono e utilizzano una barra di stato come questa:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8427" title="facebook_questions_ita" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/05/facebook_questions_ita.png" alt="" width="515" height="120" /></p>
<p>Per chi non vedesse l&#8217;etichetta Domanda, invece, basterà impostare Facebook in lingua inglese. Il risultato sarà una cosa del tipo:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8428" title="facebook_questions_eng" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/05/facebook_questions_eng.png" alt="" width="517" height="123" /></p>
<p>Creare delle domande è facile. Nelle risposte predefinite si possono inserire delle <strong>pagine </strong>(anche quelle in cui non abbiamo fatto “<strong>I like</strong>”) o scrivere risposte libere. I nostri amici/follower poi potranno votare, rispondere o anche aggiungere altre opzioni nelle risposte stesse.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8429" title="facebook_questions1" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/05/facebook_questions1.png" alt="" width="367" height="257" /></p>
<p>Ogni volta che un fan/amico risponde a una domanda, avviene una segnalazione ai suoi amici nel wall, offrendogli la possibilità di intervenire a loro volta. Inoltre, può rispondere anche chi non ha amici in comune con chi ha posto la domanda,<strong> aumentando molto la probabilità di innescare meccanismi virali</strong>.</p>
<p>Tutte le attività riguardanti le domande sono infine raccolte nel proprio profilo personale: le nostre, quelle degli amici e quelle che abbiamo deciso di “seguire”.</p>
<p>Lo vedo come <strong>un modo facile di creare contenuti intelligenti </strong>per le pagine di cui siamo amministratori, oltre che un&#8217;occasione di stimolare l’interazione con i propri utenti e far crescere il numero dei follower delle pagine stesse.</p>
<p>Insomma, queste novità introdotte da Facebook contribuiscono a rendere il<strong> Social Media Marketing</strong> una materia sempre più interessante e sempre meno oscura per le aziende. Facebook Studio in primis ci permette di conoscere casi in cui la creatività è diventata business, mentre Facebook Questions è sicuramente uno strumento facile da utilizzare per coinvolgere i propri clienti e fan, e far conoscere loro l&#8217;azienda.</p>
<p>Penso che queste novità potrebbero contribuire ad aumentare il peso strategico di Facebook nelle strategie di comunicazione online, staremo a vedere :)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Storie (social) di carnevale</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 14:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Corradi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[anobii]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[economia del dono]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[social search]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;economia del dono è una forma economica basata sul valore d’uso degli oggetti e delle azioni.
Per valore d&#8217;uso, classicamente si intende la capacità di un... <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/storie-social-di-carnevale_0008100.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;L&#8217;economia del dono è una forma economica basata sul valore d’uso degli oggetti e delle azioni.</em></p>
<p><em>Per valore d&#8217;uso, classicamente si intende la capacità di un bene o di un servizio di soddisfare un dato fabbisogno, o tout-court il suo valore di utilità.</em></p>
<p><em>L’economia del dono si contrappone all’economia tradizionalmente intesa, definita economia di mercato o economia mercantile, la quale si basa invece sul valore di scambio o valore commerciale.&#8221;</em></p>
<p>Questa è la definizione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Economia_del_dono" target="_blank">economia del dono</a> di Wikipedia.</p>
<p>Ancora, si legge:</p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;Il cosiddetto dono è in realtà uno scambio reciproco che ha alcune caratteristiche definite, per quanto esse siano delle convenzioni e non delle regole scritte: l&#8217;obbligo di dare, l&#8217;obbligo di ricevere, l&#8217;obbligo di restituire più di quanto si è ricevuto.&#8221;</em></p>
<p>Cosa c&#8217;entra tutto questo con il carnevale? Vi racconto una storia :)</p>
<p>Nel 1984, quando avevo 8 anni, i miei genitori mi regalarono un libercolo dal titolo <em>&#8220;Tutti in maschera&#8221; di Piero Polato, 30 idee per realizzare costumi di carnevale in modo originale e &#8220;non conformista&#8221;</em>, come recita il sottotitolo molto anni &#8217;80.</p>
<p>Per il carnevale di quell&#8217;anno realizzammo un vestito da corvo. A parte il fatto che il mio era di gran lunga il vestito più divertente e &#8220;non conformista&#8221; della scuola, lego a quell&#8217;episodio il bellissimo ricordo delle ore passate coi miei genitori a prepararlo.</p>
<p>26 anni dopo sono io ad avere un bambino di 4 anni da vestire per carnevale e, amarcord, mi sarebbe piaciuto realizzargli il mio stesso vestito da corvo. Purtroppo però di quel libro non ho trovato traccia, né a casa dei miei genitori, né nelle librerie locali, né cercando su internet.</p>
<p>Tranne in <a href="http://www.anobii.com/books/Tutti_in_maschera/01144570ae0e204bf7/" target="_blank">Anobii</a>, social network dove, non ho ancora capito per quale istinto, elenchiamo ordinatamente titoli e autori delle nostre librerie. Ecco, in Anobii 4 persone mostrano &#8220;Tutti in maschera&#8221; tra i propri libri.</p>
<p>Senza conoscerla, ho scritto a &#8220;Linda&#8221; la mia storia e il mio desiderio di avere la scansione (o foto) delle pagine sul corvo.<br />
In capo a qualche ora questa gentile sconosciuta mi ha inviato la versione digitale del mio ricordo d&#8217;infanzia che condivido con voi :)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8102  aligncenter" title="corvo" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/03/corvo.jpg" alt="" width="396" height="498" /></p>
<p>Attraverso il web si è creato uno &#8220;scambio&#8221; tra la mia storia e il mio desiderio  di ritrovare dei ricordi lontani e la voglia di aiutarmi da parte di  Linda.</p>
<p>Ecco l&#8217;ennesima dimostrazione di come i social network aiutino a creare relazioni tra le persone, sulla base di interessi e bisogni comuni.</p>
<p>Buon Martedì grasso!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scrittura creativa e social media marketing: intervista a Davide Nonino</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 14:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Guerra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Connections]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[aziende social]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[guest]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho il piacere di intervistare l’autore del blog Parole Appiccicate (che se non conoscete vi consiglio caldamente di seguire) Davide Nonino: scrittore, esperto di social... <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/scrittura-creativa-e-social-media-marketing-intervista-a-davide-nonino_0007729.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho il piacere di intervistare l’autore del blog <a title="Parole Appiccicate" href="http://www.paroleappiccicate.it/" target="_blank">Parole Appiccicate</a> (che se non conoscete vi consiglio caldamente di seguire) <strong>Davide Nonino</strong>: scrittore, esperto di social media marketing e papà di “<em><a title="Profilo Facebook di Cenerontola" href="http://www.facebook.com/cenerontola" target="_blank">CenerOntola</a>, la principessa con qualche chilo in più ma con il sorriso sulla vita</em>&#8220;.</p>
<p>Ne abbiamo approfittato per farci raccontare qualcosa sulla scrittura creativa, un bel tema a cui forse viene data meno luce di quella che meriterebbe.</p>
<p><strong>Ciao Davide, cominciamo con una definizione di scrittura creativa? </strong></p>
<p><em>La scrittura creativa è quel tipo di scrittura proprio dei romanzi, dei racconti, delle poesie, delle canzoni, di tutto ciò che è scrivere e che va al di fuori degli schemi della scrittura professionale, giornalistica e accademica.</em></p>
<p>La definizione di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Creative_writing" target="_blank"> Wikipedia</a> fa un po’ sorridere nel suo essere bianca e nera senza sfumature, ma corre curiosamente su un orizzonte <strong>non convenzionale</strong> che guarda alle nuove dimensioni sociali del web. Se infatti da un lato i corsi e le scuole di scrittura creativa sono una vera e propria guida all’espressione e al saper raccontare in parole, dall’altro lato lo sviluppo e il consolidamento dei <strong>social media</strong> a livello globale ha portato le aziende a comunicare al di fuori dei classici schemi professionali per entrare in una conversazione diretta con le persone.</p>
<p><strong>Qual è il collegamento tra la scrittura creativa e il social media marketing?</strong></p>
<p>Fare<strong> social media marketing</strong> significa innanzi tutto mettersi in gioco, uscire dai confini curati e chiusi del proprio sito web ed entrare nel dialogo libero di una pagina pubblica su Facebook o di un profilo su Twitter. Spazi virtuali quotidiani in cui il registro è quello della vita, dove noi utenti condividiamo fotografie, pensieri e video e dove le aziende possono costruire una relazione solamente sulla base dei contenuti, del valore e della condivisione reciproca. Ecco allora che sapersi raccontare sul web sociale <strong>significa tradurre in parole i propri valori e prodotti</strong>, e farlo non attraverso slogan pubblicitari scritti una tantum e ripetuti all’infinito, ma con la creatività propria di chi si relaziona.</p>
<p>Insomma, per farla breve e meno cervellotica, se la scrittura creativa aiuta gli aspiranti scrittori a risolvere il problema del foglio bianco e della storia che non esce, può aiutare anche l’azienda che si chiede cosa scrivere sul proprio blog, su Facebook, Twitter etc.</p>
<p><strong>Ci fai qualche esempio per capire meglio? </strong></p>
<p>Per capire quanto può essere efficace sapersi raccontare partiamo proprio dall’inizio, ovvero dal presentarsi agli utenti.<br />
Vediamo come si pone una piccola/media impresa italiana come Henry glass che realizza porte in vetro e che sul suo <a title="canale di YouTube" href="http://www.youtube.com/user/porteinvetroHG" target="_blank">canale di YouTube</a> si racconta così, con convinzione e spontaneità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7731" title="henryglass" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2010/12/henryglass.png" alt="" width="333" height="219" /></p>
<p>Così su Facebook lanciare un’applicazione e invitare gli utenti a condividere esperienze può diventare un vero e proprio <a title="Manifesto Kleenex" href="http://www.facebook.com/#!/Kleenex.Italia?sk=app_7146470109" target="_blank">manifesto colorato</a> come quello di Kleenex che si lascia leggere con un sorriso e che senz’altro non dimenticheremo di fronte allo scaffale del supermercato.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-8067" title="Keenex Facebook" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/02/2011-02-28_1003.png" alt="" width="492" height="513" /><br />
<strong>Quali considerazioni dobbiamo trarre da questi esempi?</strong></p>
<p>Gli esempi sono accomunati dal saper scrivere non solo in modo professionale ma anche creativo, con uno stile che sa raccontare e trasmettere un messaggio. Certo non si può pensare di assumere uno scrittore in ogni azienda, ma senz’altro ci si può esercitare a trovare le parole giuste, quelle che spesso escono fuori dalle regole ma parlano al cuore delle persone, anche attraverso i prodotti e i servizi di cui noi tutti abbiamo bisogno. Da un po&#8217; sto raccogliendo degli <a title="Appunti sulla scrittura creativa" href="http://www.appuntiscritturacreativa.it/" target="_blank">appunti sulla scrittura creativa</a>, che possono essere utili qualora vogliate imparare e divertirvi un po&#8217; con le parole.</p>
<p><strong>Per chiudere, ci sveli i tre segreti della scrittura creativa nei social media?</strong></p>
<ul>
<li><strong>ascoltare</strong>, come gli scrittori sono prima di tutto dei grandi ascoltatori dei modi della vita, anche noi possiamo prendere spunto da quello che già gli altri fanno o scrivono sui social media. Ogni community, ogni nicchia, ogni area semantica ha le sue sensibilità, quelle parole chiave emozionali che supportano la conversazione;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>collaborare</strong>, perché sui social media si fa una vera e propria scrittura collaborativa, come quella proposta nei corsi di scrittura creativa. In questi ultimi assieme ad altri scrittori si costruisce un romanzo o comunque un testo narrativo, sui social la storia è continua, si evolve giorno dopo giorno ed è in mano tanto a noi quanto e soprattutto agli utenti che vengono coinvolti spontaneamente. Un esercizio insomma ancora più complesso perché interattivo e in tempo reale;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>fantasticare</strong>, dimentichiamoci le frasi fatte e i testi che ci passa l&#8217;ufficio stampa tradizionale. Il nostro prodotto non è l&#8217;unico nella sua nicchia, non è una culla di aggettivi che sono per forza nuovissimo, bellissimo ed innovativo. Scrivere sui social significa anche saper uscire dagli schemi tradizionali della scrittura da pubbliche relazioni. Cambiano i tempi dei verbi, il soggetto a cui ci rivolgiamo e soprattutto gli stili e i ritmi narrativi. Sperimentare nella giusta misura, grazie al feedback in tempo reale degli utenti, è senza dubbio la migliore scuola di scrittura creativa sociale che ci sia.</li>
</ul>
<p><strong>Grazie Davide!<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>BranchOut, il nuovo social network per il career networking</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 09:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Nannelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[BranchOut]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>

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		<description><![CDATA[Se molti di noi si erano chiesti quali fossero le potenzialità di Facebook per trovare lavoro, il 2011 ha finalmente portato la risposta che cercavamo:... <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/branchout-il-nuovo-social-network-per-il-career-networking_0007907.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se molti di noi si erano chiesti quali fossero le potenzialità di Facebook per trovare lavoro, il 2011 ha finalmente portato la risposta che cercavamo: <a title="BranchOut" href="http://branchout.com" target="_blank">BranchOut</a>.</p>
<p><strong>BranchOut </strong>da qualche giorno sta imperversando sulle bacheche Facebook di migliaia di utenti italiani e si sta diffondendo in maniera virale a velocità della luce. Per capire le potenzialità di questo nuovo progetto, che è stato lanciato in fase beta 6 mesi fa da <strong>Ricky Marini</strong> (ideatore del fortunato <a title="Tickle.com" href="http://web.tickle.com" target="_blank">Tickle.com</a>) e  si presenta agli occhi di molti come il pericolo imminente per Linkedin, dobbiamo vedere di cosa si tratta.</p>
<p>BrachOut è un’<strong>applicazione Facebook</strong> molto semplice e immediata che sfrutta l’architettura di amicizie del social network più visitato al mondo per facilitare connessioni lavorative, raccomandazioni, insomma utile a moltiplicare le opportunità del navigatore sul fronte professionale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7918" title="branchout" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/01/branchout.png" alt="" width="587" height="363" /></p>
<p>Previa registrazione e accettazione delle condizioni di utilizzo gli utenti possono utilizzarlo come un vero e proprio <strong>curriculum online</strong>. All’interno dell’app ci sono 3 sezioni principali: una in cui vengono elencati gli <strong>amici </strong>e le aziende per cui lavorano, una per il <strong>profilo-curriculum</strong> e una per leggere e postare <strong>annunci di lavoro</strong>. L’applicazione attinge informazioni direttamente dal profilo Facebook dell’utente e, sorprendentemente, anche dal profilo LinkedIn. In questo modo l’utente ha il vantaggio di importare i dati in modo facile e rapido.</p>
<p>Ma torniamo ora a <strong>LinkedIn</strong>, social network numero uno per il “career networking”: nato nel 2003, un anno prima di Facebook, è attualmente lo strumento più efficace per gestire la propria carriera online e rispetto all’applicazione appena nata gode di una credibilità che BranchOut deve ancora costruire. D’altro canto BranchOut può contare su una base di utenti di quasi 600 milioni, gli iscritti a Facebook, contro i 69 milioni di Linkedin.</p>
<p>Quelli di BranchOut ci credono e combattono a colpi di payoff il loro main competitor. Aprendo l’applicazione parte un <a title="Video di BranchOut" href="http://www.youtube.com/user/BranchOutApp" target="_blank">video</a> che recita: “<em>Con BranchOut puoi trasformare 500 amici in 15.000 connessioni professionali</em>”, mentre scorrono immagini di manager che lavorano in Google, Ebay, Twitter, Adobe e la voce in sottofondo suggerisce come sia facile farsi assumere da una grande azienda, conoscendo qualcuno che ci lavora. Siamo curiosi di vedere l&#8217;evoluzione che avrà questa nuova applicazione. Il progetto sembra forse promettere più di quello che può mantenere, ma come sempre sarà la rete a dare il verdetto definitivo.</p>
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		<title>Il geo-social, il settore travel e il “Treviso Tour”</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/il-geo-social-il-settore-travel-e-il-treviso-tour_0007831.html</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 11:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Guerra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook Places]]></category>
		<category><![CDATA[Foursquare]]></category>
		<category><![CDATA[geolocalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Gowalla]]></category>
		<category><![CDATA[settore travel]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

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		<description><![CDATA[La geo-localizzazione sembra essere sempre più uno dei fenomeni social destinati a diventare fondamentali nel prossimo futuro. Sono molte le piattaforme che si stanno sviluppando... <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/il-geo-social-il-settore-travel-e-il-treviso-tour_0007831.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>geo-localizzazione</strong> sembra essere sempre più uno dei fenomeni social destinati a diventare fondamentali nel prossimo futuro. Sono molte le piattaforme che si stanno sviluppando su questo fronte: <a title="Foursquare" href="http://foursquare.com/" target="_blank"><strong>Foursquare</strong></a>, <a title="Gowalla" href="http://gowalla.com" target="_blank"><strong>Gowalla</strong></a>, <strong><a title="Facebook Places" href="http://www.facebook.com/places/" target="_blank">Facebook Places</a></strong>… solo per nominare le principali.</p>
<p>Tra questi soggetti, la guerra è ancora tutta aperta. Foursquare è quello più vivace (fino a gennaio 2011 <a title="Informazioni su Foursquare" href="http://foursquare.com/about" target="_blank">gli utenti iscritti sono stati 5 milioni</a>) e ha da poco introdotto la possibilità di <a title="Foursquare introduce foto e commenti" href="http://mashable.com/2010/12/20/foursquare-photos/" target="_blank"><strong>associare le foto ai check-in</strong></a>,  funzione già presente con successo in Gowalla (per chi ancora non lo conoscesse bene, invito alla lettura di questa bella <a title="Intervista a Josh Williams (Gowalla)" href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/10/gowalla.html" target="_blank">intervista sul Taglia Blog</a>). 4sq ha aggiunto anche la possibilità di commentare: sta probabilmente facendo leva su una dimensione ludica e interattiva che è alla base del successo dell’applicazione stessa.</p>
<p>Facebook Places è ancora in fase di lancio e di assestamento, almeno in Italia, ma la base su cui si appoggia è davvero impressionante: <a title="Numero di utenti Facebook nel mondo" href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=409753352130" target="_blank">gli utenti nel mondo sono più di 500 milioni</a>, senza contare che <a title="Europe’s Facebook Growth Moved East in June 2010" href="http://www.insidefacebook.com/2010/07/06/europes-facebook-growth-moved-east-in-june-2010/" target="_blank">circa un terzo degli italiani ha un profilo Facebook</a>. Ci si può davvero aspettare di tutto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7842" title="Foursquare, Gowalla e Facebook Places" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/01/gowalla_4sq_fbplaces1.jpg" alt="Foursquare, Gowalla e Facebook Places" width="437" height="262" /><br />
<strong>Gowalla </strong>è nato prima di 4sq e ad ottobre 2010 contava “solo” 500 mila iscritti (contro i quasi 4 milioni di Foursquare  …leggo sempre dall’intervista sul Taglia Blog a Josh Williams, co-founder &amp; CEO di Gowalla). Il punto di forza sembra derivare proprio dalle <strong>foto</strong>, è di pochi giorni fa infatti la notizia del raggiungimento di <a title="Gowalla Snaps Back: 1 Million Photos …But Foursquare May Hit That In 2 Weeks" href="http://techcrunch.com/2010/12/21/gowalla-foursquare-pictures/" target="_blank">1 milione di foto caricate</a>. Si potrebbe aprire a questo punto anche un interessante dibattito sui rischi per <strong>Flickr </strong>che, a quota <a title="Flickr raggiunge 5 milioni di foto" href="http://blog.flickr.net/en/2010/09/19/5000000000/" target="_blank">5 milioni di foto</a>, comincia a sentire probabilmente non solo la pressione di Facebook ma anche quella di queste nuove piattaforme di condivisione, però rinvio la questione ad un altro post.</p>
<p>Gowalla ha inoltre una funzione particolare che mi piace e che (per ora) lo contraddistingue: i <a title="Trip di Gowalla" href="http://gowalla.com/trips" target="_blank"><strong>trip</strong></a>. Oltre a consigliare dei luoghi, infatti, si possono creare dei veri e propri itinerari, ad esempio per visitare una città che non conoscete.</p>
<p>Penso a come si possano applicare queste caratteristiche al mondo business, in particolare al<strong> settore travel</strong>. È uno di quelli che più sta subendo, in positivo e in negativo, i cambiamenti tecnologici e del web 2.0. Il viaggio è sempre più consigliato da altre persone e il fai-da-te sta diventando un must. Così il ruolo degli intermediari è destinato a cambiare, a trasformarsi per non morire. Come? Anche questa è una scommessa aperta: <strong>reinventarsi e usare la creatività,</strong> sfruttando questo bacino sempre più grande di informazioni provenienti dal basso, saranno le leve per chi vorrà essere vincente nel prossimo futuro.</p>
<p>Intanto nascono nuove realtà e nuovi accordi, <a title="Unione tra TripAdvisor e Facebook" href="http://www.fulltravel.it/blog/tripadvisor-si-accorda-con-facebook-per-le-recensioni-di-viaggio/22-12-2010" target="_blank">il colosso dei viaggi<strong> TripAdvisor</strong> si unisce al big dei social network <strong>Facebook</strong></a> per mettere insieme i propri punti di forza: quale miglior modo per dare valore agli utenti, se non inserire le recensioni degli amici nei commenti sui prodotti? Credo che l’influenza sulla scelta d’acquisto sia indubbia.</p>
<p>Tornando a noi e a Gowalla, vi lascio con un regalo.</p>
<p>Per chi di voi verrà a <strong>Venezia </strong>nei prossimi mesi, vi consiglio vivamente di fare un salto anche nella bella e vicina <strong>Treviso</strong>. Una città piccola ma molto accogliente. E per aiutarvi a girarla ho creato un <a title="Treviso Tour" href="http://gowalla.com/trips/30256" target="_blank">piccolo itinerario</a> proprio con Gowalla (un trip, appunto) fatto di qualche monumento e tanti luoghi in cui assaporare le prelibatezze del territorio.</p>
<p>Buon tour e occhio a non esagerare con gli aperitivi locali!</p>
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		<title>Foursquare: una nuova opportunità di promozione per le aziende</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 10:03:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Da Ros</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook Places]]></category>
		<category><![CDATA[fashion system]]></category>
		<category><![CDATA[Foursquare]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlando di tendenze del web, la parola più utilizzata ultimamente è “geo-tagging”.
A dire la verità è da quando ho iniziato questo lavoro (10 anni fa... <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/foursquare-una-nuova-opportunita-di-promozione-per-le-aziende_0007189.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parlando di tendenze del web, la parola più utilizzata ultimamente è “<strong>geo-tagging</strong>”.</p>
<p>A dire la verità è da quando ho iniziato questo lavoro (10 anni fa ormai) che sento dire: &#8220;il futuro sono le ricerche locali”, che sia la volta buona?</p>
<p>Ecco quindi che si parla di <strong>social networks che sfruttano la geo localizzazione</strong>: i principali sono <a title="Foursquare" href="http://foursquare.com/" target="_blank">Foursquare</a>, <a title="Gowalla" href="http://gowalla.com/" target="_blank">Gowalla</a>, <a title="Google Latitude" href="http://www.google.com/intl/it_it/latitude/intro.html" target="_blank">Latitude </a>e <a title="Facebook Places" href="http://www.facebook.com/places/" target="_blank">Facebook Places</a>.</p>
<p>Oggi vi parlo di <strong>Foursquare</strong>, semplicemente perché è quello che al momento riceve più attenzione.</p>
<p>La base da cui parte Foursquare è la mappatura virtuale dei luoghi che gli iscritti frequentano, fatta principalmente attraverso strumenti dotati di localizzatore satellitare (Smartphone, iPhone, ecc.)</p>
<p>Per fare un esempio di come funziona, pensiamo al caso in cui io scriva sul mio status una cosa del tipo “Ciao amici, mi trovo al Bar Sport, venite? vi sto aspettando” e contemporaneamente effettuo il “check-in” del luogo. Tutti i miei amici potranno vedere dove mi trovo. Oppure se mi trovo in centro a Treviso posso consultare Foursquare per vedere se qualcuno mi consiglia un posto dove cenare.</p>
<p>In Italia questo social network non è ancora molto affermato, ma a livello mondiale è passato da 725.000 utenti nel mese di marzo 2010 a 3 milioni di utenti nel mese di settembre.<br />
A spingere la crescita c’è anche un aspetto ludico:  una sorta di gara con gli amici su chi fa più “check-in” di un luogo (ne so qualcosa visto che ogni giorno ci sfidiamo tra colleghi).<br />
Per capirne meglio il funzionamento però, entriamo nel merito dei termini che lo contraddistinguono:</p>
<ul>
<li><strong>Check-in:</strong> quando si entra in un locale, negozio, ristorante, ufficio, supermercato, stazione si può effettuare il check-in. E’ come quando un alpinista scala una montagna e pianta la bandierina.</li>
<li><strong>Tips</strong>: oltre a piantare la mia bandierina posso inserire una recensione sul luogo, oppure un consiglio (“la pizza con i carciofi è assolutamente da provare”), una recensione, o un semplice commento.</li>
<li><strong>Badge: </strong>solo le spilline che si danno ai boyscout, in pratica sono dei riconoscimenti rilasciati all’utente in base alle attività che fa (numero di check in, di consigli, ecc&#8230;). Ci sono inoltre badge standard e badge speciali (ad esempio creati ad hoc per un evento).</li>
<li><strong>Mayor: </strong>la persona che frequenta di più un locale, ne diventa il sindaco. Come nella vita reale no? Se tu sei quello che frequenta di più il bar, è probabile che il barista ti offra un caffè o le brioches invendute. La carica è temporanea, in quanto può arrivare qualcuno e fare più visite di te.<em> Questa è la parte ludica e che stimola la competitività che anticipavo prima.</em></li>
</ul>
<p>Ma come possono  le aziende utilizzare questo canale caratterizzato dalla geolocalizzazione in termini di marketing? Le tipologie di promozione sono principalmente due:</p>
<ul>
<li><strong>Offerte speciali</strong>: ad esempio facendo un certo numero di check-in si ha accesso ad uno sconto o ad una promozione. Questo tenderà ad aumentare la brand awareness e la fidelizzazione del cliente.</li>
<li><strong>L&#8217;azienda crea una lista di posti che consiglia</strong>: in questo modo ci si apre al dialogo con i propri consumatori e ci si mette in gioco in prima persona.</li>
</ul>
<p>Ci sono già molti esempi interessanti:</p>
<ul>
<li><a title="Coin in Foursquare" href="http://foursquare.com/user/coinstore" target="_blank"><strong>Coin</strong></a>:  se ti trovi vicino ad un Coin  store, c&#8217;è un alert che ti dice “offerta speciale: Coincard Easy è in omaggio per i mayor!”.</li>
<li><strong>Benetton: </strong>ha aperto un profilo in occasione dell’inaugurazione del primo store londinese.</li>
<li><strong>Starbucks</strong>: ha creato un proprio badge e dopo 5 check-in in un locale Starbucks si può diventare “baristi” con la possibilità di ricevere degli sconti sulle ordinazioni nel locale. Qui un <a title="Mayors of Starbucks Now Get Discounts Nationwide with Foursquare" href="http://mashable.com/2010/05/17/starbucks-foursquare-mayor-specials/" target="_blank">articolo dedicato</a>.</li>
<li><a title="History Channel in Foursquare" href="http://foursquare.com/historychannel" target="_blank"><strong>History Channel</strong></a> per lanciare una nuova serie ha creato un badge in edizione limitata. Ai primi utenti che avrebbero effettuato un check-in una località, avrebbe permesso di scaricare dei contenuti gratuiti.</li>
<li><strong>Domino’s Pizza</strong> premia i sindaci dei propri ristoranti nel Regno Unito con la pizza gratis. Tutti gli altri clienti che effettuano il check-in hanno un contorno gratis. Qui <a title="Il caso Domino's Pizza in Foursquare" href="http://www.kawakumi.com/2010/07/13/dominos-pizza-29-di-profitti-con-foursquare-e-i-social-media/" target="_blank">post dedicato</a>.</li>
<li><a title="BART on Foursquare" href="http://foursquare.com/sfbart" target="_blank"><strong>BART</strong></a><strong> </strong>per incentivare l’utilizzo della metro ha creato dei badge specifici e ha messo in palio dei buoni sconto.</li>
</ul>
<p>A seguire altri interessanti approfondimenti:</p>
<ul>
<li>Un <a title="Brands on Foursquare" href="http://ericaswallow.com/2010/04/26/brands-on-foursquare/" target="_blank">elenco</a> su alcuni grandi brand presenti in Foursquare</li>
<li><a title="Top brand in Foursquare" href="http://fanpagelist.com/category/foursquare_brands/" target="_blank">Top brand in Foursqaure</a></li>
<li>Un articolo molto interessante sulle <a title="Pagine brand" href="http://aboutfoursquare.com/foursquare-building-self-serve-tool-for-brand-profiles/" target="_blank">pagine brand</a></li>
<li><a title="Il caso McDonald's" href="http://econsultancy.com/uk/blog/6582-case-study-mcdonald-s-and-foursquare" target="_blank">Il caso di McDonald&#8217;s</a></li>
<li><a title="Foursquare e aziende" href="http://foursquare.com/businesses/" target="_blank">Foursquare e aziende</a>, interessante perché va in dettaglio sugli strumenti utilizzabili</li>
<li>Altri spunti per il business nei siti nell&#8217;articolo “<em><a href="http://kylelacy.com/5-ways-to-use-foursquare-for-business/" target="_blank">5 Ways to Use Foursquare for Business</a></em>” e  “<em><a href="http://mediaemerging.com/2009/12/07/foursquares-marketing-potential/" target="_blank">Foursquare&#8217;s marketing potential</a></em>”.</li>
</ul>
<p>A destare sempre un certo fascino è  il settore della moda. Anche in questo settore, infatti, ci sono <a href="http://locationsocialapp.wordpress.com/2010/09/15/anche-lalta-moda-e-geo-social/" target="_blank">alcune aziende</a> che hanno iniziato ad utilizzare Foursquare:</p>
<ul>
<li><strong>Jimmy Choo</strong>: la <a href="http://foursquare.com/user/catchachoo " target="_blank">pagina in foursquare</a> e un <a href="http://mashable.com/2010/04/27/foursquare-jimmy-choo/" target="_blank">articolo di approfondimento sul caso</a>.</li>
<li><strong>Louis Vuitton</strong>: la <a href="http://foursquare.com/louisvuitton_hq" target="_blank">pagina in foursquare</a> e un <a href="http://aboutfoursquare.com/louis-vuitton-foursquare-badge/" target="_blank">articolo di approfondimento sul caso</a>.</li>
<li><strong>Marc Jacobs</strong>: la <a href="http://foursquare.com/marcjacobsint" target="_blank">pagina in foursquare</a>, un <a href="http://foursquare.com/user/db/badges/4b75a0f0675403bba1514e94" target="_blank">badge creato ad hoc</a> e un <a href="http://mashable.com/2010/03/22/fashion-location-based/" target="_blank">articolo di approfondimento sul caso</a>.</li>
<li><strong>Diesel</strong>: un <a href="http://mashable.com/2010/05/11/fashion-foursquare-diesel/" target="_blank">articolo di approfondimento sul caso</a>.</li>
</ul>
<p>Recentemente Facebook Places sta crescendo molto e la concorrenza con Foursquare inizia già a farsi sentire. Noi stiamo già facendo scommesse su chi vincerà, voi cosa ne pensate?</p>
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