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	<title>TSW Blog &#187; Web Marketing</title>
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		<title>Il test mobile di UniCredit: 9 linee guida per un design user &#8211; centered</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Casarsa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Usability]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
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		<category><![CDATA[UniCredit]]></category>

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		<description><![CDATA[UniCredit ha da poco rilasciato la app ‘Banca via cellulare’, che permette ai clienti di operare sul loro conto in mobilità al fine di verificare... <a href="http://blog.tsw.it/mobile-web/il-test-mobile-di-unicredit-9-linee-guida-per-un-design-user-centered_0009728.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>UniCredit ha da poco rilasciato la app ‘<em>Banca via cellulare</em>’, che permette ai clienti di operare sul loro conto in mobilità al fine di verificare saldo e movimenti, effettuare operazioni bancarie e fare trading online. Per verificare e migliorare l’usabilità della app nelle sue versioni <strong>Android</strong> e <strong>iPhone</strong>, About User ha condotto un test di usabilità coinvolgendo 5 utenti, 3 utilizzatori abituali di iPhone e 2 di Android.</p>
<p><strong>Come è andata?</strong></p>
<p>Il test ha messo in luce <strong>69 evidenze</strong> di usabilità, tra cui 13 caratteristiche positive e gradite agli utenti, da conservare nelle prossime release.<br />
Alcune delle barriere di usabilità emerse confermano alcuni spunti di progettazioni mobile validi universalmente. Scorriamoli insieme:<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>1. Sfrutta pattern e API che gli utenti già conoscono<br />
</strong>UniCredit ha deciso di sfruttare Google Maps per il servizio di ricerca di filiali e bancomat. Tale scelta si è rivelata decisamente opportuna: tutti gli utenti, utilizzatori abituali della app Google Maps nativa, non hanno avuto nessuna difficoltà a muoversi e zoomare la mappa per visualizzare i punti UniCredit più vicini e a calcolare il percorso più rapido per raggiungerli.</p>
<p><strong>2. Disegna per chi ha il pollice più grande del tuo: i pulsanti devono essere grandi e ben spaziati l’uno dall’altro<br />
</strong>Apple raccomanda elementi attivi grandi almeno 44&#215;44 punti. Il Norman Nielsen Group parla invece di 1&#215;1 cm, e ci consiglia di non trascurare i “fat finger men”, coloro che – pur avendo un pollice leggermente più grande della media – provano comunque a interagire con un dispositivo touch.<br />
Durante il test UniCredit abbiamo incontrato un <em>“fat finger man” </em>possessore di un cellulare Android con un display dalle dimensione decisamente contenute, 3.2’ pollici.</p>
<p>Gli abbiamo chiesto di verificare i servizi messi a disposizione dal bancomat dell’agenza “Treviso Aldo Moro”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-9730 aligncenter" title="Screenshot ricerca agenzie UniCredit" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/img1.png" alt="Screenshot ricerca agenzie UniCredit" width="458" height="331" /></p>
<p>Provando a selezionare la corretta icona <img class="alignnone size-full wp-image-9736" title="Icona localizzatore" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/Icona-localizzatore.png" alt="Icona localizzatore" width="37" height="30" />,  l’utente ha prima fatto tap sull’icona telefono, dando origine a una chiamata alla filiale.</p>
<p>Al secondo tentativo, ha invece involontariamente selezionato l’area grigia. Essa, oltre a fare da contorno al pulsante, è un’area attiva che al tap scende per dare maggior spazio alla mappa.<br />
Vedendo sparire il pulsante, l’utente si è quindi arreso.<br />
Ecco come potremmo rivedere l’interfaccia per risolvere le due precedenti barriere.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="size-medium wp-image-9741 aligncenter" title="Esempio di interfaccia" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/img3-186x300.png" alt="Esempio di interfaccia" width="186" height="300" /> <strong>3. L’interazione costa: gli utenti non fanno tap su ciò che non conoscono. Rendi icone, link e titoli parlanti</strong><br />
Durante il test, per conoscere l’indirizzo esatto dei punti visualizzati sulla mappa, più di un utente ha cercato di visualizzare un listato testuale. Nessuno degli utenti Android ha compreso che tale funzionalità si cela dietro l’icona <img class="alignnone size-full wp-image-9734" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="Icona menù" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/pippo.png" alt="Icona menù" width="31" height="27" />, più chiara invece per utenti Apple – già abituati alla pulsantiera iTunes per modificare la vista della libreria: <img class="alignnone size-full wp-image-9744" title="Libreria" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/img5.png" alt="Libreria" width="110" height="33" /></p>
<p><strong>4. Cura al massimo i tuoi contenuti: utilizza la formattazione per favorire la legibilità, sii chiaro e diretto<br />
</strong>Gli utenti mobile sono spesso mossi da un bisogno da soddisfare in brevissimo tempo. Per questo motivo, ancora più che sul web, dedicano poca attenzione ai testi informativi.<br />
L’effetto è ancora più grave se i testi sono inseriti in alertbox: questo perché tali finestre compaiono spesso in sovra impressione al primo avvio della app, per informare in merito a contenuti aggiuntivi, promozionali o di natura legale. Gli utenti hanno imparato a <em>skipparle</em> senza leggerle.<br />
Ecco l’effetto del problema riscontrato sulla app UniCredit.</p>
<p>Al primo avvio della app l’utente vede il seguente alertbox</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/img6.png"><img class="size-medium wp-image-9748 aligncenter" title="Alertbox" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/img6-300x278.png" alt="Alertbox" width="210" height="195" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Senza leggerlo, preme “Ok” e si trova di fronte all’interfaccia</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/img7.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9750" title="Interfaccia codice attivazione" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/img7-300x253.png" alt="Interfaccia codice attivazione" width="210" height="177" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Qui, non sapendo come reperire il codice di attivazione, prova senza successo a tornare alla schermata precedente per rileggere le istruzioni. Dopo numerosi e inutili tentativi viene aiutato dal facilitatore.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>5. Abbandona i termini gergali e parla la lingua del tuo utente</strong><br />
Mai dare per scontati concetti a noi noti: di fronte al testo “Banca Via Internet” alcuni utenti danno le più svariate interpretazioni (seppur ridendo, un utente ha letto: “banca, in via Internet”). Solo gli utenti che controllano spesso online il loro conto sanno che tale label fa riferimento alla sezione home banking del sito.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>6. Nelle form rendi facoltativi – o meglio elimina! – i campi non essenziali</strong><br />
Sul web si assiste spesso ad una proporzione inversa tra il tasso di conversione e il numero di campi che chiediamo all’utente di compilare.<br />
Progettando una app la form diventa ancora più determinante: pulsanti piccoli, nel caso di iPhone l’assenza di un feedback tattile al tap, caratteri alfanumerici distribuiti su tastierini distinti, rendono l’input molto complesso. Se si trovano in difficoltà, o se non sono sicuri di come compilare uno specifico campo, gli utenti abbandonano l’interfaccia.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>7. Presta particolare attenzione ai messaggi di errore: devono aiutare l’utente a rimediare all’errore</strong><br />
Abbiamo chiesto agli utenti di provare ad effettuare un bonifico. Un utente ha immesso l’IBAN del destinatario ma ha lasciato vuoto il campo “Beneficiario”. Di fronte al messaggio di errore “è necessario inserire tutti i campi del beneficiario per eseguire l’operazione”, l’utente ha provato a compilare tutti i campi della form, anche quelli contrassegnati come facoltativi (causale, data esecuzione, indirizzo, …). Ovviamente continuando a lasciare in bianco il campo “Beneficiario”. Solo dopo aver rivisto lo stesso messaggio di errore l’ha correttamente inteso. Terminato l’input di tutti i campi, la sua sessione – durata oltre 7 minuti – è scaduta.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>8. Non forzare l’interazione: il controllo spetta all’utente, non al dispositivo. Se disegni per Android, e dunque per schermi di diverse dimensioni, non dimenticare la modalità landscape</strong><br />
L’app UniCredit funziona solo in modalità portrait, eppure due utenti hanno provato a orientare il dispositivo in modalità landscape:</p>
<ul>
<li>un utente iPhone, abituato a fare trading online, cercando e non trovando un grafico azionario</li>
<li><span style="text-align: left;">l’utente <em>fat finger man</em>, per visualizzare sul suo schermo 3.2’’ un tastierino più grande che potesse rendere la sua compilazione più agevole.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Per concludere, vi lascio con l’ultima raccomandazione, estratta direttamente dalla <a title="iOS Human Interface Guidelines" href="http://developer.apple.com/library/IOs/#documentation/UserExperience/Conceptual/MobileHIG/AppDesign/AppDesign.html" target="_blank">iOS Human Interface Guidelines</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>9. Prototype and Iterate</strong><br />
<em>Before you invest significant engineering resources into the implementation of your design, it’s a really good idea to create prototypes for user testing.</em></p>
<p style="text-align: left;"><em></em>E se volete approfondire, ecco il link alla presentazione del test presentata al <a title="Presentazione evento Business International 1 dicembre 2011" href="http://www.slideshare.net/TSW_SearchMarketing" target="_blank">Business International</a> il 1 dicembre scorso.<br />
Buon user-centered design!</p>
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		<title>L’ascesa di Pinterest, il nuovo social network</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 11:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Gambarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[TSW Strategies]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 2011 si è appena chiuso sdoganando Twitter come social network in ascesa, grazie anche all&#8217;adozione da parte di alcuni VIP.
Ma non facciamo a tempo a curiosare... <a href="http://blog.tsw.it/generale/l%e2%80%99ascesa-di-pinterest-il-nuovo-social-network_0009689.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 si è appena chiuso sdoganando <strong>Twitter</strong> come social network in ascesa, grazie anche all&#8217;adozione da parte di alcuni VIP.</p>
<p>Ma non facciamo a tempo a curiosare tra i tweet di questi illustri utilizzatori, che nuovi social networks spuntano come funghi! Si tratta di luoghi virtuali che stanno riscontrando trend di crescita straordinari oltreoceano e che iniziano a fare capolino anche da noi.<br />
Forse i navigatori più attenti, avranno già notato in qualche blog molto frequentato un pulsante con una “P” o una scritta “Pin it!” su fondo rosso. Ebbene, avete appena fatto la conoscenza di <a href="http://pinterest.com/"><strong>Pinterest</strong></a>, quello che sembra essere il nuovo fenomeno del 2012.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-9691 alignnone" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/ppp.jpg" alt="Il logo di Pinterest" width="61" height="61" />  <img class="alignnone" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/img.png" alt="" width="87" height="44" /></p>
<p style="text-align: left;">Di cosa si tratta? Pinterest è una <strong>bacheca</strong> virtuale in cui si possono condividere le cose che ci piacciono di più, raccontandole per mezzo di immagini e video. Le foto si possono raggruppare per argomento: cibo, abbigliamento, arredamento, arte, design, .. .</p>
<p>Attualmente per creare un <strong>account</strong> Pinterest è necessario disporre di un <strong>invito </strong>(o richiederlo). Una volta attivato, si scopre che il suo utilizzo è molto semplice: ogni qual volta ci imbattiamo in un sito in cui troviamo una foto o un prodotto che ci piace basta cliccare sul pulsante “Pin it”, assegnare o creare una categoria, inserire una descrizione e il gioco è fatto, l’immagine verrà pubblicata sulla nostra bacheca. Per agevolare la creazione dei <strong>pin</strong> (le foto e i video pubblicati in bacheca) con un semplice click, è disponibile il “Pin it button” da aggiungere alla barra dei preferiti del browser.</p>
<p>Con altrettanta semplicità, è possibile classificare ciò che ci piace direttamente da <strong>mobile</strong>, grazie all&#8217;applicazione disponibile per iPhone.</p>
<p>Uno dei <strong>vantaggi </strong>offerti da Pinterest è che ad ogni foto rimane associato il <strong>link diretto</strong> alla pagina di origine, quindi in qualsiasi momento possiamo “ritornare” al sito. Questo è molto utile anche per altri utenti che sfogliando le nostre immagini, con un semplice click possono raccogliere maggiori informazioni direttamente sul sito.</p>
<p>Ovviamente, trattandosi di un <strong>social network</strong>, oltre a poter seguire altri utenti possiamo commentare le foto, condividerle (“repin”) o semplicemente esprimere il nostro apprezzamento (poteva forse mancare il “like”?). Inoltre, i <strong>pin</strong> possono essere condivisi anche su Facebook e Twitter.</p>
<p><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/screen.png"><img class="alignnone size-full wp-image-9707" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/screen.png" alt="Dashboard personalizzata in Pinterest" width="660" height="572" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vera forza di Pinterest sta forse nel fatto che propone un nuovo modo di cercare sul web: non più per parole chiave, ma attraverso la visualizzazione di immagini raggruppate in categorie e suddivise per argomento da altri utenti.</p>
<p><strong>Pinterest può interessare anche alle aziende?</strong></p>
<p>In maniera sintetica possiamo affermare che l’utilizzo di Pinterest può portare alcuni vantaggi, in particolar modo a quelle aziende che dispongono di un sito <strong>e-commerce</strong>. Pinterest infatti, può rivelarsi un ottimo strumento per <strong>incrementare il traffico</strong> verso il sito web. E&#8217; possibile aspettarsi vantaggi anche in ottica <strong>SEO</strong>, grazie al fatto che nella bacheca viene mantenuto un link diretto con la pagina del sito. A meno che il vostro sito sia in Flash… tecnologia che sembra <em>non piacere</em> a Pinterest!</p>
<p><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/SnipImage.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9706" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2012/01/SnipImage.jpg" alt="Dettagio scheda di prodotto in Pinterest" width="660" height="326" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli elementi per avere successo ci sono tutti, ora vediamo cosa accadrà nel corso dell’anno. Pin it!</p>
<p>PS: Altri social da tenere d’occhio nel 2012? <a href="https://path.com/">Path</a>, <a href="https://www.tumblr.com/">Tumblr</a>, <a href="http://snip.it/">Snip.it</a>, <a href="http://www.pearltrees.com/">Pearltrees</a>, <a href="https://gimmebar.com/">Gimme Bar</a>! Buon divertimento.</p>
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		<title>YouTube si rifà il look</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 15:42:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Gambarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[TSW Strategies]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[about you]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche giorno YouTube si presenta con una nuova veste grafica.
La nuova interfaccia si inserisce in una serie di aggiornamenti che Google (proprietario di YouTube)... <a href="http://blog.tsw.it/web-marketing/youtube-si-rifa-il-look-2_0009583.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno YouTube si presenta con una nuova veste grafica.</p>
<p>La nuova interfaccia si inserisce in una serie di aggiornamenti che Google (proprietario di YouTube) sta apportando ai vari servizi dopo l’introduzione di <a href="https://plus.google.com/"><strong>Google+</strong></a><strong> </strong>.</p>
<p>La strategia d’integrazione tra il nuovo social network e i vari servizi di casa Google sembra funzionare, anche in virtù dei dati confortanti sulla costante crescita del numero di nuovi utenti … evidentemente, non tutti i mali (leggi Buzz e Wave) vengono per nuocere!</p>
<p>Tornando a YouTube, le novità si presentano già nella home page che appare, nella struttura, un po’ più “social” della precedente, anche se la maggior parte dei cambiamenti si possono apprezzare dopo aver effettuato l’accesso o dopo aver creato un proprio account.</p>
<p>Dopo il log in si nota, infatti, come acquisiscano rilevanza le categorie e i canali (colonna sinistra), e i feed (colonna centrale). Questi ultimi ricordano proprio la <em>bacheca</em> di Facebbok o lo <em>stream</em> di G+, a parte il fatto che qui ci troveremo dei video, ovviamente!</p>
<p>Interagendo con la barra laterale, è possibile modificare e personalizzare la visualizzazione dei video della propria home page. Nella parte centrale – i feed, appunto – troveranno spazio i video postati dai nostri “amici” dei social, le iscrizioni, i video popolari suggeriti da Youtube, e dei canali consigliati.</p>
<p>Le migliorie non sono solamente di natura grafica: l’intento è quello di rendere maggiormente fruibile “il più grande sito di intrattenimento di Internet” e al tempo stesso <em>condividere sul Web come nella vita reale </em>(come vuole il Progetto Google+)<em>.</em></p>
<p>Anche i canali (Channel) sono stati riprogettati secondo questa ottica, offrendo nuove funzionalità e nuove personalizzazioni. Ad esempio, sono stati creati dei nuovi template appositamente studiati per rispondere a specifiche esigenze delle varie tipologie di possibili editors.</p>
<p>Vuoi attivare subito la nuova interfaccia per il tuo canale? Nulla di più semplice: prova subito la <strong><a href="http://www.youtube.com/t/new">nuova versione</a></strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9594" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/12/1.jpg" alt="YouTube - personalizza la tua home page" width="660" height="669" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9595" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/12/2.jpg" alt="YouTube - Aggiungi Canali" width="660" height="580" /></p>
<p>Una volta effettuato il log in, nella colonna centrale compaiono tutte le attività relative ai canali sottoscritti e i video (di Youtube) caricati dagli amici o dalle cerchie nei canali social collegati.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9596" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/12/3.jpg" alt="Il canale di TSW Strategies" width="660" height="572" /></p>
<p>Selezionando una delle voci della menù di sinistra, il contenuto dei feed si modifica, mostrandoci le voci relative al canale selezionato.</p>
<p>I nuovi canali: alcuni esempi</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9597" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/12/4.jpg" alt="YouTube - il canale di Red Bull" width="660" height="666" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9599" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/12/51.jpg" alt="YouTube - Il canale di Fox" width="660" height="528" /></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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	</tsw:profile>	</item>
		<item>
		<title>ANW, l&#8217;incontro formativo di TSW di Novembre</title>
		<link>http://blog.tsw.it/tsw-news/incontro-formativo-di-tsw-di-novembre_0009535.html</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 08:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Bettio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[TSW Life]]></category>
		<category><![CDATA[TSW News]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Link popularity]]></category>
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		<description><![CDATA[ANW (a night with) è l’incontro interno di TSW per tenerci aggiornati e condividere in gruppo novità ed informazioni sui temi caldi del marketing online. Cronometro... <a href="http://blog.tsw.it/tsw-news/incontro-formativo-di-tsw-di-novembre_0009535.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ANW</strong> (a night with) è l’incontro interno di TSW per tenerci aggiornati e condividere in gruppo novità ed informazioni sui temi caldi del marketing online. Cronometro alla mano, presenta e modera i numerosi interventi Angela Falotico.</p>
<p>Tra i topic spiccano sicuramente i seguenti:<img class="alignright size-medium wp-image-9536" title="A night with - Novembre 2011" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/11/anw1-300x224.jpg" alt="A night with - Formazione in TSW" width="300" height="224" /></p>
<p>I «<strong>Personas</strong>», ci racconta Luca Rodighiero, sono scenari descrittivi di comportamenti, predisposizioni e motivazioni che ricorrono negli utenti considerati in target per gli scopi comunicativi del brand. Conoscere questi archetipi consente ai team di lavoro di indossare i panni del “personaggio” individuato per comprendere bisogni, obiettivi, aspettative. Luca ha poi distinto tra User Experience Persona e Buyer Experience Persona.</p>
<p>In pieno trionfo della multimedialità, le parole non sono mai state così importanti: Marco Conte ci ha dato il suo feedback sul <strong>workshop di Luisa Carrada: “<em>Le parole al lavoro</em></strong>”. I quotidiani oggi utilizzano sempre di più il linguaggio esplorativo tipico del web: un testo che si guarda più che si legge e in cui spazi, colori, forme, riferimenti sono fondamentali per togliere carico cognitivo al lettore.</p>
<p>Due Case Histories raccontate da Elisa Nicastro di About You ci introducono nel mondo delle <strong>PR Online</strong>. La relazione con i blogger è il cuore di queste attività, e la cosa più importante è riuscire a costruire un rapporto di fiducia reciproca per instaurare collaborazioni trasparenti. Dietro ogni attività di Pr Online inoltre c’è sempre una strategia di <strong>Link Popularity</strong> volta ad aiutare il posizionamento sui motori di ricerca del cliente.</p>
<p>Mattia Rigo, Apple addicted, ha presentato il <strong>resoconto sul <a title="Il techtalk di Roma" href="http://developer.apple.com/techtalk/" target="_blank">tech talk di Roma</a></strong> organizzato direttamente dal marchio: un evento per programmatori e consulenti durante il quale si è parlato del nuovo sistema operativo iOS5, di API, iCloud e non solo. La parte di User Experience, per Apple un mezzo per aiutare l’App a “<em>raccontare una grande storia</em>”, è punto forte della casa madre ed è stata approfondita con esempi interessanti. Un esempio per tutti è <a href="http://itunes.apple.com/it/app/the-early-edition-2/id471813327?mt=8">The Early Edition 2</a> per iPad.</p>
<p>Dal <strong><a title="L'evento Search Love di Distilled" href="http://www.distilled.net/events/searchlove-london/" target="_blank">Search Love</a> di Londra </strong>e dal <strong><a title="Seo Web Mktg Experience di Madri" href="http://www.seowm.com/" target="_blank">SEO Web Marketing Experience</a> di Milano </strong>arrivano Sebastiano Montino e Lorenzo Bonarini. Durante l’appuntamento inglese di Search Love si è parlato molto di <strong>SEOsocial</strong>.  Nei paesi anglofoni i social network acquisiscono sempre più rilevanza. L’algoritmo di Google, infatti, si sta evolvendo per monitorare sempre meglio l’attività sui social network, in modo da ricavare indicazioni utili su qualità e autorevolezza dei siti.</p>
<p>Approfondiremo presto, in una riunione &#8211; a porte chiuse &#8211; con i SEO Specialists di TSW Strategies!</p>
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<p>Le nostre pillole della giornata le trovi su twitter digitando questi hastags: #Tsw e #anw</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Google ci spia!</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/le-preferenze-negli-annunci-google-2_0009397.html</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edoardo De Zorzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Keyword Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Google AdWords]]></category>
		<category><![CDATA[PPC]]></category>

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		<description><![CDATA[Da alcuni mesi Google ha reso pubblici degli studi effettuati su tutti gli utenti web, tracciati nel rispetto della privacy.  Tutti i nostri movimenti sul... <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/le-preferenze-negli-annunci-google-2_0009397.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da alcuni mesi Google ha reso pubblici degli studi effettuati su tutti gli utenti web, tracciati nel rispetto della privacy.  Tutti i nostri movimenti sul web vengono “osservati” principalmente con <strong>Google Analytics</strong> e, di seguito, tramite l’analisi dei percorsi di navigazione veniamo facilmente categorizzati e associati a dei dati demografici. Ecco ad esempio com&#8217;è classificata la mia utenza:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9400" title="Google ci spia - le preferenze negli annunci Google" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/11/google-ci-spia1.png" alt="Google ci spia - le preferenze negli annunci Google" width="660" height="448" /></p>
<p>Direi che il profilo è abbastanza azzeccato! :-)</p>
<p>Naturalmente lo scopo di queste analisi è renderle utili per le campagne AdWords, al fine di mostrare annunci più interessanti alle diverse categorie di targeting.</p>
<p>In questo modo dovrebbe incrementare il <strong>CTR</strong>, la <strong>qualità del traffico</strong> generato dalle campagne a pagamento e, di conseguenza il <strong>tasso di conversione</strong>.</p>
<p>A livello di pannello, <strong>AdWords</strong> permette di creare delle campagne per categorie di interessi (<strong>interest category targeting</strong>), al fine di raggiungere segmenti di pubblico specifico nella <strong>rete display</strong>. Noi utilizziamo spesso questa strategia,  sia per creare delle campagne ad  hoc che per escludere determinate categorie di utenti del display network Google.</p>
<p>La seconda soluzione ha portato dei risultati molto positivi e consigliamo quindi di  includerla sempre nella lista delle ottimizzazioni da apportare alle campagne. Dal nostro punto di vista di marketer quindi lo &#8220;spionaggio&#8221; di Google non può che risultare positivo, anche se da parte di un navigatore forse potrebbe sembrare invadente&#8230; resta sempre la curiosità di vedere come Google ci ha categorizzati: siete riusciti a resistere o avete già verificato?</p>
<p>Vi riconoscete nel profilo che via ha assegnato? Ecco l’indirizzo per poter visualizzare le vostre informazioni riservate: <a href="https://www.google.com/settings/ads/onweb/">https://www.google.com/settings/ads/onweb/</a></p>
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		<title>I fondamentali del web marketing: il Social Media Marketing</title>
		<link>http://blog.tsw.it/web-marketing/i-fondamentali-del-social-media-marketing_0009040.html</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 14:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Da Ros</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti come i blog, i social networks e le community abbiano cambiato il modo con cui le aziende si confrontano con i... <a href="http://blog.tsw.it/web-marketing/i-fondamentali-del-social-media-marketing_0009040.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi siete mai chiesti come i <strong>blog</strong>, i <strong>social networks</strong> e le <strong>community</strong> abbiano cambiato il modo con cui le aziende si confrontano con i potenziali clienti e con quelli fidelizzati?</p>
<p>Queste piattaforme di <em>sharing</em> ci permettono di avere un profilo pubblico o semi-pubblico e di delineare una lista di persone con le quali condividere contenuti online.</p>
<p>Ma quando entrano in scena le aziende? Fino a qualche anno fa le imprese si limitavano, attraverso il marketing tradizionale, a stimolare i bisogni nel consumatore e ad indurre gli stessi all’acquisto. Oggi, invece, chi fa business deve considerare anche  ciò che si dice in rete e cogliere i desideri e le aspettative dei propri clienti.</p>
<p>E’ nato così il <strong><span style="text-decoration: underline;"><a title="Social Media Marketing, Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Social_media_marketing" target="_blank">Social Media Marketing</a></span></strong>, una disciplina che si avvale di una comunicazione integrata su piattaforme <span style="text-decoration: underline;"><a title="Definizione di Web 2.0., Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0" target="_blank">web 2.0.</a></span> (<strong>blog, forum, chat, Youtube, Facebook, Myspace, Twitter, Tripadvisor</strong> …), dove i contenuti vengono generati dagli utenti e dove le aziende – oltre a restare sempre in ascolto &#8211; possono eventualmente interagire con i consumatori.</p>
<p>La finalità del <strong>Social Media Marketing</strong> è di aumentare il contatto con i propri clienti o potenziali interessati. Le aziende hanno l’opportunità di socializzare, di unirsi a community verticali già esistenti affini al proprio target, di capire meglio la<strong> reputazione del proprio brand o prodotto</strong> per comprenderne i punti deboli e le esigenze degli utilizzatori. Interagire di conseguenza  per dimostrare il coinvolgimento dell’azienda al fine di trasmettere passione e interesse per il prodotto e per chi l’acquista.</p>
<p>Tali conversazioni possono anche partire da <strong>azioni di branding delle aziende</strong>, che coinvolgono utenti/consumatori in contest con premi, gadget in omaggio, goodies … solo per citare alcuni esempi.</p>
<p>Prima di tutto, però, le aziende devono veicolare informazioni corrette e utili relative ai propri prodotti e fornire un servizio ai propri utenti.</p>
<p>Questo porta ad aumentare la fiducia verso l’azienda che si tradurrà di conseguenza in maggior traffico sul sito, maggiori segnalazioni ad altri utenti, maggiore considerazione da parte dei motori di ricerca e non da ultimo un aumento delle vendite.</p>
<p>Il social media marketing è quindi indispensabile per:</p>
<ul>
<li>creare relazioni bidirezionali con gli utenti/consumatori utilizzando la <strong>condivisione</strong>. Ne consegue che le aziende, unendosi e sfruttando la potenzialità delle community, possono capire meglio la reputazione del proprio prodotto o brand, facendo anche diventare punti forti quelle che sono delle debolezze, agli occhi di qualcuno.</li>
<li>influenzare il processo decisionale di acquisto da parte degli utenti; diverse analisi hanno messo in luce come, durante la valutazione di un prodotto o servizio, noi utenti diamo molto peso alle informazioni riportate da altri utenti come noi. Per questo motivo è necessario stimolare gli utenti a parlare bene di noi … naturalmente se hanno un buon motivo per farlo!!!  :-)</li>
</ul>
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		<title>La nuova veste di Internet: il Mobile</title>
		<link>http://blog.tsw.it/mobile-web/la-nuova-veste-di-internet-il-mobile_0009264.html</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 10:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Rigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile web]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Web]]></category>
		<category><![CDATA[TSW Strategies]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[mobile marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Il futuro di Internet e delle ricerche degli utenti si sta spostando sul Mobile. Oramai lo leggiamo nel web, nelle riviste specializzate, negli spazi di settore... <a href="http://blog.tsw.it/mobile-web/la-nuova-veste-di-internet-il-mobile_0009264.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il futuro di Internet e delle ricerche degli utenti si sta spostando sul <strong>Mobile</strong>. Oramai lo leggiamo nel web, nelle riviste specializzate, negli spazi di settore dei quotidiani.</p>
<p>A livello globale le ultime statistiche su <strong>smartphone</strong> e <strong>tablet </strong>ci dicono che ad oggi sono presenti – solo in Italia – oltre 20 milioni di smartphone (dato estate 2011).</p>
<div id="attachment_9288" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-9288" title="Mobile trends" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/10/mobile_001-300x185.png" alt="Mobile trends" width="300" height="185" /><p class="wp-caption-text">Scenario Mobile</p></div>
<p>Le spedizioni dalle case madri ai rivenditori di smartphone sono incrementate nell’ultimo anno a più di 19 milioni di unità, 109% in più rispetto all’anno precedente e rappresentano il 37% delle spedizioni totali (Fonte: International Data Corporation).</p>
<p>Lo stesso vale per i <strong>tablet </strong>con incrementi di acquisto ancora più marcati (+ 154%) dettati soprattutto dal fenomeno <strong>iPad</strong> e dal più recente <strong>iPad2</strong>, i quali hanno scatenato i concorrenti verso una vera e propria rincorsa  (vedi Samsung con ad  esempio il suo Galaxy Tab) (Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/07/26/news/mercato_dei_client_in_italia-19639697/">Repubblica.it</a>).</p>
<p>Una conseguenza diretta di questo boom di vendite è il sempre crescente traffico internet generato da dispositivi mobili.</p>
<p>Persino il gigante Google ha predetto che nei prossimi tre anni la maggior parte dei visitatori di un sito internet arriveranno direttamente dal loro smartphone.</p>
<p>Ma cosa ha scatenato questo boom di vendite?</p>
<p>Da un lato l’aumento della presenza di<strong> aziende e servizi online</strong> (meteo, borsa, e-commerce che permettono l’acquisto di musica,  libri… a volte a prezzi vantaggiosi) nonché la necessità/desiderio di essere collegati sempre per<strong> condividere contenuti</strong> (<strong>tweet, like, immagini, video</strong>) nei più frequentati <strong>social networks</strong>.</p>
<p>Dall’altro lato è aumentata la diffusione del celeberrimo<strong> </strong><a title="sito ufficiale Apple" href="http://www.apple.com/it/iphone/" target="_blank"><strong>iPhone</strong></a>  anche grazie ai nuovi pacchetti della telefonia mobile “tutto incluso”.</p>
<p><strong>Iphone</strong>, per primo, ha introdotto una nuova concezione della navigazione mobile, più chiara e soddisfacente rispetto ai tentativi precedenti (penso alla lenta navigazione WAP dei vecchi cellulari).</p>
<p>Non ultimo il vantaggio che da gennaio gli esercizi pubblici non sono più obbligati a chiedere la registrazione dei dati agli utenti. Chiunque può accedere alle reti e navigare col proprio dispositivo. Questo solleva hotel, bar, ristoranti da incombenze che rendevano complessa la loro posizione in materia di connettività e, soprattutto, permette all’Italia di fare un bel passo avanti nella diffusione delle nuove tecnologie in genere.</p>
<p>Un discorso a parte meritano poi le <strong>Applicazioni per dispositivi Mobile</strong>: esistevano già applicazioni per smartphone come <strong>BlackBerry e Nokia</strong>, ma la diffusione al grande pubblico è avvenuta con il melafonino.</p>
<p>Apple ha infatti reinventato il prodotto, attraverso lo studio dell’interazione umana con il software, per poi costruire un hardware dedicato e di grande appeal.</p>
<p>Ma non esiste solamente Apple! Anche Google con il suo <strong>Sistema Operativo <a title="Android, sito ufficiale" href="http://www.android.com/" target="_blank">Android</a></strong> ha lanciato il suo store per applicazioni: l’Android Market. Ad oggi però l’AppStore è il più grande store virtuale di Applicazioni per smarthphone.</p>
<p>Durante l’ultimo evento Apple “Let’s Talk iPhone” del 4 Ottobre 2011 , la società ha diffuso i numeri aggiornati dell’AppStore, e parlano chiaro!</p>
<p>I download sono arrivati a <strong>18 miliardi</strong> e il numero di Apps disponibili ha superato quota <strong>500 mila</strong> (fonte <a href="http://www.tipb.com/2011/10/07/talk-iphone-numbers/">Tipb</a>).</p>
<p>La concorrenza è  lontana da cifre del genere; nonostante il maggior numero dei devices in circolazione, Android è fermo a 4,5 Miliardi di download.</p>
<p>Decisamente inferiori tutti gli altri competitors che non solo hanno adottato il modello di business in ritardo, ma dispongono inoltre di molto meno materiale nei propri store.</p>
<p>Non c’è dubbio che<strong> tablet e smartphone</strong> siano i mezzi su cui puntare e che <strong>mobile commerce</strong> e <strong>social mobile </strong>continueranno a crescere nei prossimi anni…lo abbiamo visto anche allo <a title="Iab Forum 2011" href="http://www.iab.it/" target="_blank">IAB</a>.</p>
<p>Molte aziende hanno giustamente deciso di far sentire la propria presenza anche nel campo mobile, per seguire l’innovazione e per anticipare le esigenze dei propri consumatori. Noi le assistiamo con servizi ad hoc per il mobile: progettazione e sviluppo di applicazioni, tracciamento dell’interazione, test con utenti e analisi esperte di usabilità, creazione di campagne PPC.</p>
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		<item>
		<title>Alcuni consigli per realizzare una buona Landing page</title>
		<link>http://blog.tsw.it/search-marketing/suggerimenti-per-realizzare-una-buona-landing-page_0009046.html</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 14:34:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Rodighiero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Usability]]></category>
		<category><![CDATA[landing page]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta un clic su una campagna pubblicitaria (banner, annuncio, dem) o una newsletter per atterrare, nella maggior parte dei casi, su una landing page.
Queste pagine... <a href="http://blog.tsw.it/search-marketing/suggerimenti-per-realizzare-una-buona-landing-page_0009046.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basta un clic su una campagna pubblicitaria (banner, annuncio, dem) o una newsletter per atterrare, nella maggior parte dei casi, su una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Landing_page"><strong>landing page</strong></a>.</p>
<p>Queste pagine web hanno uno scopo preciso: trasformare il traffico <strong>sul proprio sito</strong> in una concreta opportunità <strong>di business</strong> (acquisire nuovi contatti, far sì che gli utenti acquistino prodotti/servizi …).</p>
<p>Le <strong>landing pages</strong> devono essere fortemente imperniate sulla <strong><em>call to action</em></strong>: elementi della pagina che solleticano e attirano l’attenzione dell’utente<strong>. </strong>Per aumentare le opportunità che questo accada, è bene<strong> </strong>rispettare alcuni requisiti fondamentali sia dal punto di vista della grafica/design che da quello del contenuto.  Vediamo i principali.</p>
<ul>
<li><strong>Pensate alla “piega”:</strong> i contenuti <strong>strategici </strong>devono  <strong>essere disposti in maniera razionale </strong><strong>“sopra la piega”</strong> della pagina, <strong>la regione a più alta visibilità e priorità informativa</strong>. Tenete conto di come la pagina si debba adattare alle risoluzioni degli schermi -web standard, tablet e mobile-  e testate la disposizione dei contenuti e l’organizzazione degli elementi su più hardware.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Definite una call to action precisa</strong>. La pagina dovrebbe contenere un invito/chiamata all’azione prioritario e rapidamente identificabile. La comunicazione deve essere infatti tematizzata: <strong>ogni landing deve essere focalizzata/incentrata su un unico prodotto o servizio.</strong><br />
Non distraete l’utente con una grafica pesante e molti link. La call to action dovrebbe: stagliarsi in modo chiaro e utilizzare combinazioni di colore ad alto contrasto rispetto allo sfondo o agli elementi adiacenti; essere collocata in posizione di prominenza visiva rispetto agli altri oggetti; comunicare attraverso la gerarchia visiva delle dimensioni degli elementi la propria priorità; essere distinta dal testo e da altre parti grafiche tramite un utilizzo consapevole di spazi  vuoti; comunicare all’utente cosa lo aspetta nei passi successivi della conversione.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Offrite vie di conversione alternative</strong>: assieme alla call to action primaria, definite dei percorsi di conversione secondari o azioni secondarie (ad esempio il “<strong>Vuoi saperne di più?</strong>”) che agiscano in armonia con il resto della pagina e non distraggano l’utente dall’azione principale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Non dimenticate Brand e Company Name.</strong> L’identità e la riconoscibilità del marchio è fondamentale. Bisogna dare il giusto spazio e il giusto peso nella pagina al brand. Accompagnate il vostro marchio con una<em> tag line </em>che permetta di spiegare la vostra USP (<em>Unique selling proposition</em>).</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Cercate di catturare l’attenzione</strong> dell’utente con le immagini e con un testo asciutto e<em> </em>leggibile dal motore. Il 60% della landing page è grafica ed il 40% è contenuto da ottimizzare.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Gadget, sconti, e-books … sono sempre graditi</strong>. Una buona landing page offre sempre qualcosa di <em>gratis</em> all&#8217;utente che lascia i propri dati, effettua una transazione, si iscrive a una newsletter.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Comunicate il senso di urgenza. </strong>Potrebbe rivelarsi azzeccata la scelta di trasmettere l’idea che il prodotto o il servizio siano disponibili alle condizioni proposte per un periodo molto limitato di tempo o per un numero ristretto di utilizzatori, così da veicolare la percezione di una possibile mancata opportunità.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Non trascurate la privacy</strong>. Se i vostri utenti non vedono una policy di privacy quando vengono richiesti dati sensibili o un protocollo di sicurezza quando si sta effettuando una transazione, possono abbandonare la pagina.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Corrispondenza con il contenuto dell’annuncio. </strong>La comunicazione deve essere pertinente con le parole chiave e il testo dell’annuncio, del banner, dell’email spedita. Anche le foto utilizzate nell’annuncio o nella dem dovrebbero essere pertinenti rispetto al servizio/prodotto promosso o offerto nella landing ; in altre parole, deve esserci piena corrispondenza tra il contenuto del messaggio pubblicitario e quello della landing page anche attraverso le immagini. Inoltre, per i prodotti consigliamo foto nel contesto d’uso.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Trasmettere fiducia</strong>. La comunicazione deve trasmettere <strong>fiducia e credibilità </strong>agli occhi degli utenti. Per fare ciò potrebbe essere utile ricorrere a numeri verdi, certificazioni, premi e riconoscimenti ricevuti, referenze/credenziali facilmente controllabili/verificabili, FAQ, testimonianze, case histories, demo e prove di efficacia, testimonial; la comunicazione deve essere<strong> esaustiva, personale </strong>(tono informale e colloquiale) e dovrebbe rispettare il <strong>principio della piramide rovesciata </strong>(dal generale al particolare ovvero prima le conclusioni/i benefici e poi le prove/ i dati di fatto).</li>
</ul>
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		<title>Lisa Casali, Ecocucina</title>
		<link>http://blog.tsw.it/eventi/blog-ecocucina_0009057.html</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 09:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Zanolla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Connections]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[blog TSW]]></category>
		<category><![CDATA[intervista blog]]></category>
		<category><![CDATA[TSW gastrotour]]></category>
		<category><![CDATA[TSW News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.tsw.it/?p=9057</guid>
		<description><![CDATA[Ancora un’intervista, ancora una blogger: oggi tocca a Lisa Casali, che sarà nostra ospite a Milano il 20 settembre a Verba volant, script@ manent.
Una food... <a href="http://blog.tsw.it/eventi/blog-ecocucina_0009057.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora un’intervista, ancora una blogger: oggi tocca a Lisa Casali, che sarà nostra ospite a Milano il 20 settembre a <strong><a href="http://blog.tsw.it/eventi/filippa-lagerback-alla-social-media-week_0009053.html" target="_blank">Verba volant, script@ manent</a></strong>.</p>
<p>Una food blogger un po&#8217; diversa: nella sua cucina Lisa utilizza <strong>tutto quello che gli altri tendono a buttare via</strong>… così è nato il suo blog<strong> <a href="http://www.ecocucina.org/">Ecocucina</a>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9067" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/08/Nuova-immagine.jpg"><img class="size-medium wp-image-9067" title="Lisa Casali, Ecocucina" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/08/Nuova-immagine-300x200.jpg" alt="Lisa Casali, Ecocucina" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">La blogger Lisca, Ecocucina</p></div>
<p><strong>Come sei diventata blogger? Hai voglia di raccontarci qualcosa di te e della tua passione per la cucina e la scrittura?</strong></p>
<p>Più che dal mondo della cucina provengo da quello ambientale, prima per studio poi per lavoro. Infatti, da più di dieci anni mi occupo di ambiente e rischi inquinamento. La cucina l&#8217;ho sempre coltivata come una passione parallela attraverso corsi ed esperienze sul campo. Circa 8 anni fa ho cominciato a pormi sempre più interrogativi riguardo al mio rapporto con il cibo e ho deciso di scrivere un manuale per insegnare ad utilizzare tutto quello che gli altri libri dicono di buttare via. L&#8217;idea del blog è arrivata solo diversi anni dopo. Ero convinta che tenere un blog fosse molto complicato e che richiedesse particolari conoscenze ed abilità. È sicuramente più semplice di quanto non mi aspettassi anche se le abilità servono eccome se vuoi fare un buon blog. Il mio punto debole è sicuramente la fotografia ma sto studiando per migliorare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scrivere è un po&#8217; come cucinare: parole, ispirazione, fotografie… quali sono gli ingredienti per un post perfetto?</strong></p>
<p>Il post perfetto cosi come il blog perfetto richiede diverse competenze. Ho scoperto sulla mia pelle come inventare una bella ricetta fosso solo una parte di quello che bisogna fare: una bella foto è altrettanto importante e non è semplice se come me hai tempo da dedicare alla cucina solo di notte, ti scordi la luce naturale e devi arrangiarti con quella artificiale. Per quanto riguarda lo stile nello scrivere io ho sicuramente un modo di scrivere molto asciutto che tradisce la mia formazione scientifica e la tendenza alla sintesi. Infine altri due aspetti meritano a mio avviso grande attenzione: la grafica del blog e la comunicazione: per la prima mi sono fatta aiutare da esperti, mentre la diffusione delle proprie idee richiede un opportuno utilizzo dei social network e collaborazioni con altre testate che possono lanciare idee ricette anche su differenti canali.</p>
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<p><strong>Quando hai capito che un blog poteva diventare qualcosa di più di un semplice passatempo? Ovvero: un blog può diventare un lavoro?</strong></p>
<p>Grazie al mio blog sono riuscita a trovare un editore per i miei due libri &#8220;La cucina a impatto (quasi) zero&#8221; e &#8220;Cucinare in lavastoviglie&#8221; in uscita a fine settembre.  Sono inoltre riuscita a diffondere le mie idee e le mie ricette (anche se sicuramente si può fare ancora molto, soprattutto all&#8217;estero). Il blog ha avuto da subito un buon successo e le collaborazioni con il tempo sono moltiplicate. Un blog può sicuramente diventare un lavoro, anche se  io al momento continuo a portare avanti due vite parallele: la mia attività principale di esperta di rischi inquinamento (di giorno) e quella di blogger e scrittrice (di notte). Inoltre non ho guadagni diretti dal blog perché ho deciso di non inserire pubblicità. I pochi banner presenti sul mio blog sono di siti o progetti che ho deciso di sostenere perché sono in linea con il mio pensiero e nient&#8217;altro.</p>
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<p><strong>Hai avuto esperienze con aziende che ti hanno cercata e contattata proprio perché “sei un blogger”?</strong></p>
<p>Diverse aziende, anche nomi importanti mi hanno contattata da subito. Ho occupato una specie di nicchia ecologica vuota, quella che unisce cucina e impatto ambientale. È un tema che interessa a molti e grazie a questo mi capita spesso di essere invitata ad eventi a parlare o altre volte a cucinare.</p>
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<p><strong>Cosa significa cucinare ad impatto quasi zero? Come ti sei avvicinata a questo “stile di cucina”?</strong></p>
<p>Ho sempre avuto una forte sensibilità alle tematiche ambientali, ma è stato solo negli ultimi otto anni che ho sviluppato una vera consapevolezza. Quando mi sono resa conto di quanto normalmente si scartava degli alimenti senza una vera ragione, ho deciso di sperimentare qualunque tipo di scarto e inventarmi ricette per utilizzare gambi, bucce, foglie, ecc. Mano a mano che sperimentavo ho sviluppato una mia filosofia di cucina che va ben oltre l&#8217;utilizzo degli scarti e che parte dalle scelte alimentari, forse l&#8217;aspetto che si dà più per scontato ma che ha le conseguenze maggiori sia sulla nostra salute che sull&#8217;ambiente.</p>
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<p><strong>Lasciamoci con un regalo: una ricetta per combattere questa afa che non vuole abbandonarci! :)</strong></p>
<div id="attachment_9062" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/08/ghiaccioli.png"><img class="size-medium wp-image-9062" title="I ghiaccioli eco del blog di Lisca" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/08/ghiaccioli-300x224.png" alt="I ghiaccioli eco di Lisca" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">I ghiaccioli eco di Lisa</p></div>
<p>Con il caldo di questi giorni vi consiglio di provare gli Eco-ghiaccioli. Prima vi preparate un centrifugato di frutta, ve lo gustate e tenete da parte la polpa di scarto che si raccoglie nella centrifuga.</p>
<p>Per circa 300g di polpa preparate poi un bicchiere di sciroppo con 3 cucchiai di zucchero e poi via in freezer. Nel mio blog vi svelo ogni aspetto per gustarsi un dolcetto sano!</p>
<p>Grazie Lisa, e ci vediamo a Milano!</p>
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		<title>Claudia Magistro, Scorza d&#8217;arancia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 14:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Zanolla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Claudia Magistro
Purtroppo anche la nostra pausa estiva è ormai finita, tra un po&#8217; ricominciano le scuole, pieni di buoni propositi ci iscriviamo in palestra, in... <a href="http://blog.tsw.it/connections/scorza-darancia_0009076.html" rel="nofollow" >Continua &raquo;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9085" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/09/claudia.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-9085" title="Claudia Magistro" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/09/claudia-150x150.jpg" alt="Claudia Magistro, foodblogger di Scorza d'arancia" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Claudia Magistro</p></div>
<p>Purtroppo anche la nostra pausa estiva è ormai finita, tra un po&#8217; ricominciano le scuole, pieni di buoni propositi ci iscriviamo in palestra, in piscina&#8230; e riprendiamo a scrivere nel nostro blog!</p>
<p>Oggi vi presentiamo Claudia, la profumatissima <a title="Scorza d'arancia, il blog di Claudia Magistro" href="http://scorzadarancia.blogspot.com/" target="_blank">Scorza d’arancia</a>, che ci racconterà di sé.</p>
<p>Per Claudia qualche piccola domanda, per voi una piccola ricetta fresca, sperando che il caldo non ci abbandoni troppo presto!</p>
<p><strong>Come hai iniziato? Passare da cuoca a blogger… hai voglia di raccontarci qualcosa di te e della tua passione per la scrittura e la rete?</strong></p>
<p>Ho iniziato per caso e non perchè ne avessi voglia. Il mio blog è stato aperto a mia insaputa, con un altro nome, un nome di &#8220;prova&#8221; da rivedere successivamente dopo essermi ripresa dallo shock. La mia amica Roberta un giorno mi disse: &lt;&lt;ma scusa con tutte le cose buone, particolari e diverse che prepari, perchè non apri un blog?&gt;&gt; Ho cercato di dissuaderla ma lei non mi ha ascoltata&#8230; ed eccomi qua dopo quasi 4 anni di blog e quasi 600 ricette. Io non mi definisco una cuoca, la cuoca vera è titolata, io mi diverto in cucina circondata da amici e parenti che poi mangiano le cose che preparo. Adoro leggere, non ho mai pensato di scrivere; considero un blog quello che poi è, un diario personale non proprio segreto, ma un posto dove scrivo senza troppe architetture formali.</p>
<p><strong>Scrivere è un po’ come cucinare: parole, ispirazione, fotografie… quali sono gli ingredienti per un post perfetto?</strong></p>
<p>Gli ingredienti per un post perfetto si riducono quasi ad uno. La foto! Deve essere ammaliatrice, ti deve incantare, deve convincerti che quella ricetta è perfetta e che la si può rifare immediatamente. Le parole vengono da sole solo dopo, poche ma d&#8217;effetto: cerco di essere sempre me stessa, mi piace provare a strappare un sorriso magari utilizzando un po&#8217; di dialetto e una parlata tipica camillerese ;). Alla fine arriva lei, la ricetta, meglio se semplice da realizzare ma accattivante.</p>
<p><strong>Hai avuto esperienze con aziende che ti hanno cercata e contattata proprio perché “sei una blogger”? Credi che i blogger possano in qualche modo influenzare i comportamenti di acquisto con le loro recensioni e attività?</strong></p>
<p>Il blog non è mai stato un passatempo, anche perché di tempo in casa con marito e figlia ce n’è veramente poco! E&#8217; un lavoro non retribuito, e alla fine diventa un impegno verso chi ti legge e chi ti chiede consigli. Il blog, è vero,  offre anche delle  opportunità di contatti con delle aziende che, in cambio di pubblicità, mandano i loro prodotti.</p>
<p><strong>Lasciamoci con un regalo: una ricetta veloce e facile per chi sta sempre davanti al pc :)</strong></p>
<p>Ecco qui la ricetta per non dimenticarci l&#8217;estate: un&#8217; insalata di arance e finocchi.</p>
<div id="attachment_9079" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/09/Nuova-immagine.jpg"><img class="size-medium wp-image-9079" title="Clara Magistro, insalata di arance e finocchi" src="http://blog.tsw.it/wp-content/uploads/2011/09/Nuova-immagine-225x300.jpg" alt="Insalata di arance e finocchi" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Claudia Magistro, insalata di arance e finocchi</p></div>
<p>Gli ingredienti per 4 persone:</p>
<ul>
<li>2 arance belle grosse</li>
<li>2 bei finocchi croccanti</li>
<li>un mazzetto di prezzemolo</li>
<li>olio extravergine d&#8217;oliva</li>
<li>sale e pepe</li>
</ul>
<p>Affettate a velo con una mandolina (obbligatorio!!!) i finocchi mondati e lavati; sbucciate le arance, togliete quanto più è possibile la parte bianca, dividetele a metà e su un tagliere, affettatele abbastanza sottilmente. Mettete gli ingredienti affettati in una ciotola; raccogliete il succo che si è disperso sul tagliere e unitelo all&#8217;insalata. Tritate a coltello il prezzemolo e cospargetelo sull&#8217;insalata, salate, pepate e irrorate con un filo d&#8217;olio. Se volete potete utilizzare un&#8217;acciughina sottolio spezzettata e della cipollina fresca affettata sottile, io la preferisco così semplice semplice. Buon appetito!</p>
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