Lucia Vellandi
TSW Account Director
Dalla parte dell’utente: eye tracking testing – la presentazione
14 novembre 2007Lo IAB Forum 2007 è stata sicuramente un’esperienza positiva ed interessante, sia per il buon livello dei contenuti sia per il grande interesse dimostrato dai visitatori. A breve saranno disponibili sul sito ufficiale dello IAB Forum i video e le presentazioni degli interventi, ma quella di Luca e Miriam è già disponibile nel sito TSW (nella sezione Approfondimenti), oltre che visibile in anteprima qui di seguito.
Buona lettura!
Post correlati:
Tags: eventi SEM, Eye Tracking, IAB forum, presentazioni TSW, Usabilità
Categorie: Eventi, Web Usability
7 Commenti a “Dalla parte dell’utente: eye tracking testing – la presentazione”
Ciao Marco,
il tuo contributo mi permette di precisare alcune cose.
I tuoi rilievi sono corretti, ma ” io credo ” non la tua conclusione. :)
Quando dici “Qualunque web-designer mediamente esperto avrebbe fatto la pagina “nuova”” parli di una situazione spesso purtroppo solo teorica…
Un sito web, soprattutto di una grande azienda, è il risultato di un processo frutto di moltissimi compromessi: vincoli dell’IT, ragioni di marketing, disponibilità dei contenuti, scelte dell’agenzia web, logiche concorrenti tra loro che spesso non determinano un prodotto finale legato alla migliore fruibilità o alla conversione.
Il web-designer non è il fulcro di questo processo.
E’ una figura comunque importante che deve però tenere conto di esigenze che talvolta non gli consentono di lavorare nel migliore dei modi.
Sono poi d’accordo sul fatto che la web analytics e una gestione avanzata di una campagna di keyword advertising (con l’uso per esempio dell’analisi multivariata) sono strumenti importantissimi, in cui TSW crede e che utilizza quotidianamente.
La forza dell’eye tracking credo sia questa: sgombrare il campo da affermazioni quali “qualunque esperto avrebbe fatto” o “era evidente che” o ancora “è scontato che sarebbe successo che”, affermazioni che sono sempre semplici da fare quando si misura realmente il netto miglioramento dei risultati portati da un test di usabilità.
Ci sono credo altre ragioni che dimostrano la sua forza.
Una ragione è che spesso ogni esperto ha una ricetta, che va moltiplicata per il numero degli esperti interpellati, e su cui va fatta una scelta che diventa difficile . :)
La seconda è che ” molto semplicemente ” è meglio sapere, invece che intuire o ritenere.
Un test di usabilità con eye tracking permette di sapere con ragionevole certezza cosa fanno i tuoi utenti e come.
Secondo me una conquista di questo tipo è veramente fondamentale, ed è un ottimo modo su cui investire una parte del proprio budget.
Ottima risposta LucaS,
io non metto in discussione l’uso dell’eye-tracking, e credo sia uno strumento davvero fantastico, però in una ricerca presentata al pubblico secondo me dovreste puntare a migliorare siti “stilisticamente moderni”, cioè siti con aspetti grafici che sono diffusi al giorno d’oggi; per intendersi mi riferisco a siti con uno stile grafico che qualcuno erroneamente chiama web 2.0 (dico erroneamente perché il web 2.0 è un innovazione nei rapporti tra “sito” e utente, non uno stile fatto di sfumature e loghi luccicanti).
Secondo me analizzando certi siti web 2.0 che a detta di qualcuno sono perfetti si scoprirebbe che molti contengono informazioni di disturbo per il navigatore. Ad esempio credo che in siti rivolti a un target che di tecnologia è “ignorante” non ha senso mettere una tag-cloud perché per molti è solo un misto di parole e pochi ne capiscono il significato. La stessa cosa vale per i bottoni RSS: mi è capitato di vederli inseriti il bella vista su siti nei quali i visitatori probabilmente sapevano a malapena inviare un e-mail, quindi in questo caso trovo inutile inserire due bottoncini arancioni senza alcuna spiegazione al loro fianco.
Con l’eye-tracking si potrebbero confermare o sconfermare queste e molte altre teorie senza cadere nella “banalità” di analizzare siti con uno stile che secondo il 90% dei web-designer è decisamente superato e non porta alla conversione sperata dal proprietario del sito.
Spero di leggere presto altre informazioni sull’eye-tracking sul vostro sito, dato che è un argomento davvero interessante sul quale in futuro potrei sviluppare la mia tesi di laurea (quando mi laureerò, spero prima del 2020 :-) )
@MarcoTogni
Se parli di Tag-cloud e RSS mi sento preso in causa… :-)
Credo che l’inserimento di certi elementi, non comprensibili da parte degli utenti poco “skillati”, non debbano essere visti come elementi di disturbo.
Piuttosto credo che vada modificato il modo in cui gli elementi “Web 2.0″ vengono presentati nelle pagine, cercando di chiarirne lo scopo inserendo delle informazioni utili all’utente.
Sulle tecniche di presentazione di questi elementi potrebbe essere utile un test utenti con eyetracking, dove vengono reclutati utenti con poca dimestichezza con RSS / tag cloud e dandogli un task ad-hoc.
Forse questo è il vero Web 2.0, o forse 3.0! Non trovi?
@Marco
Potersi scegliere i clienti è davvero un grosso privilegio…
Faremo il possibile! :)
Tieni monitorato http://www.aboutuser.com, crediamo che nel breve-medio periodo presenteremo diversi casi di studio.
Ciao.
AndreaV, hai ragione. Il web 2.0 secondo me è vecchio, bisogna pensare al web 3.0 . ;-)
Secondo me bisogna fare in modo che tutti, ma proprio tutti, riescano a utilizzare facilmente e velocemente servizi utili come ad esempio gli RSS.
Quando facevo paginette con Front Page nel 1999 non mi serviva l’eye tracking per migliorarle un pochino, facevo semplicemente navigare sul sito qualche adulto della mia famiglia e lo osservavo per alcuni minuti. Penso che questo esperimento l’abbiano fatto TUTTI. Si riuscivano a migliorare alcuni errori grossolani e banali (tipo che un link viola su uno sfondo nero con stelline luccicanti non si legge molto bene :-) )
Al giorno d’oggi mi capita di vedere e parlare con persone simili mentre navigano su siti web 2.0 e non capiscono moltissime cose che per qualcuno sono delle banalità (la tag-cloud).
Con l’eye tracking secondo me si può dare veramente una svolta al web e creare il web 3.0 , dove spero che anche uno di 70 anni che ha appena imparato a navigare riuscirà con dimestichezza a capire come funzionano certe cose.
LucaS, terrò sicuramente d’occhio aboutuser.com , a proposito di RSS, non è che ne potete mettere uno anche lì? :-p
la redazione di global publishers mi ha suggerito altri elementi fondamentali della presentazione:
L’uso della voce: Trasporta e dà valore ai concetti
Anticipa gli snodi del discorso
Deve essere coordinata con la respirazione
Il tono: deve essere funzionale al senso
Volume e ritmo vanno tenuti sotto controllo,
la postura: E’ una comunicazione non verbale
Viene “ascoltata” dal pubblico con l’osservazione
Determina un giudizio a prima vista dell’oratore
Crea per l’oratore la prima relazione con il pubblico
Indica il grado di relazione dell’oratore col contesto
la gestualità: Serve a rafforzare la trasmissione di parole e concetti
A differenza delle parole può sfuggire al controllo razionale
E’ perfezionabile con l’esercizio
Non deve mai essere forzata
Aumenta il grado di sicurezza














L’eye-tracking è un opportunità molto interessante, ma nel sito Istituto Cortivo la pagina “vecchia” era chiaramente inadatta per spingere le persone a cliccare il tasto per compilare la form. Qualunque web-designer mediamente esperto avrebbe fatto la pagina “nuova” così come l’avete progettata voi senza bisogno di usare l’eye-tracking. Io ad esempio avrei fatto un semplice split-test con uno script PHP posizionando il tasto “chiedi maggiori informazioni” a volte a destra (come nella pagina vecchia) a volte al centro proprio sotto il titolo (dove è ovvio che verrà osservato e cliccato di più).
Lo stesso vale per la compilazione del form, quello vecchio faceva veramente pena perché era lunghissimo ed è normale che la gente si confonde e ci mette di più a compilarlo, non serve usare l’eye tracking per capirlo.
RIguardo il sito di Alessi la versione vecchia del sito è fatta in uno stile che andava bene 10 anni fa, si capisce lontano un chilometro basta guardare la cella rossa dove c’è il form “search”, è alta un chilometro. Oltre a questo la pagina vecchia di Alessi è proprio brutta (scritte del menu senza logica, quadratoni con i prodotti ecc. ecc.)
Credo che prima di usare uno strumento costoso e complesso come l’eye tracking bisogna progettare le pagine con il comune senso estetico e un po’ di logica, poi si fanno degli split-test analizzando anche i log, e poi alla fine si utilizza l’eye tracking per migliorare ancora la pagina.
Marco Togni, studente della facoltà di PCA, Rovereto (TN)