SMX Madrid, buona la prima
23 maggio 2008
Sono rientrata ieri dalla prima edizione spagnola dell’SMX, l’evento dedicato al search marketing e concorrente diretto del Search Engine Strategies. Il mercato del search in Spagna ha in questo momento tante affinità con quello italiano, anche se la diffusione della lingua spagnola nel mondo apre opportunità e problematiche diverse.
Un po’ di considerazioni.
Punti di forza
- organizzazione e localizzazione ottime: niente al caso. I ragazzi di OME hanno fatto un gran lavoro, sia nella scelta della sede – la Fiera di Madrid, nuova e ben attrezzata – che nei dettagli, per esempio nel rigore nel controllare l’accesso alle sale a seconda del tipo di pass acquistato. Localizzato il prezzo, 450 euro – pagando in anticipo – per due giorni di accesso completo a seminari e area espositiva e possibilità di sconti per membri SEMPO. Sessioni in spagnolo e inglese e traduzione simultanea sempre disponibile. Localizzati anche gli orari, le sessioni del secondo giorno sono cominciate alle 10, il pranzo dalle 14.30 alle 16. Naturalmente, paella ![]()
- presenze internazionali di forte richiamo: in primis Danny Sullivan e Rand Fishkin, che hanno dato lustro all’evento, richiamato molte persone e dato spessore alla prima giornata. Durante la seconda giornata sono intervenuti Gi Fernando e Shah Niraj dell’agenzia inglese Techlightenment, specializzati in sviluppo di applicazioni per Facebook. Quelli dell’applicazione per il lancio dell’album con i migliori successi di Bob Dylan, per intenderci;
- bilanciamento dei contenuti: durante il secondo giorno c’è stato un caso di studio di come Iberia.com ha affrontato il suo primo progetto di SEO a livello mondiale e poi una sessione verticale sul settore finanziario. Luisella Mazza di Google ha parlato di Universal Search e Jeffrey Revoy di Yahoo! di social search. Causa volo ho perso una chicca di chiusura, cioè un incontro con un gruppo di ragazzi dai 12 ai 20 anni, invitati per raccontare come usano il web e i motori di ricerca in particolare. Quindi contenuti per tutti i livelli e per tutti i gusti.
Punti di debolezza
- poche aziende. L’area espositiva era ben dimensionata, non dispersiva, eppure deserta per buona parte del tempo. Anche nelle classiche domande d’apertura dei seminari sulla provenienza dei presenti, molte le mani di addetti al lavori, poche quelle di aziende interessate ad investire;
- alcuni contenuti di scarsa qualità. Non mi riferisco al livello, principianti piuttosto che avanzato. E’ chiaro che le sessioni di base sulla link popularity sono per chi si affaccia a questo mestiere, chi ci lavora ogni giorno non può che trovarle noiose. La scarsa qualità è emersa per esempio nel workshop con analisi live di siti indicati dal pubblico, con alcune considerazioni quanto meno discutibili.
Una sessione al giorno
Il giorno uno è stato la consacrazione degli ospiti internazionali, ovvero i Danny Sullivan e Rand Fishkin di cui sopra. Loro le sessioni più interessanti. Rand ha sostenuto più volte l’importanza dell’anzianità e del trust del dominio. A questo proposito un link utile, www.domaintools.com.
Del secondo giorno mi è piaciuto molto il keynote di apertura di Bernard Girard, autore del libro “El modelo Google: una revolución de management” che ha analizzato Google dal punto di vista dell’organizzazione aziendale, con focus sugli elementi che determinano il suo alto potenziale di innovazione. Alla base Girard ha indicato l’applicazione del metodo sperimentale.
Riassumendo, puntare all’innovazione continua piuttosto che alla perfezione attuale. Come? Per esempio avviando progetti brevi che coinvolgono team piccoli (6-8 persone), coinvolgendo gli utenti nel miglioramento di prodotti beta, ponendo la soddisfazione degli utenti come primo obiettivo e non valutazioni finanziarie.
Per concludere
Il team di Ome ha avviato da pochi giorni la traduzione in spagnolo di una selezione dei contenuti del blog SearchEngineLand.com e parlando con Alexis, la ragazza che coordina il progetto per Ome, tra i passi futuri non escludono la produzione di contenuti originali in lingua spagnola. Mentre scrivo la versione in spagnolo è giù, qui il post di Danny Sullivan con l’annuncio.
Hasta luego ![]()
Post correlati:
Tags: eventi SEM, SMX Madrid
Categorie: Eventi












Il focus con i ragazzini è servito a confermare che usano la rete solo per stare in contatto con gli amici, ignorando (così giuravano e sperguravano) qualsiasi forma di pubblicità. Nonostante questo momenti di ilarità dilagante :) D’accordo quasi su tutto, anche se era prevedibile che le aziende non fossero molte, in Italia al Ses succede più o meno lo stesso.