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Keyword Advertising – Perché investire nel brand?

28 ottobre 2008

La mia azienda è già posizionata nell’organico con il brand… che senso ha investire anche nel Keyword Advertising?

Spesso dobbiamo rispondere a quesiti simili da parte dei nostri clienti o prospect. Sono domande assolutamente legittime e sensate, perché sembra un controsenso investire per avere una visibilità sui motori che già si ha.

E invece ci sono molti buoni motivi per cui è strategico investire lo stesso su keyword brand, eccoli:

Promuovere un prodotto, un evento, una promozione
Pensiamo al lancio di un nuovo prodotto. Creare annunci specifici associati a keyword brand porta ad una maggiore visibilità del nuovo prodotto anche a chi conosce già il marchio.
Questo perché di solito nel posizionamento organico è l’home page ad avere massima visibilità in relazione a parole chiave brand, quindi il titolo e la descrizione della pagina si riferiscono all’attività dell’azienda in senso generale.
L’annuncio Pay per Click con keyword brand offre la possibilità di comunicare al nostro utente il lancio di un nuovo prodotto o di una speciale promozione direttamente dalla pagina dei risultati del motore di ricerca.

Presenza dei competitor negli annunci sponsorizzati con il proprio brand

Se un concorrente utilizza impropriamente un marchio registrato, si può chiedere la tutela direttamente a Google, tramite un’apposita procedura (potete trovare tutte le informazioni nella Guida AdWords).
Una volta che avete ottenuto la protezione del brand, potrebbe capitarvi di cercare su Google un prodotto associato al brand tutelato e di trovare annunci Pay per Click di altri inserzionisti. Com’è possibile?
Supponiamo che il core business principale dell’azienda siano le auto, naturalmente ci saranno diversi inserzionisti che avranno acquistato la parola chiave auto in corrispondenza estesa, quindi il loro annuncio comparirà anche con auto associata ad altre parole, di conseguenza anche a marchi.
L’unica possibilità per ovviare a questo inconveniente è contattare gli altri inserzionisti  e chiedere di inserire il vostro brand nelle loro campagne come parola chiave a corrispondenza inversa (opzione che esclude dalla ricerca le parole chiave non pertinenti con la campagna)… mission impossibile?
Una soluzione diversa può invece essere quella di utilizzare per le campagne di Keyword Advertising parole chiave brand, associate ai prodotti/servizi offerti. In questo modo sarete visibili anche tra gli annunci sponsorizzati e porterete via spazio agli altri inserzionisti.

Analisi costi/benefici
Il costo medio a click per le parole chiave brand è solitamente molto basso, quindi l’investimento richiesto è minimo ed il ritorno economico ottimo.
Qualche esempio? Ecco alcuni dati di campagne gestite dal reparto di Keyword Advertising di TSW per aziende con brand molto forti, e le percentuali di investimento e conversioni delle parole chiave relative al marchio.

% investimento % conversioni
Caso A 5,40% 72,80%
Caso B 2,80% 56,30%

Non siete ancora convinti?

Ecco alcuni dati forniti da Enquiro Research riguardanti una ricerca attuata per conto di Google dal titolo “The Brand Lift of Search” di luglio 2007.
La ricerca ha dimostrato che per parole chiave brand:
- la presenza di un annuncio sponsorizzato in premium position (sopra i risultati naturali) aumenta del 7% le intenzioni di acquisto rispetto alla sola presenza nella prima posizione di un risultato organico.
- la presenza di annunci sponsorizzati aumenta la probabilità di attrarre nuovi clienti, che non hanno piena fiducia nel marchio.

Quindi possiamo affermare che includere anche parole chiave brand nelle proprie campagne Pay per Click aiuta sia ad attrarre nuovi clienti al sito, sia a fidelizzare quelli già acquisiti.

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Categorie: Keyword Advertising

5 Commenti a “Keyword Advertising – Perché investire nel brand?”

AndreaV_TSW scrive:
29 ottobre 2008 alle 09:50

Ciao Francesca,
molto utile questo post soprattutto perchè risponde ad una domanda che moltissime volte mi è stata posta dai clienti.

Aggiungo che investire nelle keyword brand nel PPC può aiutare a:
- ‘scalzare’ risultati scomodi dall’area visibile della pagina dei risultati per il nome dell’azienda (ad esempio delle informazioni sull’esperienza negativa di acquisto dei prodotti da parte di un blogger);
- gestire anche nel web eventuali situazioni di emergenza per l’azienda facendo un’operazione di servizio clienti (ad esempio per avvisare i clienti che un determinato modello di auto ha dei problemi e necessita di una revisione)

fradefra scrive:
29 ottobre 2008 alle 10:25

Solitamente sono i SEO a dire che se si è in SERP non serve comprare AdWords, ma ovviamente non c’è cosa più sbagliata, secondo me.

Il PPC di Google (ma non solo), ti consente di fare cose che difficilmente e non sempre si riescono a fare con tecniche di posizionamento e solo quando ci si è pienamente riusciti, forse si può prendere in considerazione il togliere AdWords per quella chiave, ma non è detto.

Qualche considerazione aggiuntiva alle tue ottime già scritte.

Spesso si è in SERP, ma con quale URL? Essere tra i risultati naturali con la home, significa perdere conversioni ogni minuto della propria esistenza. Il PPC ti consente di abbreviare il percorso tra il desiderio e la soddisfazione, perché ti consente di andare direttamente alla pagina interessata e di cambiarla in qualunque momento, in funzione di esperimenti, studi o cambiamenti del contesto.

La Comunicazione fatta con il PPC ha una flessibilità e velocità operativa non raggiungibile con la SEO. Chi ha provato a cambiare le descrizioni del sito tra i risultati naturali, indipendentemente dalla posizione, sa che quanto questo incida. Solo che tramite SEO la cosa non è così veloce come col PPC.

A fronte di un modello comunicativo sulla SERP, lato naturale, col PPC si ha la possibilità di impostarne un secondo, per richiamare anche gli “altri”, quelli persi dalla prima. Non esiste, infatti, la Comunicazione perfetta e quando raggiungiamo X ed Y, perdiamo sempre Z.

Poi…
… un concorrente di un nostro cliente un anno fa fece una mega campagna pubblicitaria tramite cartelloni ed altre forme. Parliamo di un milioncino di euro, probabilmente. Poi però non comprò il proprio nome (non le chiavi, il nome) su AdWords. Probabilmente perché un SEO gli disse che era inutile, visto che era al primo posto tra i naturali.

Ciò però portò al fatto che a fronte della ricerca di chiavi a tema con il marchio dentro, Google non sapendo a chi dare tali impression, le diede ai suoi concorrenti, tra i quali un nostro cliente, che si beccò un paio di conversioni, per altro senza neppur aver comprato la chiave corrispondente al marchio. Parliamo di grandi forniture per ospedali, enti statali, aziende, capannoni ed altro simile. Si parla di centinaia di migliaia di euro a conversione, non di un paio di migliaia.

Tutto per non essersi comprati il proprio nome!!! a poche decine di euro!

Andrea scrive:
29 ottobre 2008 alle 11:45

Complimenti, veramente un post interessante!

davide scrive:
29 ottobre 2008 alle 13:16

Ovviamente tutto quello che è stato detto vale solo per clienti “grossi”….per le piccole-medie imprese secondo me non ne vale la pena! Sarebbe uno spreco di quelle poche risorse che investono nel web…

Francesca Nalini scrive:
29 ottobre 2008 alle 16:27

@Davide:
Se un’azienda non ha un brand conosciuto l’investimento è irrisorio. Ad esempio ho guardato i dati dello scorso mese di un nostro cliente con un brand non importante, il budget speso per parole chiave Branded è dello 0,22% e porta circa il 3% delle conversioni totali.
L’investimento mensile è di pochissime decine di euro per avere tutti i vantaggi spiegati nel post e da AndreaV e fradefra! In più la presenza sia nell’organico che nei risultati sponsorizzati aiuta la diffusione del marchio e crea più trust nell’utente.

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