Silvia Santini
SEM Project Manager
Link baiting
7 aprile 2006Che una buona link popularity sia positiva per la promozione di un sito non è una novità, ma dopo le tre ondate di Jagger (l’update dell’algoritmo di Google a fine 2005) il tema è diventato, se possibile, ancora più caldo. Da qualche mese Google ha infatti potenziato la propria abilità nel riconoscere i link naturali e spontanei, svalutando pesantemente il valore di tutti quei link “facili” ottenuti grazie ad una strategia di link building sviluppata grossolanamente.
Conseguenza inevitabile dello sviluppo di controlli sulla qualità della link popularity è stato quindi il passaggio da una logica di tipo “push” ad una logica di tipo “pull”, cercando cioè non più di “spingere” i link al proprio sito, bensì di riceverli spontaneamente.
Si è così rispolverato uno dei primissimi concetti di web marketing, quello del marketing virale, e si è cominciato a parlare sempre più frequentemente di “link bait” (esca per link).
Il concetto che sta alla base del link bait è semplice: creare nel proprio sito dei contenuti attraenti, che le persone finiranno per discutere nei forum, nei blog, che potrebbero inserire in del.icio.us o in altri siti di “social bookmarking” o linkare dal loro sito.
Ma come costruire l’”esca” giusta per il proprio sito? Alcuni spunti possono essere:
- Inserire news, articoli o recensioni interessanti per la propria nicchia di mercato
Perché questa strategia funzioni è d’obbligo mantenere elevata la qualità degli articoli e inserire materiale nuovo con una certa frequenza. Forse è una delle strategie di link baiting più impegnative, ma è probabilmente quella che porta il maggior beneficio a lungo termine.
- Diffondere i propri comunicati stampa con i link “giusti”?
Approfittando del fatto che molto spesso i comunicati stampa vengono messi sul web senza particolari rielaborazioni editoriali, inserire nel testo un paio di link con parole chiave pesanti che puntino al proprio sito è senza dubbio uno dei sistemi più semplici con cui ottenere buoni link. Posto, ovviamente, che il comunicato sia considerato sufficientemente interessante da essere ripreso in diversi siti web.
- Costruire un tool utile
Questa strategia è utile soprattutto in quei settori merceologici in cui è difficile trovare argomenti particolarmente incisivi o innovativi. Un buon esempio potrebbe essere una società di carburatori che inserisce nel proprio sito un piccolo tool per misurare il consumo di carburante calcolato in base alle condizioni ambientali e allo stile di guida.
- Essere il primo a fare qualcosa in Internet.
Un esempio tra tutti quello di Alex Tew, che ha raccolto in poco tempo numerose segnalazioni al suo sito www.milliondollarhomepage.com, dove vendeva spazi pubblicitari da un pixel.
Questa strategia è sicuramente la più difficile da attuare, visto che le idee geniali e innovative non si trovano tutti i giorni! :)
Altre strategie di link baiting possono comprendere la scrittura su argomenti controversi, o l’offerta di qualche buono sconto o gadget gratuito. Non sono semplici da sviluppare e possono impiegare del tempo a decollare ma, oltre ad essere stimolanti da ideare, contribuiscono a portare traffico sul sito e a migliorare i posizionamenti nei motori di ricerca per le parole chiave più importanti.
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Tags: backlinks, link baiting
Categorie: Link popularity
15 Commenti a “Link baiting”
Grazie per i complimenti! La linking policy? giusto, dov’? finita? eppure era qua… a parte gli scherzi, siamo partiti anche se alcuni dettagli non erano perfezionati, altrimenti non si partiva pi?! Dopotutto, un blog ? sempre un “work in progress” ;-)
Per quanto riguarda il link al tuo articolo, inseriscilo pure: i link sono graditi quando rappresentano un utile contributo alla discussione.
Ok. Con Voglio sviluppare un sito, senza posizionarlo sui motori di ricerca apro una discussione sul blog in cui si parla proprio di ci?.
Stabilito che una certa ottimizzazione ? giusta e doverosa, l’attivit? di incremento eccessivo e veloce della link popularity non ?, secondo me, corretta, se addirittura non dannosa.
Oh s?, avevo letto quel post, e l’esperimento sembra davvero interessante! Attendiamo gli sviluppi…
Anch’io ho sempre considerato tra le “best practices” un incremento regolare e non eccessivo dei link, ma recentemente qualche collega smanettone mi ha fatto venire pi? di un dubbio… ne riparleremo dopo il SES, non voglio rovinargli l’effetto sorpresa :-P
Ho un dubbio grande..vediamo se voi riuscite a risolverlo :-): se dò la possibilità ad un utente di scaricare un mio comunicato stampa, e questo lo inserisce sul suo sito con un page-rank più basso, cosa succede? Google mi “penalizza”, a quanto so. Dovrei fare in modo che solo chi ha un page-rank più alto o uguale al mio abbia la possibilità di apporre il link al mio sito, ma come posso riuscire in questo mio obiettivo? Grazie!
@Anonimo: in realtà non si hanno evidenze che un comunicato stampa inserito in un sito con un basso PR sia “penalizzante”.
Il rischio, che si era presentato all’inizio di quest’anno, era piuttosto quello che Google non riuscisse a individuare quale delle tante copie dello stesso documento fosse quella originale, e utilizzasse il proprio filtro anti-duplicazione in modo improprio, escludendo anche la pagina dell’autore del documento (in questo senso erano forse più pericolosi proprio i siti a PR alto).
Attualmente pare invece che Google sia diventato più abile a individuare la corretta versione del documento originale, probabilmente prestando maggiore attenzione alla trama di link in cui sono inseriti i documenti quasi “identici”.
L’utilità dei comunicati stampa lato SEO è soprattutto quella di favorire la crescita della link popularity del proprio sito, e qualitativamente la link popularity migliora soprattutto se il comunicato viene ripreso da siti in tema con i contenuti presenti sul nostro.
Se, per esempio, il sito che voglio promuovere ha PR3 e parla di auto, tenderei a preferire un link da una pagina interna a PR2 di quattroruote.it, piuttosto che un link a PR4 dalla homepage di un sito sulle barche a vela.
Di nuovo l’accento si sposta sulla qualità piuttosto che sulla quantità e il consiglio è quello di non basare le proprie considerazioni solamente sul PR (qualche collega parlerebbe addirittura di PageRankite cronica ;) )
A proposito di link popularity… ho un sito che a breve cambierà quasi totalmente:
cambierà:
- il menu di navigazione e di conseguenza i link delle pagine,
- la grafica.
Ciò che invece rimarrà uguale, oltre ai contenuti, è la url dell’home page.
Mi chiedevo: questi cambiamenti potrebbero portare dei peggioramenti al “livello” di link popularity già acquisita? Dato che la url principale non cambia, non credo, confermate?
Nella sezione approfondimenti del sito Tsw trovi la presentazione sulla link popularity fatta al SES di quest’anno da Piersante.
Nel pdf puoi trovare molte informazioni sull’argomento (e sui benefici effetti del redirect 301) e una raccolta di link per approfondire ulteriormente l’argomento.
Ma perchè la link popularity resta sempre così importante?
CIoè i motori dovrebbero guardare i contenuti migliori etc.. invece ad oggi funziona ancora i lgoogle bombing…
Il meccanismo della link popularity è nato ormai parecchi anni fa, proprio per far comparire più in alto nei risultati i siti con i contenuti migliori.
Google per primo, e poi anche gli altri motori di ricerca, hanno cominciato a valutare i link come dei “voti” dati da webmaster, blogger e dagli utenti in generale, ad un certo contenuto.
Più link ad una certa pagina vengono interpretati, quindi, come la “segnalazione” di quel contenuto da parte di molte persone, e quella pagina viene premiata con una posizione più alta nei risultati del motore.
I motori di ricerca cercano continuamente di affinare questo meccanismo, analizzando la qualità del testo ancorato, l’autorevolezza della fonte, i dati storici, ecc e attraverso la verifica di molti altri parametri, tra cui la presenza di fenomeni di link bombing cercando di limitarne gli effetti il più possibile (come recentemente dichiarato su Official Google Webmaster Central Blog).
Nelle intenzioni dei motori, quindi, la link popularity è proprio un mezzo con il quale fornire ai propri utenti risultati quanto più possibile rilevanti.
Ciao a tutti, ho un sito che tratta di auto usate e che finalmente, dopo circa 6 mesi di lavoro di ottimizzazione, è riuscito a salire in seconda pagina su Google. Secondo voi posso sperare di salire ancora di più e arrivare verso le prime posizioni? Penso che a questo punto quello che mi manca veramente è un bel pò di link a tema. È corretto? Scusate la banalità della domanda ma mi occupo di ottimizzazione solo da sei mesi visto che sono un semplice Web Developer
@Andrea: si, è probabile che un maggior numero di link di qualità (tendenzialmente, ma non necessariamente, a tema; ma comunque di qualità) possa aiutarti. Come è possibile che ad aiutarti sia il semplice (si fa per dire :) ) contenuto. Come è possibile che ad aiutarti possa essere un miglioramento dell’architettura e dello schema di linking interno. Come è possibile che ad aiutarti siano cambiamenti, anche piccoli, negli algoritmi di Google. Come è possibile che ad aiutarti siano gli errori di chi ti precede :)
Molte varianti (e non sono certo tutte), lo so. Ma alla fine, se bastassero due/tre regolette, saremmo tutti al primo posto :)
Salve a tutti,
da mesi promuovo il mio sito salentorealcasa.it nei motori di ricerca, directory a tema ed altro, con centinaia di link in entrata, come molti in uscita, cercando di essere sempre più vicino all’argomento trattato. Google ora mi dice che ho 964 siti che linkano alla mia homepage, ma come mai ho il pr2? Cosa sto sbagliando? Potreste aiutarmi? Forse dovrei aggiungere dell’altro? Grazie!
Per Gabriele.
Siamo a Dicembre e adesso vedo il tuo sito con PR3.
Secondo me focalizzarsi sull’aumento del PR ti distoglie dal fatto di proporre contenuti interessanti.
In passato ho avuto pagine interne ad alcuni siti che gestisco che avevano PR n/d ma che erano ben posizionati per alcune parole chiave.
Il contenuto era coerente con la ricerca effettuata e i visitatori non mancavano.
Quindi ne deduco che il PR sia sempre meno importante.
Sono alcune settimane che stò cercando di posizionare un nostro sito per una determinata chiave con le tecniche sopra descritte. Ma per ora con scarsi risultati. Avete consigli da darmi?









Approfitto di questo commento, per augurarvi il miglior proseguimento possibile per questo progetto. Sono tra quelli nettamente a favore dei blog e quindi non posso che esprimere soddisfazione quando ne vedo uno nuovo in giro. Complimenti, inoltre, per la scelta grafica :-)
Tornando all’articolo sui link, sono assolutamente d’accordo con quanto si dice e da tempo discuto con molti sull’opportunit? di modificare le vecchie strategie di ricerca dei link inbound. Ne avevo parlato anche sul blog Edit di Html.it dove scrivo. Non metto il link perch? non mi ? chiara la vostra policy al proposito.