Blended Search: rivoluzione copernicana del SEO e opportunità per le aziende.
4 luglio 2008Blended Search è il termine che indica letteralmente i servizi di ricerca ‘mescolati’, ovvero che forniscono all’utente non solo dei risultati testuali, ma anche altri risultati come ad esempio mappe, immagini, video, ecc.
Gli utenti, a circa un anno dal lancio di questi nuovi risultati di ricerca (Google a Maggio 2007, e Yahoo! ad ottobre) sembrano reagire positivamente alla novità.
I dati della survey condotta da Jupiter Research e commissionata da iProspect mostra come la Blended Search sia molto più utilizzata rispetto ai servizi di ricerca verticali (specializzata solo su immagini, video, notizie, ecc.), come ad esempio le ricerche di Google News, Google Images, Google Video, ecc.
I servizi di ricerca verticali sono utilizzati dal 26% degli utenti per le immagini, dal 17% per le notizie e dal 10% per i video.

I risultati Blended, invece, sono considerati più interessanti e la percentuale di utilizzo è molto più alta: le notizie sono le più utilizzate, dal 36% di utenti, seguono le immagini con 31% e i video con il 17%.

La ragione del successo dei Blended result rispetto ai risultati verticali è dovuta a diversi fattori.
Spesso l’utente non sa che tipologia di contenuto desidera: semplicemente cerca di informarsi e conoscere qualcosa in più su un argomento. Se ha bisogno di un tipo di contenuto specifico tende ad utilizzare una fonte autorevole del settore piuttosto che un motore di ricerca generalista: YouTube per i video, i principali quotidiani on-line per le notizie, Flickr per le immagini, ecc.
L’inserimento di contenuti multimediali all’interno dei risultati testuali è importante, soprattutto per le cosiddette query ‘esplorative’. Un utente quando approccia il motore di ricerca tende ad eseguire inizialmente delle query generiche per poi raffinare via via la ricerca in base ai suoi interessi. Se in questa fase esplorativa vengono mostrati dei risultati multimediali, questi potrebbero essere considerati interessanti: ad esempio se sto cercando qualche informazione in più sul talento brasiliano Ronaldinho potrei essere interessato a leggere la voce di Wikipedia, ma anche alle ultime notizie su di lui o ai video che ci sono nel web.
L’introduzione dei Blended results, quindi, oltre a cambiare le abitudini degli utenti, cambia il modo di fare SEO: essere presenti e ben visibili non significa soltanto avere a che fare con le aziende ‘competitor’ classiche e le loro pagine web, ma anche con nuovi contenuti provenienti dai servizi di ricerca con un impatto visuale ed un’attrattività maggiore. Per approfondimenti vedere lo studio di Eyetracking di Enquiro.
Esaminiamo nel dettaglio quali sono le conseguenze su Google Italia osservando qualche query di esempio (per avere un dettaglio maggiore sulle tipologie di risultati consiglio questo post di Danny Sullivan).
Mappe
Sempre di più le ricerche riguardanti un’area geografica mostrano nell’area più visibile la mappa di Google. Quindi è importante far sì che attività commerciali con un grosso interesse ad essere visibili per parole chiave ‘locali’ siano presenti anche all’interno delle mappe.
Il dominio delle mappe è evidente soprattutto per le ricerche hotel + località dove i risultati ‘tradizionali’ sono al di fuori dell’area visibile dello schermo (risoluzione 1024 x 768).
News
Anche i contenuti delle notizie ‘sorpassano’ i risultati tradizionali, specialmente se la ricerca è rilevante per delle notizie recenti. I principali quotidiani on line, in questo caso, rubano addirittura l’area visibile principale al sito istituzionale di Giorgio Armani per la query “jeans Armani”.
Video
Anche i video stanno divenendo sempre più ‘invadenti’, scalzando verso il basso i risultati testuali. Sebbene Google indicizzi i video di qualsiasi sito web, attualmente a farla da padrone sono i video di YouTube.
Immagini
Le immagini la fanno da padrone: sono collocate in una posizione privilegiata, hanno un forte impatto grafico e spingono sempre verso il basso tutti i risultati testuali risultando l’elemento più rilevante.
Che cosa comporta l’introduzione di Blended Search per il mondo SEO?
Vista l’invasione di questi nuovi risultati della ricerca, non è più sufficiente porre attenzione all’ottimizzazione delle pagine del sito, ma occorre lavorare a fondo anche per l’ottimizzazione di contenuti multimediali e aderire ad eventuali servizi di ricerca avanzata (come Google Maps, Google News, ecc.).
Per il mondo SEO queste modifiche ai risultati rappresentano delle sfide importanti: nuovi ambiti di ricerca e sperimentazione davvero stimolanti.
E per le aziende?
Per le aziende, Blended Search significa nuove opportunità di essere visibili: la presenza nei motori di ricerca con contenuti multimediali è un modo per dimostrare di essere ‘al passo con i tempi’ e di sfruttare questo tipo di risultati maggiormente attrattivi.
Inoltre può essere una via alternativa per scalzare i competitor dall’area visibile dei risultati della ricerca, visto che Google limita la visibilità di un sito a due risultati testuali per dominio. :-)
Blended Search ha e avrà quindi un impatto sulle strategie di comunicazione delle aziende, che dovranno generare contenuti sotto altre forme (immagini, video, ecc.), ed uscire dal concetto del sito-vetrina-statico-istituzionale.
Il SEO, quindi, ancora una volta va ad impattare non solo sul sitarello o sul meta tag, ma sul modo di comunicare ed interfacciarsi all’esterno dell’azienda.
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Tags: Blended Search, Google Universal Search, video
Categorie: Search Engine Optimization
6 Commenti a “Blended Search: rivoluzione copernicana del SEO e opportunità per le aziende.”
@Marco
Ciao Marco,
ti ringrazio di aver commentato il post.
Più che confrontare le due tipologie di ricerca, il post voleva evidenziare come l’impatto e l’utilizzo di Blended Search sia stato molto più forte nel mondo del SEO rispetto a quella dei motori di ricerca verticali che, di fatto, non sono molto utilizzati per le ragioni che ho elencato nel post.
Concordo, quindi, con te sul fatto che Blended Search e Vertical search non siano direttamente confrontabili, è però valutabile quanto le due tipologie di ricerca abbiano modificato e modificheranno il modo di fare SEO. E credo concorderai con me sul fatto che Blended Search sia un cambiamento epocale sul modo di approcciarsi ai progetti sia da parte dei SEO che parte delle aziende. Non trovi? :-)
E’ sicuramente interessante conoscere come gli utenti possano reagire ai Blended results e lo studio di Enquiro, dal mio punto di vista, dimostra come il vecchio “golden Triangle” sia ormai obsoleto e che abbiamo davvero un nuovo mondo tutto da studiare ed esplorare…
è una mia impressione o questo tipo di SERP si ha per keywords molto cercate in tutti i vari formati (motore per immagini, per filmati, per notizie)?
se cerco “tubo di plastica” ho solo risultati di pagine web…
Grazie Andrea per l’interessantissimo post.
Una domanda sugli screenshot allegati: ho notato che in alcuni di questi compare la voce “Cerca anche su: Yahoo!, Live, …”; è un tuo plugin o anche questo fa parte della Blended Search ?
Grazie Giovanni
Ebbene sì… ero in un meritato periodo di relax lontano da web, connessione ad internet e blog… :-)
Ora che sono rientrato in forze rispondo immediatamente ai vostri commenti, scusandomi per il ritardo.
@quasigoal: sicuramente i dati di traffico sui motori di ricerca verticali rappresentano un patrimonio informativo importante per impostare correttamente la visualizzazione dei risultati blended, magari abbinati ad altre logiche appartenenti al campo della semantica.
@Giovanni
non è blended search, ma uno dei mille plug-in del mio browser Mozilla.
La plugin si chiama “customize google”. Puoi attivare i link agli altri motori, con l’opzione “aggiungi collegamenti ad altri motori di ricerca”.
Andrea,
interessante il post, davvero.
Permettimi di fare un’ulteriore considerazione riguardo la Mappa di Google. Per gli esercizi commerciali e soprattutto per le strutture ricettive è stata e sarà sempre di più una svolta epocale: Il motore di ricerca, per parole chiave generiche (ad esempio quella che hai proposto tu “Hotel Roma”), dà immediata indicazione di alcuni siti di alberghi. Immagino che abbiano goduto di un beneficio enorme in termini di visibilità….senza fare nulla! Altri operatori turistici, che godevano di un ottimo posizionamento organico, hanno perso terreno.
L’utente, adesso, può soddisfare il suo bisogno immediatamente: percezione della posizione dell’albergo, sito con immagini, prezzi e quant’altro per prenotare.
La domanda che mi sono posto, ma alla quale non so dare una risposta, è capire il perchè Google (per parole chiave così generiche) indica certe strutture ricettive e non altre. In altre parole, ci sarà una “rincorsa” ad un posizionamento organico nella mappa?

















Dal mio punto di vista sarebbe interessante studiare ed analizzare la reazione degli utenti prima e dopo l’arrivo della Universal Search.
Credo che confrontare Universal Search e motori di ricerca verticali sia un po’ azzardato. Naturalmente è un’opinione personale però ci tenevo a condividerla.
Secondo me l’utente, in realtà, continua ad andare su Google esattamente come faceva prima e, probabilmente, si è solo accorto che adesso “ci sono pure le immagini sull’elenco di risultati”.
Quindi, dal mio punto di vista, non è così consapevole di avere a disposizione più scelte. Continua ad andare su Google e basta. Non sceglie un motore che fa mashup piuttosto che un motore verticale. Deve cercare qualcosa…quindi Google.
Per questo le ricerche blended, che sono un’evoluzione delle “solite”, la fanno da padrone su quelle verticali.
E proprio per questa ragione sarebbe interessante capire come la Universal Search ha modificato quello che l’utente fa dopo la ricerca.
Che ne pensi, Andrea? :)