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SEO: L’improvvisazione di ieri o la professione di domani?

16 ottobre 2006

Giorni fa ho trascorso un’allegra serata in compagnia di amici SEO provenienti un po’ da tutta Italia e ciascuno con alle spalle percorsi formativi ed esperienze lavorative diversi l’uno dall’altro; mi sono chiesto cosa potrebbe pensare al sentire le nostre chiacchierate una persona assolutamente estranea a questo mondo. Questa domanda mi ha fatto riflettere su aspetti del nostro lavoro che, in effetti, meriterebbero maggior attenzione…

SEO - Search engine optimizationChe significa SEO?“, “Quale formazione deve avere un SEO per ritenersi tale?”, “Bisogna avere conoscenze specifiche in campo informatico e/o essere programmatore?”, “Esistono corsi specifici (universitari o altro) per diventare SEO?”…ecco alcuni dei semplici quesiti a cui ho tentato di dare chiare risposte, che però, forse a causa dell’attuale “indeterminatezza” di questa professione (dettata dalla sua giovane età e da una mancanza di chiara decodificazione delle competenze ad essa connesse), sembrano non soddisfare la sveglia curiosità di una mente inesperta.

Che significa SEO?“, in effetti già l’acronimo crea un equivoco in quanto la traduzione si riferisce più all’attività stessa che alla persona che la svolge…; le vere difficoltà sono però insorte nel cercare di esplicitare la formazione, nonché le competenze esatte richieste ad un sedicente SEO (sedicente, appunto! Dal momento che non esistono titoli o percorsi di formazione specifici).

Se agli occhi di un profano, dunque, questi aspetti risultano così prioritari, come non prenderli seriamente in considerazione? In effetti, la mancanza di una decodificazione delle conoscenze, competenze e abilità richieste ad un SEO rischia di creare una confusione tra noi addetti ai lavori, nonché un’indebita attribuzione del “titolo” da parte di chi conosce solo superficialmente i meccanismi di una professione oggi tanto in espansione e complessa. Definirsi SEO significa saper ottimizzare i siti per i motori di ricerca, saperli posizionare nelle SERP…ovvero, in una sola parola, conoscere Google e i suoi “misteri”.

Ovviamente l’individuazione di conoscenze, competenze e abilità ci permetterà, oltre che far chiarezza sull’attività SEO, di definire una soglia minima per l’attribuzione (o meglio, per ora, “autoattribuzione”) del “titolo” SEO e promuovere quindi un confronto fra SEO sempre più costruttivo, competitivo e…”ad armi pari”!
In attesa di alcune proposte per una primissima decodificazione…passiamo ora al quesito successivo: “Bisogna avere conoscenze specifiche in campo informatico e/o essere programmatore?” Bella domanda! Personalmente direi di sì, o perlomeno: avere conoscenze specifiche in campo informatico permette di svolgere questa professione in modo approfondito, garantendo quindi successi duraturi e replicabili. E’ possibile improvvisarsi SEO senza possedere rudimenti d’informatica? Può darsi, ma a mio avviso alla lunga questa mancanza potrebbe compromettere i risultati e rappresentare un ostacolo ai fini della propria crescita professionale.

Se poi esistano corsi specifici per divenire SEO, direi proprio che attualmente, quasi sempre, ci si forma come ai vecchi tempi, nel retrobottega del web, cioè attraverso un apprendistato dalle forme più svariate: a volte da autodidatta, altre sotto l’ala protettrice di un navigante più esperto.

E’ da queste semplici riflessioni che mi piacerebbe partire per far ordine e luce fra le molteplici professioni che virtualmente dialogano e crescono nel web! Un’impresa forse troppo ardua? Può darsi, ma di certo essenziale al fine di promuovere una società virtuale, ma non utopica, fondata sui concetti di chiarezza e meritocrazia.

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Categorie: Search Engine Optimization

7 Commenti a “SEO: L’improvvisazione di ieri o la professione di domani?”

stef scrive:
17 ottobre 2006 alle 09:38

Buongiorno TSW.
Leggo spesso e con piacere il vostro blog dal quale traggo continui stimoli allo svolgimento del mio lavoro.
Sono un esperta dei processi formativi e da un po’ di tempo sto lavorando a un ambizioso progetto: un percorso formativo (pubblicamente finanziato) della durata di 1200 ore (potenzialmente dilatabili a 2400) destinato alla formazione di 15 giovani. Figura professionale in uscita? SEO specialist.
Veniamo alla questione.
Qualche tempo fa ho letto sul vostro blog che la formazione di un SEO prevedeva essenzialmente un sostrato di cultura umanistica che dovesse essere nutrito di competenze informatiche.
Il mio progetto era quindi stato tagliato e cucito attorno a questo tipo di premessa.(requisiti d’accesso, materie di studio, personale occorrente)
Il contributo di oggi di Johnnie, invece, suggerisce qualcosa di diverso e mette in crisi le idee che mi ero fatta portandomi quasi ad ipotizzare che la formazione “ideale”del SEO sia una questione soggetta all’opinione mutevole di ciascuno nella quale non si possa giungere a una codifica o quantomeno ad un approccio univoco.
Nell’imminenza delle scadenze di presentazione, ve la sentireste di mettere voi, professionisti del settore, un piccolo punto fermo su chi sia un buon SEO e su che tipo di istruzione e formazione abbia ricevuto?
Vi ringrazio anticipatamente.
stefania

occhichiusi scrive:
17 ottobre 2006 alle 13:29

Ciao Johnnie, stato un piacere conoscerti l’altra sera :)
ciao
Manuel

Johnnie_TSW scrive:
17 ottobre 2006 alle 17:32

@Stefania
Ti ringrazio per averci scritto.

In TSW ci mettiamo continuamente alla prova, e mettiamo in discussione le nostre idee come sicuramente fai anche tu.

A mio avviso la formazione umanistica molto importante non solo per il search marketing, anche nella vita in generale. Ma questo non vuol dire che Garca Lorca sarebbe diventato un buon SEO. Guarda il mio caso: formazione umanistica / programmatore, non detto che in una sola mente non possano coesistere le due correnti.

Il mondo del search marketing evolve molto in fretta, una volta ottimizzare i tag e meta era sufficiente per raggiungere buoni posizionamenti e questi potevano portare buone conversioni. Ma adesso la concorrenza e pi forte e lanalisi dei dati ancora pi complessa. Allora non bastano le conoscenze umanistiche, le tecniche verranno in aiuto per capire come sta andando la promozione, come gli utenti ti cercano e cosa fare per migliorare quello che hai fatto allinizio.

Vorrei essere sintetico, ma su questo argomento si potrebbe parlare per ore. Vorrei condividere con te una mia riflessione finale: Internet, la piattaforma tecnologica pi avanzata che ci sia, la comunicazione non ha avuto mai a disposizione un mezzo di dimensioni sconfinate come la rete. Al punto che la televisione, la radio, il cinema ora sono entrate anche in rete, approfittando della sua apertura tecnologica. Quindi siamo davanti a un mondo tecnologico alla massima espressione, ecco perch secondo me le conoscenze tecniche sono molto importanti.

@Manuel
il piacere stato mio!!

Pieropan_TSW scrive:
18 ottobre 2006 alle 08:02

Ciao Stefania, quello che posso dirti io che qui da noi la stragrande maggioranza dei SEO ha una formazione di base umanistica. Personalmente non sono convinto che questo voglia dire qualcosa, non vedo un nesso diretto: curiosit e logica vengono prima di qualsiasi piano di studi.

Un po’ scherzando e un po’ sul serio direi che SEO sta per Search Engine Ornithorhynchus.

C’ stato un interessante 3d sulla faccenda:
http://blog.html.it/archivi/2006/06/29/iter-scolastico-per-un-seo.php

Ciao e buona fortuna col tuo corso. Mi sembra un’ottima idea.

Lucia_TSW scrive:
19 ottobre 2006 alle 11:05

Evidentemente, “fare ordine e luce” non cos semplice! ;)
Riprendendo un post di Miriam di qualche tempo fa: “basta un SEO specialist molto competente o meglio affidare il progetto a pi superspecialisti, ognuno con competenze specifiche nelle diverse aree che compongono il progetto?”. Secondo me il punto proprio qui. In questo senso, infatti, il “superspecialista” che si occupa dell’ottimizzazione tecnica sicuramente deve avere profonde conoscenze di informatica e di programmazione, studiare e comprendere il comportamento degli spider e degli algoritmi dei motori di ricerca.

Marco_TSW scrive:
20 ottobre 2006 alle 08:08

Penso che i diversi punti di vista sul SEO, che si ripropongono in questa e in altre discussioni, siano indicativi del fatto che le competenze richieste ad un SEO sono di diverso genere.

Secondo me il SEO, come attivit, si trova all’incrocio di tre aree:

- un’area tecnica, che comprende un’infarinatura dei principali linguaggi di programmazione per il web, nozioni sul funzionamento dei server e del modo in cui registrano le informazioni, conoscenze sugli spider dei motori di ricerca. In generale tutto quanto riguarda l’ “hardware” di un sito e di Internet.

- un’area umanistica/sociale, che comprende competenze nella creazione di contenuti, nozioni di psicologia e scienze sociali, ma anche di storia, arte, letteratura e pi in generale tutto quel che consente di avere un buon vocabolario e tante idee in testa. Cio tutto quanto riguarda il “software” di un sito, il contenuto.

- un’area marketing/aziendale, che comprende conoscenze di marketing e comunicazione aziendale, familiarit con l’analisi statistica, capacit di relazione con le aziende. Cio quello che serve per orientare l’”hardware” e il “software” di un sito all’ottenimento di un risultato.

La diversa formazione e gli interessi personali di ognuno possono portare a specializzarsi pi in un’area che nelle altre (avremo allora il SEO che spacca il capello in 4 sugli algoritmi dei motori, o quello capace di ricavare dieci pagine di testo da mezza brochure aziendale, o quello in grado di capire al volo come migliorare una landing page) ma penso che per essere un SEO completo sia necessario muoversi con familiarit su tutte e tre le aree, e non trascurarne nessuna.

E, come dice Piersante, non deve mai mancare l’entusiasmo, la curiosit, la voglia di restare aggiornati su un mondo che in continuo mutamento e che non ha “testi sacri” a cui attingere.

In bocca al lupo a Stefania per il progetto!

LucaS_TSW scrive:
20 ottobre 2006 alle 14:51

Ciao Stefania, c’ una bella massima di un filosofo della scienza, tale Feyerabend , che dice pi o meno: “per fare della buona scienza ci vogliono molte idee metafisiche in testa”.
Tradotto: per raggiungere buoni risultati in un ambito misurabile e in qualche modo oggettivo (un ambito della Natura o Google!), utile figurarsi molte ipotesi, anche fantasiose, sui meccanismi di funzionamento di quell’ambito.
Per procedere in questo modo che anche il modo di procedere di un SEO quindi necessaria una buona conoscenza delle strutture razionali che governano l’ambito (nel nostro caso: linguaggi di programmazione, funzionamento generale di un server etc.), e contemporaneamente una buona dose di idee da testare.
Aggiungo che, oltre a possedere un certo numero di conoscenze tecnico-scientifiche, importante secondo me procedere poi con metodo scientifico: condurre test per falsificare o corroborare una tesi un’attivit tutt’altro che banale.
Se dovessi fare un paragone (che probabilmente far ancor pi confusione :) ) direi che l’attitudine di un SEO dovrebbe somigliare a quella di chi impara una lingua o un linguaggio di programmazione: regole e conoscenze tecniche che devono essere conosciute e ben utilizzate, ma che per funzionare come un “tutto organico” devono essere accompagnate da passione e curiosit.

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