Google, il Fascismo e gli Indici dell’Inquisizione: Giuseppe Turani su Affari e Finanza di oggi
19 marzo 2007Per questo blog abbiamo scelto una linea editoriale che prevedesse contenuti e non opinioni o commenti. Ma in questo caso facciamo un’eccezione.
Stamattina Affari e Finanza pubblica un articolo di Giuseppe Turani veramente forte ed opinabile. Non entro nel merito della posizione ‘politica’ nei confronti di quello che oggi è a tutti gli effetti un monopolio. Nell’articolo a Google sono associati termini come ‘padrone ’, ‘prepotente’, ‘potente’, ‘duro’, ‘fascismo digitale’. Si può discutere dell’argomento, ognuno ha le proprie opinioni in merito, più o meno condivisibili.
Ma tra esprimere le proprie opinioni e dare un’ informazione scorretta, fuorviante e parziale, ce ne passa. Si scomodano gli Indici della Chiesa cattolica, ponendo quasi allo stesso livello l’indice di Google colpevole di non comprendere la totalità della rete (ma l’esclusione dalla conoscenza perseguita dagli Indici e l’inclusione della conoscenza ricercata da Google attraverso i milioni di documenti indicizzati non sono antonimi?). E si continua dicendo che questi indici sono ‘istituzionalmente artefatti’, poiché chi più paga prima compare. Senza specificare che i risultati a pagamento sono separati visivamente da quelli non a pagamento.
E’ davvero deludente leggere informazioni tanto scorrette sull’inserto economico del principale quotidiano nazionale. Specialmente dopo che si sono investiti anni a cercare di costruire coscienza e conoscenza nel mercato.
La prego, Signor Turani, venga a trovarci! Che davanti a un piatto di pasta e fagioli ragioniamo insieme sulla differenza che c’è tra un risultato a pagamento e uno naturale, così la prossima volta che vorrà prenotare un albergo ai Caraibi starà più tranquillo.
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Categorie: Search Marketing
6 Commenti a “Google, il Fascismo e gli Indici dell’Inquisizione: Giuseppe Turani su Affari e Finanza di oggi”
In effetti trovo giusta la tua opinione sull’argomento.
C’è da dire che questo timore rispetto al monopolio dell’information retrival nel Web è manifestato anche da un certo Massimo Marchiori, che con Larry Page ci ‘chiacchera’ quotidianamente ed è uno tra i primi 100 ricercatori al mondo.
Se lo dice lui, un pochettino mi viene da pensare…
Secondo me, come su tutte le materie, l’estremismo è sbagliato.
Non è corretto demonizzare Google per la sua posizione dominante da un lato, nè prendere tutto ciò che arriva da Mountain View come oro colato dall’altro.
Concordo con te Miriam,
la cosa più brutta è che l’impegno che tanti hanno messo per fare una buona informazione riguardo al web, può essere annebbiato, da chi inesperto in materia, cerca di fare prevalicare le proprie idee, avendo a disposizione un buon canale dove comunicarle.
Potremmo organizzare un TuraniCamp… :)
Scherzi a parte, segnalo questa lettera aperta di Luca Conti a Turani.
http://www.pandemia.info/2007/02/06/lettera_aperta_a_giuseppe_tura.html
Sono preplesso di una cosa, il blog di Giuseppe Turani usa questo tag: meta name=”robots” content=”noindex,nofollow”
“non vuole” i motori di ricerca, sinonimo di sterilità in rete :(
Scusate, ma quando mai la stampa generalista è stata puntuale e competente nel parlare di informatica? La stampa odierna cerca l’articolo sensazionalista, non l’informazione, basta leggere le bestialità che scrivono quando parlano di reti P2P, o gli articoli usciti per il lancio di Vista, solo per fare i primi due esempi che mi vengono in mente.
Ho scritto qualcosa di simile sul mio blog: Il caso Google. Per favore: più intelligenza!












visto che Turani scomoda la Chiesa, andremo con uno slogan caro alla Chiesa di qualche tempo fa: “al rogo Turani e tutti i suoi articoli” :)