Luca Rodighiero
Interaction designer
Alcuni consigli per realizzare una buona Landing page
7 ottobre 2011Basta un clic su una campagna pubblicitaria (banner, annuncio, dem) o una newsletter per atterrare, nella maggior parte dei casi, su una landing page.
Queste pagine web hanno uno scopo preciso: trasformare il traffico sul proprio sito in una concreta opportunità di business (acquisire nuovi contatti, far sì che gli utenti acquistino prodotti/servizi …).
Le landing pages devono essere fortemente imperniate sulla call to action: elementi della pagina che solleticano e attirano l’attenzione dell’utente. Per aumentare le opportunità che questo accada, è bene rispettare alcuni requisiti fondamentali sia dal punto di vista della grafica/design che da quello del contenuto. Vediamo i principali.
- Pensate alla “piega”: i contenuti strategici devono essere disposti in maniera razionale “sopra la piega” della pagina, la regione a più alta visibilità e priorità informativa. Tenete conto di come la pagina si debba adattare alle risoluzioni degli schermi -web standard, tablet e mobile- e testate la disposizione dei contenuti e l’organizzazione degli elementi su più hardware.
- Definite una call to action precisa. La pagina dovrebbe contenere un invito/chiamata all’azione prioritario e rapidamente identificabile. La comunicazione deve essere infatti tematizzata: ogni landing deve essere focalizzata/incentrata su un unico prodotto o servizio.
Non distraete l’utente con una grafica pesante e molti link. La call to action dovrebbe: stagliarsi in modo chiaro e utilizzare combinazioni di colore ad alto contrasto rispetto allo sfondo o agli elementi adiacenti; essere collocata in posizione di prominenza visiva rispetto agli altri oggetti; comunicare attraverso la gerarchia visiva delle dimensioni degli elementi la propria priorità; essere distinta dal testo e da altre parti grafiche tramite un utilizzo consapevole di spazi vuoti; comunicare all’utente cosa lo aspetta nei passi successivi della conversione.
- Offrite vie di conversione alternative: assieme alla call to action primaria, definite dei percorsi di conversione secondari o azioni secondarie (ad esempio il “Vuoi saperne di più?”) che agiscano in armonia con il resto della pagina e non distraggano l’utente dall’azione principale.
- Non dimenticate Brand e Company Name. L’identità e la riconoscibilità del marchio è fondamentale. Bisogna dare il giusto spazio e il giusto peso nella pagina al brand. Accompagnate il vostro marchio con una tag line che permetta di spiegare la vostra USP (Unique selling proposition).
- Cercate di catturare l’attenzione dell’utente con le immagini e con un testo asciutto e leggibile dal motore. Il 60% della landing page è grafica ed il 40% è contenuto da ottimizzare.
- Gadget, sconti, e-books … sono sempre graditi. Una buona landing page offre sempre qualcosa di gratis all’utente che lascia i propri dati, effettua una transazione, si iscrive a una newsletter.
- Comunicate il senso di urgenza. Potrebbe rivelarsi azzeccata la scelta di trasmettere l’idea che il prodotto o il servizio siano disponibili alle condizioni proposte per un periodo molto limitato di tempo o per un numero ristretto di utilizzatori, così da veicolare la percezione di una possibile mancata opportunità.
- Non trascurate la privacy. Se i vostri utenti non vedono una policy di privacy quando vengono richiesti dati sensibili o un protocollo di sicurezza quando si sta effettuando una transazione, possono abbandonare la pagina.
- Corrispondenza con il contenuto dell’annuncio. La comunicazione deve essere pertinente con le parole chiave e il testo dell’annuncio, del banner, dell’email spedita. Anche le foto utilizzate nell’annuncio o nella dem dovrebbero essere pertinenti rispetto al servizio/prodotto promosso o offerto nella landing ; in altre parole, deve esserci piena corrispondenza tra il contenuto del messaggio pubblicitario e quello della landing page anche attraverso le immagini. Inoltre, per i prodotti consigliamo foto nel contesto d’uso.
- Trasmettere fiducia. La comunicazione deve trasmettere fiducia e credibilità agli occhi degli utenti. Per fare ciò potrebbe essere utile ricorrere a numeri verdi, certificazioni, premi e riconoscimenti ricevuti, referenze/credenziali facilmente controllabili/verificabili, FAQ, testimonianze, case histories, demo e prove di efficacia, testimonial; la comunicazione deve essere esaustiva, personale (tono informale e colloquiale) e dovrebbe rispettare il principio della piramide rovesciata (dal generale al particolare ovvero prima le conclusioni/i benefici e poi le prove/ i dati di fatto).
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Tags: landing page, Web Marketing, Web Usability
Categorie: Search Marketing, Web Marketing, Web Usability
3 Commenti a “Alcuni consigli per realizzare una buona Landing page”
Ciao Max,
Ci fa molto piacere sapere che il post ti sia piaciuto. Sono solo alcuni spunti di riflessione da approfondire!
I fattori che incidono sul tasso di conversione degli utenti sono davvero tanti. Alcuni sono esterni alla landing page, come per esempio:
- il prodotto stesso (quanto è conosciuto, come è posizionato rispetto alla concorrenza, se è legato ad una promozione ecc.);
- la campagna che ha veicolato l’utente al sito (banner, i motori di ricerca ecc.;
- la presenza di altre campagne offline.
La landing ovviamente può fare davvero la differenza, ma il tasso cambia in vari a numerosi fattori come ad esempio il tipo di conversione e il target di riferimento. Per capirci, alcune campagne con un processo di conversione molto breve (la compilazione di un form che contiene 2/3 campi o il clic su un banner) e una offerta accattivante può avere un tasso di conversione molto alto, anche oltre il 50%, mentre altre campagne che richiedono la compilazione di un form complesso possono avere un tasso anche inferiore all’1%, ma performare comunque positivamente e portare al cliente dei contatti molto molto qualificati.
Gli elementi da considerare sono davvero tantissimi, quindi bisogna giudicare il tasso di conversione di volta in volta a seconda di numerosi fattori.
… Con tutte queste variabili in ballo, posti di fronte ad una percentuale precisa, ci si ritroverebbe solamente con il “dare i numeri”.
Secondo me un altro elemento improtante, non solo nella call to action, sono i colori e lo stile della pagina stessa in base a vari fattori (prodotto, nazionalità degli utenti, ecc.).
Per rispondere a Max, dandogli un esempio concreto, una “Squeeze” page in cui si chiede solo il nome e l’e-mail promettendo ad esempio un ebook da scaricare può avere anche il 50%-60% di conversioni, la pagina in cui uno studio legale si propone come aiuto in caso di divorzio può avere anche meno dell’1% di conversioni (intese come persone che poi effettivamente si fanno seguire la pratica di divorzio). E in entrambi i casi possono essere, oppure no, ottime percentuali di conversione con ottimo ROI.












Buon post!
In base alla vostra esperienza quanto dovrebbe essere la % ideale di utenti che poi compiono l’azione indicata?
Immagino che questo dipenda dal settore, dall’azione richiesta (prenotazione, richiesta di informazione, iscrizione ad una newsletter etc…) e dagli incentivi proposti, ma una % per avere un benchmark?
Grazie!