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	<title>Commenti a: Le Piccole e Medie Imprese Italiane e il Social Media Marketing</title>
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	<description>Ogni conversazione è un bene prezioso</description>
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		<title>Di: &#8220;Reinventiamo l&#8217;impresa?&#8221;&#8230; due ore con Marco Montemagno &#124; TSW Blog</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/piccole-e-medie-imprese-italiane-e-social-media-marketing_0005818.html/comment-page-1#comment-34255</link>
		<dc:creator>&#8220;Reinventiamo l&#8217;impresa?&#8221;&#8230; due ore con Marco Montemagno &#124; TSW Blog</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 15:20:38 +0000</pubDate>
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		<description>[...] molti il web è ancora qualcosa di effimero, come abbiamo approfondito in relazione ai Social Media, ma dal numero di presenze in sala abbiamo la forte sensazione che il cambiamento sia alle [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] molti il web è ancora qualcosa di effimero, come abbiamo approfondito in relazione ai Social Media, ma dal numero di presenze in sala abbiamo la forte sensazione che il cambiamento sia alle [...]</p>
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		<title>Di: Stefano Guerra</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/piccole-e-medie-imprese-italiane-e-social-media-marketing_0005818.html/comment-page-1#comment-34116</link>
		<dc:creator>Stefano Guerra</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 15:14:52 +0000</pubDate>
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		<description>@Marco: i finanziamenti sono un tema scottante per le nuove imprese, soprattutto per le PMI; proprio l’altro giorno al Venezia Camp ho seguito un interessante intervento di https://www.prestiamoci.it/, magari ti può essere utile.
&lt;br&gt;
@Nicola: più che di social media si dovrebbe parlare di cambiamento nell’organizzazione, sono d’accordo. Le strutture a forte carattere paternalistico e orientate più alla produzione che al marketing delle PMI, soprattutto per quanto riguarda il Nord Est, rischiano di essere il tappo di bottiglia del potenziale cambiamento di queste stesse piccole aziende. 
&lt;br&gt;
@Paolo: non ho mai avuto modo di approfondire Agork, ma lo farò sicuramente :-). Ho la sensazione che i mezzi attualmente a disposizione delle PMI, per potersi esprimere nel web, non manchino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Marco: i finanziamenti sono un tema scottante per le nuove imprese, soprattutto per le PMI; proprio l’altro giorno al Venezia Camp ho seguito un interessante intervento di <a href="https://www.prestiamoci.it/" rel="nofollow">https://www.prestiamoci.it/</a>, magari ti può essere utile.<br />
<br />
@Nicola: più che di social media si dovrebbe parlare di cambiamento nell’organizzazione, sono d’accordo. Le strutture a forte carattere paternalistico e orientate più alla produzione che al marketing delle PMI, soprattutto per quanto riguarda il Nord Est, rischiano di essere il tappo di bottiglia del potenziale cambiamento di queste stesse piccole aziende.<br />
<br />
@Paolo: non ho mai avuto modo di approfondire Agork, ma lo farò sicuramente :-). Ho la sensazione che i mezzi attualmente a disposizione delle PMI, per potersi esprimere nel web, non manchino.</p>
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	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/piccole-e-medie-imprese-italiane-e-social-media-marketing_0005818.html/comment-page-1#comment-33892</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 14:31:05 +0000</pubDate>
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		<description>Prima di tutto devo fare i complimenti per l&#039;articolo chiaro ed esaustivo, così come alcuni spunti dei commenti sono interessanti.
Effettivamente è sempre difficoltoso parlare di social media, investimenti marketing e PMI insieme!
Non è facile e sicuramente ci vorrà del tempo per avere sul web una presenza attiva e partecipativa della maggioranza delle aziende italiane, ovvero la PMI.
Però qualcosa si muove. Vorrei suggerire Agork, una piattaforma di social software per creare comunità on-line delle aziende. Sembra che abbia dei costi accessibili, ma soprattutto offre una serie di servizi che permettono anche ad aziende a digiuno di web 2.0 di ottenere risultati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di tutto devo fare i complimenti per l&#8217;articolo chiaro ed esaustivo, così come alcuni spunti dei commenti sono interessanti.<br />
Effettivamente è sempre difficoltoso parlare di social media, investimenti marketing e PMI insieme!<br />
Non è facile e sicuramente ci vorrà del tempo per avere sul web una presenza attiva e partecipativa della maggioranza delle aziende italiane, ovvero la PMI.<br />
Però qualcosa si muove. Vorrei suggerire Agork, una piattaforma di social software per creare comunità on-line delle aziende. Sembra che abbia dei costi accessibili, ma soprattutto offre una serie di servizi che permettono anche ad aziende a digiuno di web 2.0 di ottenere risultati.</p>
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	<item>
		<title>Di: Notizie dai blog su Social media marketing, è anche per le piccole aziende?</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/piccole-e-medie-imprese-italiane-e-social-media-marketing_0005818.html/comment-page-1#comment-33869</link>
		<dc:creator>Notizie dai blog su Social media marketing, è anche per le piccole aziende?</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 06:46:37 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Le Piccole e Medie Imprese Italiane e il Social Media Marketing Navigando tra i blog mi sono re-imbattuto in questa ricerca del TeDis , di giugno 2009. Ho avuto la fortuna di conoscere chi l’ha ideata e scritta e vi invito a leggerla. blog: tsw blog &#124; leggi l&#039;articolo [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Le Piccole e Medie Imprese Italiane e il Social Media Marketing Navigando tra i blog mi sono re-imbattuto in questa ricerca del TeDis , di giugno 2009. Ho avuto la fortuna di conoscere chi l’ha ideata e scritta e vi invito a leggerla. blog: tsw blog | leggi l&#39;articolo [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Nicola Zago</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/piccole-e-medie-imprese-italiane-e-social-media-marketing_0005818.html/comment-page-1#comment-33600</link>
		<dc:creator>Nicola Zago</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 16:19:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.tsw.it/?p=5818#comment-33600</guid>
		<description>Ciao Stefano, ottimo post, ottimo confronto. Per me il cuore della questione non è se e come convincere le PMI a usare i social media. Dobbiamo convincerle piuttosto a diventare &quot;social&quot;, a scardinare i vecchi paradigmi organizzativi, a fare un salto culturale. Per questo qualsiasi progetto di questo tipo affrontato da una PMI non può non avere ore dedicate al cambio organizzativo, senza neanche parlare di internet e tecnologia.

Quando l&#039;azienda si sarà trasformata, o avrà comunque innescato il cambiamento in alcune sue parti, l&#039;uso dei social media arriverà come spontanea risposta. Un tentativo al contrario non starebbe in piedi.

Essendo stato parte e osservatore privilegiato di questo cambiamento, garantisco che il gioco funziona solo così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Stefano, ottimo post, ottimo confronto. Per me il cuore della questione non è se e come convincere le PMI a usare i social media. Dobbiamo convincerle piuttosto a diventare &#8220;social&#8221;, a scardinare i vecchi paradigmi organizzativi, a fare un salto culturale. Per questo qualsiasi progetto di questo tipo affrontato da una PMI non può non avere ore dedicate al cambio organizzativo, senza neanche parlare di internet e tecnologia.</p>
<p>Quando l&#8217;azienda si sarà trasformata, o avrà comunque innescato il cambiamento in alcune sue parti, l&#8217;uso dei social media arriverà come spontanea risposta. Un tentativo al contrario non starebbe in piedi.</p>
<p>Essendo stato parte e osservatore privilegiato di questo cambiamento, garantisco che il gioco funziona solo così.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/piccole-e-medie-imprese-italiane-e-social-media-marketing_0005818.html/comment-page-1#comment-33094</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 09:56:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.tsw.it/?p=5818#comment-33094</guid>
		<description>Buon giorno Stefano,
condividiamo pienamente le tue opinioni,stiamo cercando i capitali necessari per finanziare la nostra iniziativa Imprenditoriale,Il nostro obbiettivo è, produrre e commercializzare in tutto il Mondo un&#039;ampia gamma di manufatti di alta qualità con l&#039;utilizzo di tecniche di costruzione innovative apliamente collaudate.

Il Legno sarà la materia prima principale,mentre le Resine Epossidiche e Materiali Compositi verranno utilizzati come materiali secondari.
 
La nostra produzione prevede la costruzione di Yachts di lusso sia a Vela che a Motore,Houseboat e Case/Ecosostenibili chiavi in mano.
 
La Sede Operativa attualmente è  allestita sul Territorio Pratese ed ha  una superfice coperta di 3.000 M.q. .
 
Il nostro piano Industriale prevede un investimento di 3.600.000,00 € in cinque anni,e la previsione del fatturato al quinto anno di circa 70.000.000,00 di €.

L&#039;investimento sopra descritto permetterà di creare un polo industriale di 15.000 M.q con circa 300 addetti.
 
Il  problema principale riscontrato è trovare i fondi necessari,puoi darci qualche consiglio utile ?
Ti ringrazio anticipatamente</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buon giorno Stefano,<br />
condividiamo pienamente le tue opinioni,stiamo cercando i capitali necessari per finanziare la nostra iniziativa Imprenditoriale,Il nostro obbiettivo è, produrre e commercializzare in tutto il Mondo un&#8217;ampia gamma di manufatti di alta qualità con l&#8217;utilizzo di tecniche di costruzione innovative apliamente collaudate.</p>
<p>Il Legno sarà la materia prima principale,mentre le Resine Epossidiche e Materiali Compositi verranno utilizzati come materiali secondari.</p>
<p>La nostra produzione prevede la costruzione di Yachts di lusso sia a Vela che a Motore,Houseboat e Case/Ecosostenibili chiavi in mano.</p>
<p>La Sede Operativa attualmente è  allestita sul Territorio Pratese ed ha  una superfice coperta di 3.000 M.q. .</p>
<p>Il nostro piano Industriale prevede un investimento di 3.600.000,00 € in cinque anni,e la previsione del fatturato al quinto anno di circa 70.000.000,00 di €.</p>
<p>L&#8217;investimento sopra descritto permetterà di creare un polo industriale di 15.000 M.q con circa 300 addetti.</p>
<p>Il  problema principale riscontrato è trovare i fondi necessari,puoi darci qualche consiglio utile ?<br />
Ti ringrazio anticipatamente</p>
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	<item>
		<title>Di: Stefano Guerra</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/piccole-e-medie-imprese-italiane-e-social-media-marketing_0005818.html/comment-page-1#comment-32861</link>
		<dc:creator>Stefano Guerra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 15:16:11 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao a tutti,
sono felice che abbiate apprezzato il post e vi ringrazio per gli spunti davvero interessanti, che in gran parte condivido. 

La mia tesi è quella della necessità di una maggiore sensibilizzazione delle piccole e medie imprese verso il mondo di internet e dei social media. È ovvio che questo non vale per tutti i settori, ma quando parlo di sensibilizzazione mi riferisco ad un raggio quanto più ampio possibile di imprese, soprattutto manifatturiere, perché se è vero che queste sono la spina dorsale del Paese, è altrettanto vero che spesso mancano non solo le competenze interne ma anche la capacità di comprendere gli enormi vantaggi che la Rete può offrire. 

Le aziende a non avere nemmeno un sito web sono ancora molte, per cui ecco che quello dei social media può essere un punto davvero interessante su cui fare leva per poter stimolare un processo che, a catena, vada a coinvolgere anche tutti gli altri aspetti della comunicazione più tradizionale.

In un momento di crisi come questo, dove la necessità di trovare soluzioni efficaci ed efficienti è forte, penso che i social media possano diventare un interruttore, una porta di ingresso per esplorare le più ampie possibilità che la Rete stessa può offrire, visto che questa realtà è ancora “scandalosamente” sconosciuta a molti operatori di mercato. Che ne pensate?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti,<br />
sono felice che abbiate apprezzato il post e vi ringrazio per gli spunti davvero interessanti, che in gran parte condivido. </p>
<p>La mia tesi è quella della necessità di una maggiore sensibilizzazione delle piccole e medie imprese verso il mondo di internet e dei social media. È ovvio che questo non vale per tutti i settori, ma quando parlo di sensibilizzazione mi riferisco ad un raggio quanto più ampio possibile di imprese, soprattutto manifatturiere, perché se è vero che queste sono la spina dorsale del Paese, è altrettanto vero che spesso mancano non solo le competenze interne ma anche la capacità di comprendere gli enormi vantaggi che la Rete può offrire. </p>
<p>Le aziende a non avere nemmeno un sito web sono ancora molte, per cui ecco che quello dei social media può essere un punto davvero interessante su cui fare leva per poter stimolare un processo che, a catena, vada a coinvolgere anche tutti gli altri aspetti della comunicazione più tradizionale.</p>
<p>In un momento di crisi come questo, dove la necessità di trovare soluzioni efficaci ed efficienti è forte, penso che i social media possano diventare un interruttore, una porta di ingresso per esplorare le più ampie possibilità che la Rete stessa può offrire, visto che questa realtà è ancora “scandalosamente” sconosciuta a molti operatori di mercato. Che ne pensate?</p>
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	<item>
		<title>Di: Enrico Ladogana</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/piccole-e-medie-imprese-italiane-e-social-media-marketing_0005818.html/comment-page-1#comment-32802</link>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 18:43:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.tsw.it/?p=5818#comment-32802</guid>
		<description>Ciao Davide, trovo il tuo articolo estremamente interessante anche se mi permetto di non essere molto ottimista.
L&#039;Italia - e soprattutto il Triveneto - è dotata di uno stuolo di piccole imprese gestite, in massima parte, in maniera paternalistica.

Nella maggior parte di queste aziende il budget per le attività di marketing è esiguo, per alcune proprio non esiste. Di conseguenza, lo dici tu stesso, credo sia veramente difficile riuscire a &quot;vendere&quot; il prodotto Social Marketing quando è estramemente difficoltoso vendere il &quot;semplice&quot; sito web.

Ammetto di essere oltremodo pessimista ma sono costretto a dire, per quella che è la mia esperienza (perciò prendetela per quello che può valere) che, nella maggioranza di queste aziende, il social difficilmente sfonderà. 
Il cambiamento potrà avvenire solo quando, per cause naturali (e, paradossalmente, in questo caso, la crisi può portare dei benefici a questo tipo di mercato) vi sarà un cambio generazionale, un ringiovanimento della classe dirigente di queste piccole aziende.

Aggiungo anche che il social, ancora più del sito web, necessita di un coinvolgimento aziendale molto più spinto. 
Mi spiego meglio: non può esserci un professionista (escludo a priori il figlio della cugina del nipote della segretaria del capo, molto bravo con Facebook!) che gestisca autonomamente il flusso di informazioni aziendali all&#039;interno del Social. Deve essere la totalità delle compagine aziendale o una sua massima parte che collabora a generare un flusso di informazioni coordinato, poi, da questo stesso professionista. E un po&#039; come nel calcio se difesa, centrocampo e attacco si muovono all&#039;unisono allora si fa il bel gioco! 
Questo, dal mio punto di vista, complica ulteriormente le cose e magari può frustrare anche quelle poche attività di comunicazione via Social che riescono a definirsi.

Infine - e concludo - non credo che il Social sia attivabile tout court per tutti i settori. Ritengo, infatti, che per target e, soprattutto, per le modalità con cui vengono presentate le informazioni, alcune aziende, pur realizzando campagne create cum grano salis, otterrebbero comunque risultati piuttosto scarsi.
La sostanza, a mio modesto avviso, è questa: il social è un&#039;arma potentissima ma con un grado di penetrazione ancora piuttosto basso e non utilizzabile solo in alcuni settori di mercato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Davide, trovo il tuo articolo estremamente interessante anche se mi permetto di non essere molto ottimista.<br />
L&#8217;Italia &#8211; e soprattutto il Triveneto &#8211; è dotata di uno stuolo di piccole imprese gestite, in massima parte, in maniera paternalistica.</p>
<p>Nella maggior parte di queste aziende il budget per le attività di marketing è esiguo, per alcune proprio non esiste. Di conseguenza, lo dici tu stesso, credo sia veramente difficile riuscire a &#8220;vendere&#8221; il prodotto Social Marketing quando è estramemente difficoltoso vendere il &#8220;semplice&#8221; sito web.</p>
<p>Ammetto di essere oltremodo pessimista ma sono costretto a dire, per quella che è la mia esperienza (perciò prendetela per quello che può valere) che, nella maggioranza di queste aziende, il social difficilmente sfonderà.<br />
Il cambiamento potrà avvenire solo quando, per cause naturali (e, paradossalmente, in questo caso, la crisi può portare dei benefici a questo tipo di mercato) vi sarà un cambio generazionale, un ringiovanimento della classe dirigente di queste piccole aziende.</p>
<p>Aggiungo anche che il social, ancora più del sito web, necessita di un coinvolgimento aziendale molto più spinto.<br />
Mi spiego meglio: non può esserci un professionista (escludo a priori il figlio della cugina del nipote della segretaria del capo, molto bravo con Facebook!) che gestisca autonomamente il flusso di informazioni aziendali all&#8217;interno del Social. Deve essere la totalità delle compagine aziendale o una sua massima parte che collabora a generare un flusso di informazioni coordinato, poi, da questo stesso professionista. E un po&#8217; come nel calcio se difesa, centrocampo e attacco si muovono all&#8217;unisono allora si fa il bel gioco!<br />
Questo, dal mio punto di vista, complica ulteriormente le cose e magari può frustrare anche quelle poche attività di comunicazione via Social che riescono a definirsi.</p>
<p>Infine &#8211; e concludo &#8211; non credo che il Social sia attivabile tout court per tutti i settori. Ritengo, infatti, che per target e, soprattutto, per le modalità con cui vengono presentate le informazioni, alcune aziende, pur realizzando campagne create cum grano salis, otterrebbero comunque risultati piuttosto scarsi.<br />
La sostanza, a mio modesto avviso, è questa: il social è un&#8217;arma potentissima ma con un grado di penetrazione ancora piuttosto basso e non utilizzabile solo in alcuni settori di mercato.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandra</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/piccole-e-medie-imprese-italiane-e-social-media-marketing_0005818.html/comment-page-1#comment-32783</link>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 10:12:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.tsw.it/?p=5818#comment-32783</guid>
		<description>Complimenti Stefano, hai colto perfettamente il messaggio, peraltro volutamente molto cauto, della ricerca in questione. 
Personalmente credo che sia ancora molto difficile trasmettere alle generazioni passate (ovviamente non me la sento di generalizzare) e alle piccole e medie realtà, la sensibiità nei confronti di questo forte cambiamento in atto. Certo non è una novità, ma il significato e le implicazioni di questo mutamento restano ancora molto difficili da comprendere (nonostante i numerosi sforzi accademici, editoriali, blog e quant&#039;altro...atti a rappresentare le caratteristiche di questo nuovo paradigma sociale...me la passate come definizione?). 
I Social Network restano ancora nel top of mind uno strumento ludico e se ne ignorano le enormi potenzialità come strumento di ascolto, di &quot;controllo&quot; della propria reputazione, attivatore della brand advocacy...è fondamentale, però, come dice Davide conoscere lo strumento e non affidarsi all&#039;improvvisazione. Le dinamiche sociali coinvolte non sono banali e sono, non a caso, oggetto di studio. Essere iscritti a FB, ad esempio, non implica la completa conoscenza del mezzo, soprattuttoin termini di potenziali effetti e &quot;must do&quot;.

Personalmente credo che per le PMI, ripeto non tutte (ma i numeri parlano da soli), investire in qualcosa percepito ancora come ludico sia notevolmente difficile da realizzare e quindi considerare in termini strategici come investimento...nonostante questo sono stata a qualche work shop dell&#039;Unindustria di Treviso, ho notato interesse da parte dei presenti...l&#039;argomento affascina...ma una volta tornati a casa cosa resta!? Quello che dice Davide! Il figlio tredicenne messo a smanettare...

Concludo con un&#039;ultima considerazione: le PMI sono un tessuto di imprese principalmente destrutturate, dove il business è fortemente legato a rapporti interpersonali...in altri termini forse legato ad una brand advocay che si sviluppa offline. Tutto ha sempre funzionato così...ora le instabili congiunture politico/economiche mondiali, gli evidenti di effetti culturali e sociali di un mondo sempre più interconnesso, quindi la crescente apertura dei mercati, l&#039;internazionalizzazione...ecc. richiamano chi si trova a formulare le nuove strategie aziendali ad un&#039;obbligata riflessione. Internet come i SM fanno parte di questa nuova realtà.

Ale!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti Stefano, hai colto perfettamente il messaggio, peraltro volutamente molto cauto, della ricerca in questione.<br />
Personalmente credo che sia ancora molto difficile trasmettere alle generazioni passate (ovviamente non me la sento di generalizzare) e alle piccole e medie realtà, la sensibiità nei confronti di questo forte cambiamento in atto. Certo non è una novità, ma il significato e le implicazioni di questo mutamento restano ancora molto difficili da comprendere (nonostante i numerosi sforzi accademici, editoriali, blog e quant&#8217;altro&#8230;atti a rappresentare le caratteristiche di questo nuovo paradigma sociale&#8230;me la passate come definizione?).<br />
I Social Network restano ancora nel top of mind uno strumento ludico e se ne ignorano le enormi potenzialità come strumento di ascolto, di &#8220;controllo&#8221; della propria reputazione, attivatore della brand advocacy&#8230;è fondamentale, però, come dice Davide conoscere lo strumento e non affidarsi all&#8217;improvvisazione. Le dinamiche sociali coinvolte non sono banali e sono, non a caso, oggetto di studio. Essere iscritti a FB, ad esempio, non implica la completa conoscenza del mezzo, soprattuttoin termini di potenziali effetti e &#8220;must do&#8221;.</p>
<p>Personalmente credo che per le PMI, ripeto non tutte (ma i numeri parlano da soli), investire in qualcosa percepito ancora come ludico sia notevolmente difficile da realizzare e quindi considerare in termini strategici come investimento&#8230;nonostante questo sono stata a qualche work shop dell&#8217;Unindustria di Treviso, ho notato interesse da parte dei presenti&#8230;l&#8217;argomento affascina&#8230;ma una volta tornati a casa cosa resta!? Quello che dice Davide! Il figlio tredicenne messo a smanettare&#8230;</p>
<p>Concludo con un&#8217;ultima considerazione: le PMI sono un tessuto di imprese principalmente destrutturate, dove il business è fortemente legato a rapporti interpersonali&#8230;in altri termini forse legato ad una brand advocay che si sviluppa offline. Tutto ha sempre funzionato così&#8230;ora le instabili congiunture politico/economiche mondiali, gli evidenti di effetti culturali e sociali di un mondo sempre più interconnesso, quindi la crescente apertura dei mercati, l&#8217;internazionalizzazione&#8230;ecc. richiamano chi si trova a formulare le nuove strategie aziendali ad un&#8217;obbligata riflessione. Internet come i SM fanno parte di questa nuova realtà.</p>
<p>Ale!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ludovico Canali: Le Piccole e Medie Imprese Italiane e il Social Media Marketing - Creoweb</title>
		<link>http://blog.tsw.it/social-media-optimization/piccole-e-medie-imprese-italiane-e-social-media-marketing_0005818.html/comment-page-1#comment-32779</link>
		<dc:creator>Ludovico Canali: Le Piccole e Medie Imprese Italiane e il Social Media Marketing - Creoweb</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 08:50:54 +0000</pubDate>
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		<description>[...] the original: Ludovico Canali: Le Piccole e Medie Imprese Italiane e il Social Media Marketing   [...]</description>
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