1 luglio 2008 Enrico Pavan
3' di lettura

NUCONOMY: user engagement tracking

Da un po’ di tempo a questa parte, con l’avvento delle tecnologie 2.0 e soprattutto di tutto ciò che è “sociale”, sono cambiati anche i KPI (Key Performance Indicator) relativi alla misurazione del traffico e delle performance di un sito: la metrica principalmente usata per la misurazione del web 2.0 è la cosiddetta “User Engagement”.

Cos’e’ questa fantomatica User Engagement? Se prendiamo la definizione maggiormente usata tra gli esperti del settore e i maggiori bloggers, la U. E. è il tasso di coinvolgimento di un utente nel sito che sta visitando. In poche parole, il classico KPI “page views” viene messo da parte per far posto al calcolo dei commenti ricevuti nei post, al numero di caricamento di file mp3, al numero di visioni ricevute dai video (intendo quante volte è andato play, stop, pause), ecc.

Si tratta di una piccola rivoluzione in quest’ambito.

Ci sono ovviamente anche altri parametri da tenere in considerazione quando si parla di U.E: ad esempio il recruitment degli utenti, la loro permanenza nel sito, le azioni da intraprendere, ecc. (ma di questo ne parleremo in separata sede).

In questo post vorrei parlarvi del nuovo software che sto testando e che sembra farà da apripista ai maggiori vendor del settore Web Analytics.

Nuconomy è un software che, oltre a tracciare le ormai famigerate page views, permette di misurare tutti gli “eventi” e “attività”, implementate sia in Ajax che Flash, presenti nel sito. Il programma recupera i dati dalle varie piattaforme via API proprietarie e per farlo funzionare è sufficiente inserire il codice javascript all’interno del codice sorgente delle pagine che si vogliono monitorare.

La stringa principale del software è composta da:

NUCONOMY.Logger.LogActivity (Id visitatore, Id del contribuente, id del contenuto, id tipologia attività, valore).

Vediamo una breve spiegazione dei termini usati:

Id visitatore: viene assegnato, tramite 1st party cookie, un identificativo univoco all’utente che sta navigando nel sito;
Id del contribuente: colui che ha “inserito” l’azione nel sito (ad esempio l’autore del post nel blog)
Id del contenuto: identificativo univoco del contenuto che l’utente sta utilizzando (id video, permalink di un post)
Id tipologia azione: è un campo che mi specifica l’attività svolta dall’utente (ad es. click su pause, piuttosto che stop, ecc)
Valore: valore che assegniamo all’attività svolta dall’utente a seconda del nostro core business.

Un esempio reale di stringa è:

Script di NUCONOMY

(nel nostro caso non abbiamo settato il campo relativo al valore perché non rientrava tra le priorità). La stringa sopra sta a significare che Enrico P. sta leggendo (1) il post di Manuel dal titolo “mia nonna era già 2.0”.

Vediamo ora ciò che in pratica può fare questo software. Purtroppo non posso riportare tutti gli output che mi può restituire, altrimenti dovrei occupare una miriade di pagine con altrettanti screenshot :) . Verranno riportate le informazioni più importanti.

Screenshot Funzionalita Nuconomy

Nel cerchio in rosso sono evidenziate alcune delle azioni che il software può tracciare; tra le principali segnaliamo:

  • FeedSubscription: ovvero quanti utenti si sottoscrivono un abbonamento al blog/sito;
  • Friend Request: mi permette di calcolare quante richieste di “amicizie” ha ricevuto o un singolo utente o il totale globale del network (tipico caso di Myspace o Facebook).
  • Click Ads: quanti click hanno ricevuto i miei flyers pubblicitari presenti nelle pagine del sito
  • Posts: identifico il numero di post inseriti, sia in termini globali che per singolo utente
  • Comments: il software da la possibilità di calcolare i commenti effettuati dai singoli utenti che navigano il sito
  • Photos/Videos: oltre che a fornirmi come output il numero di foto e video uplodati, il programma mi restituisce il dato di quanti hanno visualizzato, messo in pausa o stoppato il o i video.

 

Come si può ben notare, posso anche incrociare i dati di diverse tipologie di azione, a seconda di dove voglio puntare il mio interesse.

Nel successivo screenshot vengono riportati tutti i commenti ricevuti ai post presenti nel blog TSW per un certo periodo di tempo: la tabella subito sotto al grafico mi indica in modo sintetico come stanno andando gli eventi in relazione al precedente lasso temporale.

Esempio Trend Andamento Commenti

Una metrica molto utile che mi viene fornita dal software è la distinzione tra utenti registrati e anonimi: grazie a questa informazione riesco a capire quanto gli utenti siano attratti dal sito e soprattutto, grazie alle API, posso sapere le azioni compiute da ogni utente per ciascuna delle due tipologie di visite.

Content vs Page Views

Da questa schermata è evidente che non si parla più di pagine viste ma di CONTENUTI di atterraggio e di interesse per gli utenti che arrivano al sito.

Tabella Correlazione Azioni

Una delle funzionalità più interessanti fornite dal software è la tabella di correlazione tra le azioni compiute dagli utenti: grazie a questi dati posso capire come un utente interagisce con il mio sito e dove intervenire per migliorare i contenuti presenti in esso.

Ci sono molti altri output che il software fornisce ma non li elenco per non rendere troppo pesante la lettura di questo post. Da segnalare senz’altro però la possibilità di segmentare le tipologie di utenti per azione intrapresa e il percorso che compiono una volta entrati nel sito.

Lo consiglio a chiunque voglia provare a misurare il web 2.0, in quanto ritengo questo software molto potente e diverso da quelli classici, dove le funzionalità, se ridotte ai minimi termini, sono molto simili tra loro.

Il campo migliore su cui impiegarlo è sicuramente una community dove, per conformazione della stessa, ho la possibilità di monitorare più azioni in contemporanea: dall’apertura di un blog, all’upload di un video, ai commenti ricevuti su una foto, sia che siano stati fatti da un navigatore non registrato che da un utente membro.

Per richiedere una demo basta collegarsi al sito Nuconomy e cliccare su “Join beta”.

E come ogni volta, vi ricordo che il software si deve testare, testare, testare, fino allo stress assoluto, in modo da apprendere appieno le sue funzionalità, anche quelle più nascoste :)

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TAG: social media user testing